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Affanculo i Pixies.

Andare ad adorare quella palla di merda sudata di Frank Black, il filippino, Kim Deal che ora è diventata una strega orribile e Quell’Altro alla batteria lo lasciamo agli scemi senza fantasia, con tanti soldi da buttare e la passione per il karaoke. Chi sta in zona e ha voglia di massacrarsi i timpani con una scarica di gruppi crust alla vecchia può dirigersi all’Atlantide dalle 18 in poi – meglio se opportunamente bardato di maglia degli Impact senza maniche, calzoncini sbrindellati, scarpe sfondate e giubbotto di jeans senza maniche con tante tante toppe marce e loghi improponibili. Nella ricchissima scaletta che potete ammirare qui sotto ci sono anche i leggendari Death From Above, coloro che, in tempi recenti, fecero innervosire quel fighetto di James Murphy costringendolo a cambiare il nome della sua etichetta in DFA, e misero i bastoni fra le ruote agli insulsi Death From Above 1979 (che dovettero aggiungere, per l’appunto, il “1979” alla ragione sociale) – e anche soltanto per questo meritano rispetto infinito. Ricordiamo ancora una volta che domenica in tutto il mondo è il National Day of Slayer.

P.S.: chi indovina a chi assomiglia in maniera scandalosa il logo dei Discarded vince un pasto vegano o un trattamento antipulci per pitbull.

Piccoli fans: WHITE SHIT

whiteshitNon so esattamente perché non amo i Big Business. Nel senso, da un gruppo che è in pratica la sezione ritmica dei Melvins ti aspetti di sborrarci sopra come se non ci sia un domani, ecco tutto. Probabilmente è il genere che fanno. Così insomma, ora i Big Business mi hanno ascoltato e hanno cambiato genere, licenziando un EP di quindici minuti, roba crust pesa prodotta a cazzo di cane con delle batterie che SBOMBANO più un paio di pezzi gruva unsaniani insensati di un minuto l’uno e qualche parte vocale che per mezzo secondo sembra tassata pari pari dal primo disco dei Life Of Agony. Notizie aggiuntive: è un’altra band, a cui è stato deciso di dare un nome sfuggente e poco memorabile, White Shit. L’organico si fregia, oltre che dei due Big Business, dell’apporto di Andy Coronado, uno che è stato dentro a Monorchid, Glass Candy e soprattutto Wrangler Brutes, uno dei miei gruppi preferiti della mia giovinezza (specie da quando li ho scoperti un annetto fa scarso inculando una cassetta ad un amico). DISCONE, direbbe Reje se si degnasse di postare ogni tanto. Naturalmente noi non incoraggiamo il download illegale, quindi vi consigliamo di emigrare in uno stato in cui il download non sia proibito dalla legge e dare un’occhiata al solito Worried Well –uno dei miei blogghe preferiti, rispetto agli m-blog tradizionali screma tantissimo, con un certo qual stile. Ora gli scrivo e gli chiedo di uscire, o quantomeno di ospitarmi in Scozia. Che poi insomma, roba buona o cattiva che sia il premio per la cover più gay del 2009 lo vanno a ritirare a man bassa.