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Gianni Morandi mangia i dischi degli Yob a colazione

 

Parte oggi la campagna per il lancio di amazon.it, testimonial d’eccezione Francesco Bianconi e la gif di un laconico cervo della verità

 

Interessante discussione iniziata da kekkoz (kekkoz non sono io, è un altro tizio) nel suo friendfeed: “tutti e tre i finalisti di X-Factor 4 sono rauchi. Quindi rauco is the new gorgheggio?” Difficile a dirsi. La voce ROTTA. Il mio vocal coach, cioè la mia fidanzata, non saprebbe che dire. Io per fare finta di saperne a pacchi decido di dare una scrollata a google. Gorgheggio è virtuosismo canoro consistente nel rapido passaggio di suoni sopra una stessa sillaba. Scusa se uso le parole di altri, ma di mio faccio già abbastanza fatica a definire cose che so cosa significhino, tipo lo sfunezzo. Io ci posso stare. Mi viene propinata una visione coatta in differita della semifinale di X-Factor, questo serva da argomento a chi pensa che avere una fidanzata sia una cosa bellissima e importante. Ho vissuto senza X-Factor fino a circa tre settimane fa, lei me l’ha imposto, capisco davvero perché funzioni presso TUTTI. C’è Elio, sostanzialmente, più una mezza dozzina di casi umani che sanno –o non sanno- cantare. Su questo punto sono molto in dubbio. Sono in dubbio anche sul fatto che Nevruz sia rauco o meno, decido di puntualizzare nel friendfeed di cui sopra –insomma, Nevruz è rauco quando urla, ma quando urlo sono rauco pure io, e fortunatamente il mio carisma mi rende rispettabile ed obbedibile anche senza che io debba alzare la voce in alcuna occasione. Se dovessi farlo sarebbe una sfiga, perché ho smesso di parlare a volume alto verso i quindici anni –e allo stato attuale se tengo la voce anche solo al normale livello di conversazione inizio a produrre saltuari suonetti striduli che fanno ridere i polli. E ci tengo a precisare che la mia edizione preferita di X-Factor era la gestione Peter David con i disegni di Larry Stroman e la squadra formata da Havoc, Guido, Wolfsbane, l’Uomo Multiplo, Lorna Dane e Quicksilver, e questa supremazia su tutti gli altri X-Factor è INDISCUTIBILE. Ecco.

Ora, in tutto questo la prima cosa è ricordare che X-Factor è un baraccone di dementi. È il punto di partenza della discussione, da cui il grassetto, perché l’alternativa è considerare intrattenimento o cultura uno show condotto da dj Francesco (non sono io, è un altro tizio) in cui un calabro-albanese vestito da arlecchino canta Gioia e Rivoluzione o Perfect Day alla cazzo di cane, e parliamo del concorrente più figo. Da qui in poi si può iniziare a discuterne, ma l’unico assunto fondamentale per cominciare a parlarne è questo. Di seguito, la mia teoria è che l’indie medio spende tempo ed energia dentro ad X-Factor perché la realtà dell’indie italiano è comunque molto più punitiva ed intransigente di uno show TV dove tutto è permesso a parte che sia balzano ed ignobile. Mi spiego: i flussi fondamentali dell’indie in questo fine 2010 sono due. Da una parte abbiamo il ritorno in forze del 1998, con una situazione tragicomica in cui nel giro di due mesi escono il nuovo Marlene Kuntz, il nuovo Massimo Volume e il nuovo Verdena senza che nessuno ci trovi niente da ridire ed ANZI prenoti un posto nel paradiso delle playlist di fine anno per il secondo, giustamente tra l’altro. Vabbè. Dall’altra parte il nuovo avanza a bordate di cantautori 2.0 (nel caso di Brondi, in realtà, due punto cazzo di zero). Noi si abbozza e si guarda avanti, cioè la punta del nostro naso, sicuri del fatto che il nuovo di Beatrice Antolini sia esattamente come uno se l’aspetta (nel mio caso poca roba) e che arrivi qualche nuovo menestrello tipo Iosonouncane (che siccome LUI dichiara d’esserlo, IO non ho la minima intenzione di dargli corda e ascoltare il disco) a zittire tutti e/o buttare benzina sul fuoco del Nuovo Rock Italiano, che se ricordate è il titolo di un libro di Campo che analizzava il fenomeno di Marlene et similia dal punto di vista del critico musicale –cioè il punto di vista contrario a quello del fan, di gran moda dal 1998 ad oggi. Comunque va senz’altro registrato che IL NUOVO e IL NUOVISSIMO dell’indie italiano avanzano imperterriti ed imperiosi negli stessi giorni in cui Gianni Morandi si fa vivo nel suddetto X-Factor a buttare detti-non-detti di stampo mafioso che fungano da ponte verso il prossimo festival di Sanremo, gettando un osso ai Castaldi e ai Castoldi di tutto il pianeta e mettendo più o meno in chiaro da che parte penderà l’ago della bilancia –vale a dire che se gli Afterhours o chi per loro proveranno a presentarsi un’altra volta verranno stroncati via dal festival la prima sera e Giusy Ferrery probabilmente NO. Il lato positivo sarà che anche quest’anno Ashared sarà obbligato a scriverci sopra un paio di post. La questione più interessante in merito a Gianni, più che altro, è legata all’eterna domanda se sia o meno un coprofago, vale a dire un pattoniano. Se si degnasse di invitare Mondo Cane come special guest di Sanremo ’11 avremmo una risposta definitiva. In alternativa per gli ospiti si parla di Lady Gaga, Lady Tata (la più giovane MILF del pianeta, grazie Popto) e/o Justin Bieber rallentato dell’800%. Io non scommetto soldi su di una persona specifica, ma preferirei la seconda. Invece scommetto tutti i soldi che volete, e approfitto dell’autopalleggio per cambiare registro ed argomento, e magari vado pure a capo,

