QUATTRO MINUTI: il nuovo disco dei Korn, del quale non sono sicuro nè del titolo nè dell’uscita.

(immagine rubata al link di cui all'immagine rubata)

Non è proprio come dire “immonda cagata”, è qualcosa di peggiore e più subdolo ed infame, è qualcosa di cui i Padri Fondatori, cioè sostanzialmente i Korn di quindici anni fa, si sarebbero vergognati fino alle lacrime. Un disco metal brutto senza nemmeno il metal brutto dentro, mascherato da evoluzione stilistica (peraltro inesistente) ed affidato alle cure di una serie di dj a caso quasi tutti senza vergogna e stile. Non che io abbia dimestichezza coi nomi coinvolti, ma è intrinseco nel fatto che abbiano voluto lavorare ai pezzi e fare uscire cose come quella di cui stiamo parlando. La cosa più brutta e sbagliata è rendersi conto del fatto che questa cosa non viene fuori né dal nulla né dagli anni duemila della band: è una cosa che ha le sue origini ALMENO nello sbagliatissimo “esperimento” di metal meets old skool sulla colonna sonora di Spawn, una cosa che si protrae nel corso degli anni e ha seminato zizzania in quasi tutto il materiale da Issues in poi, per svelarsi in tutta la sua bruttura nefasta e brutale nel disco presente. Che poi anche tutto sommato cose legate tipo Cradle of Thorns o LAPD non è che fossero esenti dal discorso. MERDA DI CANE. No, peggio. Aridatece le tute di lustrini fatte dai bambini menomati del Cile.

L’agendina dei concerti Bologna e dintorni – 12-18 dicembre 2011

Marco Fiorito conosciuto come Kaos One, Don Kaos, Dottor K o più semplicemente Kaos (Caserta, 1971) è un rapper, beatmaker, writer e breaker italiano, ha cominciato la propria carriera già nel 1985, dapprima come ballerino di breakdance e writer, poi come MC, in inglese ed in italiano.

 
Se rientrate nella cerchia dei maniaci degli onanisti strumentali con cognoni italiani ridicoli questa è la serata per voi: Al Di Meola al Teatro delle Celebrazioni, e via andare. Per tutti gli altri il poppettaro doityourself canadese Pat Jordache al Clandestino (gratis dalle 22.30). Martedì se anche a voi come a me manca mone per il Soweto Gospel Choir al Teatro EuropAuditorium, ma anche se il grano invece ce l’avete, date retta a me: Burial Hex all’Elastico (dalle 20, gratis), e i neuroni diventeranno qualcosa di non più necessario. Mercoledì ultimo fumettistico MeryXM per il 2011, altrimenti Thrashfest all’Estragon con Mortal Sin, Heathen, Destruction, Exodus e tre brasiliani e un negro che si ostinano ad andare in giro pretendendo di chiamarsi Sepultura (però a ‘sto giro fanno solo pezzi da Beneath The Remains, Arise e Chaos A.D.); il massacro inizia alle 18.30 e costa trenta euri. Giovedì Musica Da Cucina all’Elastico oppure se vi sentite introspettivi Damon & Naomi con Richard Youngs di spalla al Bronson (21.30, dodici euro). Venerdì c’è Kaos al Sottotetto (più altri rapper inutili – vedi flyer – dalle 22, dieci euro più tessera del locale che dovrebbe essere altri cinque euro, ma potrei sbagliarmi), altrimenti prima serata della Festa Pagana all’XM24 solo concerti, headliner i blackster transilvani Negura Bunget (dalle 22, quattro euro, flyer da urlo, più del solito), o ancora Z’EV e gli amici al Bartleby (per il flyer vedi sotto). Sabato Festa Pagana però con anche djset, celebrazione di matrimoni, mangiafuoco, gnomi, tizi che si appendono e tutto il resto; se ci siete rimasti sotto venerdì, Z’EV replica al Clandestino (22, gratis). Domenica Paolo Fresu in solo al Teatro delle Celebrazioni. Consigli? Critiche? Pacchi bomba? Minacce di morte? lagendinadeiconcerti(at)gmail(dot)com

 

