Elio Fabbri (è il titolo di un documento google condiviso)

croccantissima1

La canzone è Easy way out, sta in un disco che si chiama Figure 8, figura otto, è del 2000. Tre anni dopo Elliott Smith l’hanno trovato morto con due coltellate nel petto che probabilmente si è dato da solo. Quando gli hanno chiesto perché figura otto, Elliott Smith ha detto I liked the idea of a self-contained, endless pursuit of perfection, ma ho qualche problema con la perfezione, la perfezione non si puà raccontare; eppure c’era qualcosa che mi colpiva nell’immagine di un ragazzo con lo skate che va avanti e indietro e gira e rigira di continuo dentro questo doppio anello, come dentro il simbolo dell’infinito, come dentro una figura a forma di otto. So the object is not to stop or arrive anywhere, ha detto Elliott Smith, non bisogna fermarsi, non bisogna andare da nessuna parte, dobbiamo solo rimanere dentro la figura a forma di otto as beautiful as we can, ha detto Elliott Smith, poi è saltato fuori dal doppio anello dell’infinito otto, che poi sembrano sempre due numeri zero. Intervistare Elliott Smith è come lanciare una palla a un cane.

Ci sono quei giochini stupidi che fanno i blogger, e le altre persone, quello del ricordare dov’eravamo quando è successa una determinata cosa. Per me è una cosa dei blogger perchè un mio amico una volta mi disse che avrebbe aperto un blog su questa cosa, sai, gli eventi tipo l’undici settembre. me lo disse cinque anni fa o forse otto e quindi secondo me ora questa cosa è caduta in prescrizione e l’idea è open-source. Dicevo, nella galleria dei posti possibili cosa stavi facendo il ventuno ottobre del duemilaetredici, nel momento in cui Elliott Smith decise di prendere un coltello e aprirsi il petto e far vedere ai passanti cosa c’era dentro, io ero uscito per la prima volta con Nicoletta. Nicoletta era una ragazza bellissima coi denti storti in via di correzione (hai mai limonato con una con l’apparecchio dopo i diciotto?) e il trip del commercio equo e solidale. Le ragazze sono tutte bellissime quando sei sfidanzato da un mese dopo sei anni di fidanzamento. Non ci fu una seconda volta con Nicoletta, perchè la prima volta che uscii con Nicoletta la mia amica Caterina, la quale era la persona con cui volevo più stare dopo averla lasciata, non Nicoletta, dico la mia ex, quella sera era finita nello stesso posto dov’eravamo noi con un dj molto famoso per i cinque stronzi che ospitava il locale, in elegante ritardo e in tempo per il bis della tribute band di De Andrè che stava intonando forse Il suonatore Jones. Classiche cose che si sentono in giro per Cesena. Io misi il muso e Nicoletta forse se ne accorse e se ne andò. Io venni accompagnato a casa da una persona mai vista di nome Gianni, Gianni si fece volere bene e diventò intimo amico e compagno di un milione di bevute. Mi dicono che Elliott Smith si è ucciso dieci anni fa esatti, ma per il modo in cui ha scelto di andarsene forse è esatto dire che si è assassinato. Ora Gianni è fidanzato con Caterina, dice che tra poco si sposano.

Da un mese, le ho detto, ho in testa questo ritornello che dice it’s all about taking the easy way out for you, I suppose, mi sembri uno che preferisce le vie di fuga semplici: mangio e non lavo i piatti e scappo senza salutare, maleducato come un bambino, ma non come un bambino, perché i bambini sono carini, mangiano i biscotti e non si drogano, no: sono scappato come uno che non è abbastanza uomo. Poi sono anche uno che rifiuta il machismo sessista dell’espressione “essere abbastanza uomo”, ma non è una giustificazione: c’è modo e modo, lo so; si può essere uomini senza essere noiosi, si può essere uomini senza fumare, lo so.