sul fatto che se fossi stato al concerto dei National martedì a Milano mi sarei rotto il cazzo in modi talmente rumorosi ed arroganti che probabilmente anche wordpress.org mi avrebbe cacciato via l’account gratuito a calci in culo. Interessanti in tal senso certi pareri che vado a leggere in giro per la rete, tipo “Sono sicuro che non sia piaciuto a molti, esattamente per i motivi che io ho trovato incredibili. Senza fare paragoni impropri, a me è venuto in mente Dylan che sul palco “delude” sempre le aspettative del pubblico essenzialmente per far fare così O_O.” Sta qui. Ora io ho una teoria che parte da lontano, vale a dire dai concerti di Bob Dylan che nel 1966 deludeva i loro fan e comprende svariati altri gruppi in giro per la storia della musica. La teoria dice semplicemente che tali e tanti musicisti fossero deludenti perché dal vivo FACEVANO SCHIFO AL CAZZO, cosa corroborata dal vedere i Suicide dal vivo ai tempi di American Supreme (che magari nel frattempo t’immagini che imparino pure a suonare). Altro che più punk del punk o la gente voleva evadere dalla quotidianità e noi ce li facevamo ritornare, è che FAI SCHIFO AL CAZZO. Ecco. Tipo il live dei National di martedì, poi magari sono pure disposto ad ammettere che i National sono un buon gruppo e che l’unica volta che li ho visti han fatto un bel concerto. Chi invece ha fatto un live davvero ENORME sono tali Black Breath, cagatissimi supereroi di ultima generazione sotto Southern Lord (che in quanto cagatissimi hanno suonato al Nuovo Lazzaretto di Bologna di fronte a trentacinque persone, venti delle quali gestivano il posto e/o suonavano di spalla. Mi sono comprato una maglietta che ha la scritta BLACK BREATH in caratteri gotici accanto a un diavolo con il corpo da donna e una bega barzotta tipo Fab Corona dentro Videocracy.