Avril Lavigne

C’è un sacco di dischi usciti nei primi anni novanta che all’epoca mettevano d’accordo anche i preti e che ora preferirei infilare su per il mio culo piuttosto che dentro il mio lettore CD, ma Blood Sugar Sex Magik gioca in una classe a parte. Blood Sugar Sex Magik possiede un potere di annullamento della razionalità che va oltre ogni possibile discorso sensoriale per diventare fastidio puro, malessere, revisionismo storico, sangue nelle strade e cronache di una vita di merda. Blood Sugar Sex Magik è uno di quei dischi che ti dà un fastidio boia anche solo a vederlo esposto nei nice price perenni dei grandi magazzini, figurarsi un negozio di dischi vero: un paio di mesi fa uno l’aveva perfino esposto in vetrina, a vent’anni dall’uscita. Stavo per entrare e ho tirato dritto e giuro che l’ho fatto solo per via di BSSM. Cazzo. Non credo che esistano altri dischi che mi fanno questo effetto, a parte cose tipo i Garbage che comunque hanno almeno la scusa di chiamarsi IMMONDIZIA e di essere stati percepiti come tali non più di due settimane dall’uscita di ognuno dei primi due dischi. Andando in giro invece ti trovi ancora dei fan di BSSM come se fosse la cosa più giusta e naturale del mondo. L’ultima volta che ho sentito Blood Sugar Sex Magik è stato non più di sei mesi fa, perché la mia birreria preferita ha una scelta di 17 dischi rock (la maggior parte dei quali dei Creedence, c’è da dire) tra cui appunto BSSM, che ogni volta stupisce per via di quanto è piatto noioso e finto, anche e soprattutto in rapporto a certi suoi corrispondenti contemporanei invecchiati comunque di merda (tipo il primo RATM o The Real Thing). Ma tutto sommato alla storia della musica si deve quantomeno rispetto. Il problema, con i Red Hot Chili Peppers, è che il processo di degrado ci coinvolge tutti. A vent’anni e passa dall’inizio di un insindacabile processo di caduta artistica, cioè da dopo Mother’s Milk, siamo ancora a chiederci se il nuovo disco dei RHCP sarà passabile o meno. Anche mettendo insieme tutte le arti che Dio ha mandato in terra, vengono in mente pochissimi corrispettivi di gente che ha conservato un barlume di credibilità nonostante un monte di opere così indifendibile, e sono quasi tutti nel cinema (Von Trier, Ridley Scott, cose così). Segue breve cronistoria: esce One Hot Minute, con Dave Navarro in formazione al posto di John Frusciante (impegnato a tempo pieno con la tossicodipendenza e una carriera solista di dischi-capolavoro realizzati col corpo da una parte e il cervello da un’altra); la critica lo tratta malissimo, forse anche al di là delle colpe del disco stesso, e cerca di fare ammenda diversi anni dopo incensando il ritorno di Frusciante in Californication, svolta pop a trecentosessanta gradi il cui unico merito è quello di aver ridotto l’impianto funk al servizio del pop da classifica in modo talmente grossolano e dozzinale da farlo sembrare come il frutto di una riflessione. Seguono lo sbagliatissimo By The Way, una specie di versione roots del disco precedente con le parti di basso ridotte scientificamente ai minimi termini (probabilmente per il LOL) e il doppio Stadium Arcadium, alla luce del quale qualcuno ha persino il coraggio di rivalutare parzialmente By The Way.

In questi giorni, se vi connettete a iTunes, potete ascoltare gratis il nuovissimo I’m With You. È il primo disco registrato dopo la seconda –e si dice definitiva- dipartita di Frusciante (il quale comunque non infila un disco da anni), rimpiazzato da tale Josh Klinghoffer. Il quale, a detta degli altri musicisti, ha portato un autentico rinnovamento nell’impianto della band. Alla prova dei fatti, il rinnovamento di cui sopra è che i pezzi sembrano delle out-takes di un gruppo medio dell’epoca in cui il punk-funk era diventato il nuovo mainstream pop, diciamo dei Bloc Party senza ispirazione (già che io vorrei pestare gli originali, di Bloc Party). A conti fatti è difficile immaginare un disco più fuori fuoco/tempo/bersaglio/asse/graziadidio di questo, ma l’ho comunque ascoltato dalla prima all’ultima nota. Dei geni?

L’agendina dei concerti Bologna e dintorni – 18-24 luglio 2011

e noi pure.

 
Stasera e domani per chi ne ha da spendere c’è da fare la spola tra Filippo Re e Bolognetti: hip hop francese da una parte e blues tirolese (con reading di Giovanni Succi in apertura) dall’altra oggi, e Dirk Hamilton contro Ex-Otago (che, e non ci stancheremo mai di ripeterlo, un tempo che mai come ora sembra ere geologiche fa erano un gruppo da devozione totale) per domani, il tutto gratis e ad orari che al confronto le galline vanno a letto tardi. Mercoledì dubbio amletico divorante: delirio 8-bit metal a Faenza + coda con gli Yacht (o come cazzo si scrive) gratis al Museo delle Ceramiche (tutti i dettagli nel flyer più sotto), oppure delirio street punk/grind al Nuovo Lazzaretto con Lobotomia per la prima volta in Italia e Total Chaos (dalle 22, portate l’ossigeno e i sali minerali)? Intanto mi metto avanti e inizio già da ora a cucire toppe degli Amebix sul mio giubbotto di ecopelle sbrindellato. Giovedì ancora ping-pong Bolognetti-Filippo Re: il nuovo fenomeno pitchfork-pilotato Washed Out da una parte, i giovani di belle speranze Yo Yo Mundi dall’altra. Venerdì l’overdose: Death By Stereo al Blogos (dalle 20, quindici euro), Avi Buffalo al bagno Hana-Bi a Marina di Ravenna, il guitar-hero lesbico Kaki King a Filippo Re, e pure le CocoRosie a Ferrara per i più temerari. Sabato è il giorno degli eroi: Sepultura al Rock Planet, Joanna Newsom e Josh Pearson a Ferrara e Lou Reed a Sogliano al Rubicone. Basta la parola.
Da venerdì a domenica al Centro Polivalente United Sport scatta We Love Vintage; ogni giorno dalle 15 a mezzanotte (domenica dalle 11 a mezzanotte) mostre, mercatino vintage e concerti a nastro, il tutto a cinque pidocchiosi euro compresa una consumazione. Siateci.