Le canzoni sono tutte chiacchiere, mi dirai. E mi insegnerai questo modo di dire francese, Il y a des hommes et des omelettes, ci sono gli uomini abbastanza uomini e poi ci sono gli altri, quelli che non valgono più di due uova sbattute. Magari vivrò un milione di anni e per un milione di anni penserò alle uova dei tuoi occhi bianchi e arancioni e poi tutti gialli spappolati, non ne vale la pena. E io invece di darle ragione, di chiederle scusa, invece di cantare I am the Egg Man, you are the Egg Man, cercherò su internet homme omelette e il primo risultato che troverò sarà un video di quarantasei secondi in cui un ragazzo ubriaco dorme e il suo amico gli rompe due uova in testa e il terzo amico fa il video con il cellulare e ridono, sono francesi; poi dopo le uova gli mettono in testa la nutella e io a quel punto chiuderò la finestra, accenderò la prima sigaretta della giornata e non ti risponderò neanche oggi, che schifo, it’s all about taking the easy way out for me, I suppose.

Due pugnalate nel petto non sono un modo di andarsene. è più tipo il Grande Fratello dell’auto-assassinio. ci sono i manuali di auto-aiuto, giusto? Saranno sei milioni di manuali in tutte le lingue. Di manuali di auto-assassinio ne conosco e possiedo uno solo, è di Maicol e Mirco e si chiama Il suicidio spiegato a mio figlio. Bellissimo, ma ha un’attitudine un po’ isipisi. Isipìsi nel senso inglese della parola. Anche attitudine nel senso inglese della parola. Se qualcuno mi dicesse che la mia attitudine, nel senso italiano, è di saper fare manuali illustrati per uccidersi, probabilmente avrei qualcosa da ridire. Due pugnalate autoinflitte al petto vuol dire che te ne stai andando e sbatti la porta. Poi c’è la metafora della movida milanese, quei diagrammi di flusso che stanno nei tovaglioli trovati casualmente al tavolino di un bar ed è subito meme, nel senso inglese del termine, l’ho scoperto da Pucci l’altro giorno che meme si legge miim e non appunto “meme” come in italiano. è difficile fare i miim sul suicidio. Non so se ero un fan di Elliott Smith, ma quando mi han detto che s’è ammazzato ho messo su Either/Or e solo quella volta (nè prima, nè dopo) ho sentito il sangue uscirmi dal petto e ho pensato “ecco, ho fatto una cazzata”. L’unica altra cosa che so è che una volta Elliott Smith suonò a Firenze verso il duemila e i ragazzi fecero un pullman da Cesena e lo andarono a sentire. Dicono che il pubblico era composto sostanzialmente dal pullman dei cesenati e nessun altro. Ancora adesso ne parlano come di una prova del fatto che i cesenati ne sanno di musica molto più di quanto ne sappiano gli altri italiani. Un sacco di chitarre acustiche a Cesena, quasi tutte in trasferta a Firenze.

Firenze, non mi ricordo più quale motociclista giovane e famoso prima di morire si lamentava al microfono di un giornalista sportivo e gli diceva: Giro il mondo, ma vedo solo i circuiti, le piste, gli alberghi e gli aeroporti, e certo che ci sono circuiti più belli di altri, gli alberghi non sono tutti uguali, nemmeno gli aeroporti. E invece sì: alla fine gli aeroporti sono tutti uguali, anche gli alberghi, anche i circuiti, cosa giro a fare se non vedo niente? Passare da un non luogo a un altro è la definizione precisa di non andare da nessuna parte e io, diceva il motociclista al giornalista, io sono tre anni che non vado da nessuna parte a trecento all’ora.

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Elliott Smith è morto dieci anni fa esatti. i corsivi sono di simone rossi, gli stampatelli e il disegno di Francesco Farabegoli. Alcune cose vengono da opere precedenti. Sempre nostre.

http://www.youtube.com/watch?v=8A4RDAynfJ0