 

GRAVITONI

 

Passando ad altro, nel momento in cui scrivo questa riga sto cercando di mettere insieme le idee per fare altre cinque o sei righe. Un’alternativa è riconsigliarvi di venire stasera IN MASSA a vedere gli Shrinebuilder, perché io e m.c. suoniamo dischi prima –tra cui Then Comes Dudley dei Jesus Lizard, spoiler. Oppure ricominciare a parlare dei Social D e del fatto che tra due mesi esce il loro disco nuovo dopo sei anni (stavolta è andata bene, per quello prima ce ne sono voluti otto). Ieri sera tornato dalla birra ho fatto una session di youtube dedicata ai Social D, a cui è dedicato il prossimo SUONARE –probabilmente con una Prison Bound del ’91 circa- e ho trovato persino una versione di Ball and Chain con Ed Vedder alla voce, la quale in barba alla teoria di kekkoz in materia sembra stabilire in via definitiva che rauco is the OLD gorgheggio e/o rauco will save us all. In other news il programma del Roadburn 2011 contiene il solito e tutto sommato deprimente cast di superstar dello stoner/doom/drone, compresi i Godflesh performing Streetcleaner (specificato: interamente, coi pezzi in fila e compreso anche Tiny Tears) e DIOCRISTO gli Yob che eseguiranno interamente The Unreal Never Lived, suppongo per il LOAL, con pochissime punte fuori giro tipo Woven Hand (che sono fighi e capitali ed enormi ma preferisco vedermeli in solitaria giovedì a sei chilometri da dove vivo) e quelle robe tipo Black Mountain. Non ho niente contro nessuno, ma SONO VECCHIO e paruretico, quindi al Roadburn mi sa che tiro il pacco come tutti gli anni. Suppongo l’unica alternativa rimasta sia NUXX.

“FOTTA” – Per ora la chiameremo Majorana. Il nuovo video di Vasco Brondi (giusto due righe)

“I ragazzi di Via Panisperna?
Sai che ti dico? SIEG HEIL!”

* Questo post è solennemente dedicato alla scoperta che Ettore Majorana non è morto suicida, né rinchiuso in convento (Sciascia cazzaro), bensì si è venduto ai nazisti per poi riparare in Argentina col suo amico Eichmann. Majorana, rezpect, reprazent, visto che sei probabilmente ancora vivo (ad Antigua) e leggi Bastonate, tutto questo è per te *

E va bene, d’accordo, non abbiamo più vent’anni e anche se li avessimo saremmo a casa a studiare, e a Londra non andremmo per dimagrire ma per comprarci uno SHITLOAD di dischi assurdi, il meglio della comunità di Trinidad, Art Ensemble of Chicago (alcuni pezzi minori), Early degli Scritti Politti.

Questo noi, perché voi, piuttosto, se aveste i vent’anni che forse avete preferite pasticciare con scarpottoni da ginnastica e felpe alla moda, ciuffi ribelli a simbolo del vosto io in formazione, fregnacce scritte sui blog musicali e soprattutto una VALANGA di dischi di merda (“RAGA!!!!1 Sn staito a LONDRA last summer e ho bought MIA i nAtional e il nuovo dei liars per 17 pound e 83 totali!!!11”).

L’Inghilterra vista ancora come mito e tutte queste cazzate qui.

Fermi in tiro la prima volta che è uscito co una

(ROMA, VIA PANISPERNA, 1934. UN MARTEDÌ MATTINA

Segré: “A regà, ‘o sapete che ho scoperto che i neutroni so tutti froci?”

Majorana: “Nun ce frega un cazzo”

Segré: “Ma li mortacci tua e de Pontecorvo!”

Pontecorvo: “Ahò! Ma che cazzo voi?”

SCOPPIA LA RISSA

RUMORE DI PORTA
ENTRA ENRICO FERMI

Amaldi: “Fermi, c’è Fermi!”

Tutti: *risata sguaiata*

Fermi: “Ma de che cazzo ve ridete, li mortacci vostra?!”)

Ma la musica è morta, e va bene, è morta con Gould e Ciani ma io mi riferivo a molto meno, alla musichella pop che ha rappresentato una valida alternativa alla noia almeno fino ai tardi ’70, poi si è incupita, involuta, ha avuto il breve colpo di coda gioioso degli Happy Mondays e dei Black Grape per poi riprecipitare, e definitivamente, nell’abisso senza fondo e nella sepoltura definitiva.

