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È morto David Bowie

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La crisi finanziaria, il fondamentalismo, il cambiamento climatico  – ma per chi ha vissuto i suoi anni migliori misurando il tempo sulle date di uscita dei dischi, c’è qualcos’altro che rende quest’epoca ancora più cupa: è la consunzione del rock, ragazzi, è tutto vero, la stiamo vivendo, e non sono più gli angeli caduti che bruciano in una fiammata e non sono, quindi, gli eroi classici: i ragazzi sono invecchiati, e si ammalano e muoiono, è quell’improvviso e brutale accadimento della realtà, che alcuni chiamano morte, che si avvicina pian piano a te – di solito inizia dai nonni  -, e poi diventa in qualche modo familiare, ma fa male in modo ancora sorprendente quando invade il mondo dei sogni. Cosa cazzo suggerisci di essere immortale a fare, se poi muori lo stesso, e lo fai senza lustrini o uscite di scena teatrali, ma con le rughe in faccia, e i capelli bianchi come quei fottuti, asettici ospedali? Quindi fanculo Bowie, era tutto falso, parlavi di morire a venticinque anni, e invece eccoti lì, con Lou Reed, con Lemmy, con tutti gli altri ad aspettare tutti gli altri.

Venerdì scorso David Bowie aveva compiuto 69 anni, ieri è morto. Ha cambiato il rock per sempre, e questo almeno cinque volte. Venerdì scorso ha anche pubblicato il suo ultimo disco, si chiama Blackstar, è il più bello che abbia mai fatto.