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FOTTA: Down – Diary Of a Mad Band (adesso vedrai che tira fuori il corvo)



piacioni.

È rimasto solo un gruppo a fare rock in terra, e quel solo e unico gruppo sono i Nomeansno, i Down, gli Shellac, gli Ex, gli Zu, Zeus, i Black Mountain, Corin Tucker, dj Pikkio, le vuvuzela, Justin Bieber rallentato, i Marnero, Silvio Berlusconi, la piadina di mia mamma, ashared apil-ekur, i Valient Thorr, Fabius Leoni, Tom Hazelmyer, Danny and the Nightmares, Jeffrey Lewis, i 16, i Brutal Truth, il Trota, Antonio Cassano, Sly Stallone, Henry Rollins, i Dinosaur jr. e i Kvertelak. Ok, probabilmente non siamo ancora proprio ALLA FRUTTA ma se fate una lista dei primi dieci nomi di gruppi rock che vi vengono in mente, o quantomeno che vengono in mente a me, state pur sicuri che i cazzo di Down sono in pole position. Per larga parte è merito del loro secondo disco, il quale (considerato che Nola era considerato uno spin-off estemporaneo) è una specie di calcio d’inizio della loro vita come band principale dei membri coinvolti E ha certificato il declino artistico di tutte le altre realtà che fanno riferimento ai membri del gruppo. Posto che chiunque sia arrivato a leggere fin qui sappia tutto dei Down, rapido excursus in merito alle ALTRE band dei singoli membri: (altro…)

Piccoli fans E gruppi con nomi stupidi: MY UNCLE THE WOLF

mutw

My Uncle The Wolf è un gruppo di Brooklyn che suona più o meno a metà tra i Cathedral di Ethereal Mirror e il mistone più democratico del concetto di southern metal, con l’aggravante di avere Jimmy Bower a produrre il disco e suonarci il basso sopra. Se vogliamo aggiungere elementi a cazzo di cane magari conviene metterci dentro anche robe tipo Kyuss e Soundgarden, che di base significa soprattutto che il cantante Zac Hutton (che su Myspace chiamano Noddy, suppongo sia lo sfigato col bastone da passeggio della foto sopra) non si riesce a decidere se preferisce voler imitare Phil Anselmo o Chris Cornell. Solo che i Down sono i Down, i Soundgarden sono i Soundgarden e i My Uncle The Wolf sono i My Uncle The Wolf. Il loro principale pregio, in effetti, è che posso taggarli sia come piccoli fans che come gruppi dai nomi stupidi, e se pensate che sia poco ricredetevi. Comunque se sei di Brooklyn per me puoi solo coprirti di tatuaggi e suonare rap metal scemo con testi tipo Society, pushed him down and out / Soul provider what’s it all about Religion, faith can we do without / Social pressure we’re too strung out, altrimenti ti squalificano. Disco omonimo del 2008 su Cargo Records.