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La rubrica pop di Bastonate che questa volta la chiameremo 7 CHILI IN 7 GIORNI: Robbie Williams – Take The Crown (Island)

Uaaargh!
Uaaargh!

Se un disco dovesse essere giudicato solo in base alla bruttezza della copertina, Take The Crown di Robbie Williams sarebbe di diritto uno dei dischi più belli di tutti i tempi. Non ho mai visto nulla di simile e mi chiedo perché-perché-perché (tanto per citare l’ex primo bassista dei Litfiba Antonio Socci, uno che ad un certo punto ha avuto il coraggio di sbroccare per colpa delle micropunte ed è diventato quello che è diventato), però son scelte del management di Robbie Williams e le rispetto in Toto (Cutugno, ma anche quello che è uno dei gruppi più tamarri di sempre – tanto per essere veltroniani dal buco del culo al cuore).

Dicevo, la copertina di Take The Crown è assolutamente orribile (un busto dorato di Robbie Williams che urla su sfondo blu, potevano impegnarsi di più a far schifo) però un disco bisogna pur sempre giudicarlo in base al contenuto e non in base al packaging. E com’è la musica contenuta in Take The Crown? Boh. L’ho ascoltato diverse volte e non mi è sembrato male, però a fine ascolto non mi era rimasto nulla al di fuori del singolo Candy (che però accendi qualsiasi radio a qualsiasi ora e lo senti, dunque non vale) e dei primi dieci secondi della prima traccia Be a Boy (atmosfere sintetiche alla Baltimora ed un inspiegabile sax che entra ed uccide qualsiasi cosa, compresi i tuoi neuroni). Del tipo che ascolti il disco e tutto scorre via in men che non si dica, e quando sei uscito dal loop mentale e la puntina del giradischi ha attraversato l’ultimo solco (fingo di possederne una copia in vinile, in realtà la casa discografica mi ha mandato un promo watermarked in formato mp3 in quanto iscritto al fan club italiano dei Take That, ecco la recensione che chiedevano) quello che resta è una certa sensazione di vuoto siderale. Non male per un disco che, a detta di certe indiscrezioni, si proponeva come la svolta rock di Robbie Williams nonché come un taglio netto con il passato dell’artista (fingo di conoscere a menadito la discografia di Robbie, ma in realtà ho sentito solo i singoli che hanno girato via via negli anni e per intero non ho sentito manco il greatest hist uscito un paio di anni fa). Posso comunque dire che una band come i Bloc Party ucciderebbe per scrivere musica del genere, ma quest’ultima affermazione non è funzionale al ragionamento che sto cercando disperatamente di fare dunque passo velocemente oltre.

Robbie Williams si è sposato ed è ingrassato più o meno dodici chili, tornando quello che, appena uscito dai Take That ed imbottito di psicofarmaci, incideva una cover di Freedom di George Michael e nel video dovevano ricorrere all’effetto Mick Hucknall [*] per camuffare la sua pinguetudine. Poi, per carità, ha scritto grande musica (o meglio, ha cantato grande musica – non credo sia in grado di scriversi i pezzi da solo, o per lo meno non pezzi del calibro di Angel) ma per me rimane sempre quello dei Take That (l’ho già detto che sono iscritto al fan club italiano? L’ho già detto che l’anno scorso ero al concerto dei Take That reunion a Milano?) che come un Antonio Socci qualsiasi ha scelto di sbroccare ed uscire dalla band che gli ha regalato fama, successo, soldi, figa, figa pelosa, figlio di puttana, porco diesel et altri effetti collaterali che caratterizzano la durissima vita delle rockstar. Solo che in luogo delle droghe del ’96 ad occhio e croce c’è il cibo, ed in particolare ci sono i dolci. Ed a questo punto, visto che non c’è più nulla da dire su Robbie Williams e non è possibile citare Gianluca Grignani che nello stesso periodo ha sbroccato pesantemente per poi uscirsene con un capolavoro come La Fabbrica di Plastica, copiaincollo una ricetta di una cheesecake alla menta e cioccolato presa pari pari dal sito di un noto formaggio spalmabile – torta ideale per mangiarne una intera ed ingrassare come Robbie Williams (o Grignani, visto che anche lui oggi è bello gonfio nonché pieno di tic nervosi).

Ingredienti

  • 200 g di biscotti digestive
  • 100 g di burro
  • 500 g di Philadelphia Classico in panetto
  • 200 g di panna fresca liquida + 2 cucchiai
  • 30 g di cioccolato fondente grattugiato
  • 20 g di sciroppo di menta
  • 10 g di colla di pesce
  • scagliette di cioccolato fondente q.b.

Preparazione

1. Sminuzzate i biscotti digestive nel mixer per poi mescolarli con del burro sciolto. Imburrate la tortiera, rivestitela di carta forno e versatevi l’impasto. Con un cucchiaio compattate la base. Fate raffreddare in frigo 30 minuti.

2. Montate la panna fresca e unite il Philadelphia, poi, aggiungete lo sciroppo di menta.

3. Mettete ammollo la colla di pesce per 10 minuti. Strizzatela e unitela a due cucchiai di panna.

4. Unite la miscela di colla e panna al composto con la Philadelphia e incorporate, per ultimo, anche il cioccolato grattugiato.

5. Versate il tutto nella teglia e fate riposare in frigo per quattro ore. Quando sarà compatta, decorate con scagliette di cioccolata lungo tutto il bordo della cheesecake.

Io l’ho provata ed è parecchio buona, anche se forse bisogna mettere molta più menta ed usare ricotta e Philadelphia in parti uguali in luogo della sola Philadelphia così come riportato sul sito (mica scemi i tizi della Philadelphia. Se avessero citato la ricotta o altri formaggi da loro non prodotti non sarebbe stata una ricetta con dosi sbagliate messa in rete solo per farsi pubblicità). O magari usare un anonimo formaggio spalmabile comprato al Lidl come ho fatto io, che ho gusto e ad occhio e croce posso ragionevolmente affermare che questo disco di Robbie Williams tra un paio di anni sarà in vendita nei cestoni delle offerte del Lidl a 4,99 € la copia.

il primo risultato che si ottiene digitando su Google Images "torta Lidl formaggio economico" è questo. Non me ne voglia la sig.ra Maria Alberico, ma per amor di scienza non posso fare altro che pubblicare questa foto anche se non sono certo che corrisponda alla ricetta che ho pubblicato.
il primo risultato che si ottiene digitando su Google Images “torta Lidl formaggio economico” è questo. Non me ne voglia la sig.ra Maria Alberico, ma per amor di scienza non posso fare altro che pubblicare questa foto anche se non sono certo che corrisponda alla ricetta che ho riportato.

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[*] effetto Mick Hucknall: utilizzato da almeno dieci anni nei video dei Simply Red, é un particolare tipo di effetto visivo che consiste nello “stirare” in altezza l’immagine al fine di far apparire il cantante Mick Hucknall (un po’) più magro. Questo effetto ha il pregio di camuffare obesità e imperfezioni varie, ma ha il grottesco difetto di rendere oblunghi gli altri protagonisti del video. Nonostante ciò, la tecnica visiva ha però fatto scuola ed è stata negli anni utilizzata da altri artisti in momentaneo declino psicofisico (autocit.).