L’agendina dei concerti (Bologna e dintorni) – Aprile (parte 3)

 

Falcidiati dall’influenza, mezzi intossicati dalle polveri del vulcano Fimmvorduhals e devastati dalla tragica scomparsa di Peter Steele diamo il benvenuto alla settimana entrante con una trasferta milanese assolutamente imprescindibile: martedi 20 aprile infatti il circolo Magnolia, nell’ambito della rassegna “Fiorella Mannaia“, ospiterà nientemeno che gli Eyehategod, assenti dalle nostre parti da… non ricordo neanche più quanto, dieci anni? Non bastasse, prima di loro suoneranno Totimoshi, Sourvein e Ghost Empire, e tra un cambio palco e l’altro non ci sarà comunque requie per il nostro già provato sistema nervoso grazie ai molesti djset a cura di solomacello, il tutto per soli dieci euracci. Un biglietto per il Paradiso non è mai costato così poco.
Mercoledì tappa obbligatoria allo Spazio SI per il “punk-jazz” malmostoso e virulento degli olandesi Brown vs Brown, fiore all’occhiello della rigogliosissima scena improv fiamminga nell’ultimo lustro; ad aprire c’è nuovamente dj Balli, questa volta nell’incarnazione sciccosa e sadomasochistica del temibile progetto “pornogolf“. Ribadirne l’eccezionalità sarebbe pleonastico.
Doppietta nel segno dell’hardcore più incazzoso e dello stoner metal più fetido al Blogos di Casalecchio: giovedì i putridi Kylesa, di spalla Dark Castle e i “nostri” Marnero, venerdì gli incazzatissimi Raised Fist, dal 1993 sempre in giro a legnare come ossessi per la gioia dei nostri timpani doloranti (e di quelli di genitori e vicini di casa vari). Peraltro venerdì desidereremo ardentemente di essere ubiqui visto che al Covo planerà Sua Infelicità Robin Proper-Sheppard con la chitarrina per un minaccioso one-man show acustico che presagiamo foriero di depressioni inconsolabili e istigazioni al suicidio a strafottere: vedremo dove ci porterà il vento.
Sabato probabilmente saremo al Bronson a ossequiare Wino, Dale, Al e Scott come Shrinebuilder, mentre domenica di nuovo al Blogos per l’ammucchiata patriottica della Bologna Liberation Fest, a tenerci compagnia No Turning Back, Strength Approach, To The Embers, Spleen Flipper, Zephirum, Linterno e tanti, tanti altri. A risentirci(?).

L’agendina dei concerti (Bologna e dintorni) – Aprile (parte 2)


(foto presa da qui)

 

Veramente micidiale la settimana in arrivo, che si preannuncia densissima fin dalle prime battute: si parte questa sera con un mini-festival di “punk acustico” tra le pareti del Lazzaretto, risorto a nuova vita in via Enrico Mattei, 28 dopo la traumatica demolizione della storica sede in via del Lazzaretto; in cartellone una jam con Greg Attonito (voce dei Bouncing Souls) + Shanti, Kepi Ghoulie (storico singer dei Groovie Ghoulies già passato al vecchio Lazzaretto l’autunno scorso), Captain Jack and his Tunas, Linterno, Missincats e Re-animaniacs. Un’autentica maratona con inizio alle 18 (realmente). Martedì massacro auricolare al Covo con i blacksters dell’Illinois Nachtmystium accompagnati da un guest d’eccezione: Jarboe, indimenticata voce femminile degli Swans degli anni belli. Mercoledì all’interno della rassegna MeryXM all’XM24 si incuneano gli Zeus!, tellurico e lightningboltesco progetto del metallante bassista dei Calibro 35 Luca Cavina: roba incazzosa. Imperdibile il ritorno live dei Vakki Plakkula giovedì sera allo Spazio SI; lo storico trio composto da Luigi Mosso (basso, voce), Edoardo Marraffa (sax tenore, alto, sopranino) e Mirko Sabatini (batteria, giocattoli, voce) dal 1996 smazza un’inimitata e irripetibile fusione tra free jazz, noise, improvvisazione e cantautorato “storto”, obliquo e sottilmente inquietante. Un loro concerto è un’autentica rarità, quindi fatevi sotto.
Trasferta ravennate venerdì 16 per una terna da liquefazione cranica: in una sola botta le asfissianti distese di drones degli ipnotici Nadja, il tremendo muro di suono dei seminali Thrones di Joe Preston (un pezzo di storia vivente dell’underground americano più bieco e marginale), e per finire i tralignanti deliri da folletto malato degli OvO. Quel poco di sanità mentale che ci è rimasto verrà definitivamente spazzato via sabato all’Atlantide per mano dei redivivi Zeni Geva, autentici padrini del noise giapponese fin dalle prime temibili avvisaglie; strisciando sui gomiti arriveremo sotto il ponte di via Libia domenica per la prima calata italiana dei leggendari Jet Boys, un’istituzione del garage punk più marcio direttamente dal paese del sol levante così come KK Null e soci la sera prima, per una due giorni all’insegna della devianza psicofisica dagli occhi a mandorla. Alla prossima agendina (se ci arriviamo integri).