Prima della musica pop internazionale è morta quella italiana (due note di De André nel sessantaquattro e se ne era già andata affanculo), ammazzata da epigoni di epigoni di imitatori minori della Fisarmonica di Stradella. Il suo unico sussulto dopo gli urlatori anni ‘60 è stata la musica dei CCCP (primo periodo), poi più nulla a memoria d’uomo, poi due o tre anni fa l’esordio di Vasco Brondi, certo non così bello e cattivo, ma d’altra parte la fisica chi ha avuto dopo Newton?, ok, un paio di ipotesi sballate di Fermi, poi Majorana che s’è venduto ai nazisti e bòn.

Fermi felice mentre ascolta gli Happy Mondays

Ora, il problema di Brondi qual era, sostanzialmente nessuno, tranne il non trascurabile particolare che qualche persona di brillante intelligenza in qualche meandro della BLOGOSFERA deve aver aizzato il branco dei fregnoni a catalizzare tutto l’odio represso – non è permesso parlar male di niente tranne che di un disco italiano a caso ogni 18 anni – sulle Luci della centrale elettrica e sul povero Vasco, che ridotto a capro espiatorio e coperto di piume fatte di disprezzo si è incamminato mesto e solitario per la campagna, ripudiato dalla sua stessa comunità di APPASSIONATI, andando incontro alla steppa dannata dove non-vivono gli spiriti shedu. Oppure un’altra visione possibile della disfatta è che Vasco si lascia assoldare dai nazisti e quando è troppo tardi e tutto sta andando in merda, inscena il suicidio, vende biliardi di copie e ripara in Argentina con Eichmann. LA BANALITA’ DEL MALE. Sarah è bella, bionda. Sarah è felice. Sarah quel giorno maledetto vuole solo andare al mare. Con la cugina, l’amica del cuore. Sarah non sa che quel pomeriggio, ad attenderla, troverà l’orca.

Fermi e i ragazzi di Via Panisperna menano uno

Sia quel che sia, Vascone Brondone si ritrova così oggi totalmente cacato nel cazzo, estromesso a forza dalla ristretta cerchia dei grandi sapienti e costretto a ripiegare su un pubblico composto da pochi, schietti adolescenti e tanti poveri fregnoni che hanno letto di lui su Trovaroma e se lo vanno a vedere contenti all’Auditorium, dove è scheduled nel prossimo mese di novembre, ben consapevoli di tenere saldamente il polso della Vera Bella Musica alternativa, quella di Sigur Ròs, Radiohead e forse pure Cristicchi e Arisa. E poi Battiato, che canta Povera Patria e tutti si alzano e applaudono perché il fiato di Berlusconi è sul nostro collo, noi povera gente, noi vendole con l’orecchino, noi ateoni razionaloni figli di puttana che però ci piace Tettamanzi, perché proprio come Ascanio Celestini ha detto qualcosa di gradevole sugli zingari.

Ma tornando al punto: ma voi non siete rimasti sconvolti da questa notizia di Majorana? Cosa avrebbe detto Fermi? E come la mettiamo con il fatto che l’unico, vero genio italiano dai tempi di Leonardo era un gran nazista? E con me stamo a due!

Insomma è uscito questo nuovo video delle Luci della Centrale Elettrica, in cui in una Milano interinale, popolata di amori a progetto e progetti d’amore irrisolti (questa definizione è originale © ed è in vendita al prezzo di un cartoccio di fusaie a qualsiasi blog strappalacrime ne voglia fare buon uso) si dipanano le mille avventure della Teoria dei Quanti.

Gli Appassionati-Avvoltoi iniziano a volare in circolo su Brondi nel deserto di cui sopra, pronto a farlo a pezzi. Dalla loro hanno che il

Fermi e i ragazzi di Via Panisperna scoprono la bomba atomica a Fregene

video – bastano 5 secondi senza audio, di più non ho avuto modo, luogo e voglia di vedere per ora – ha le stigmate della regazzinata, un immaginario di suoni-parole del tutto simile al primo album (sono senza audio, ricordatelo) e una protagonista ciaciotta, adolescente di quell’adolescenza che sognano i ventottenni nostalgici, ossia già consapevole della potenziale coolness dei vent’anni. Contro di loro hanno una nuova traduzione del Corano (Sura XLIX: O credenti, se un malvagio vi reca una notizia, verificatela, affinché non portiate, per disinformazione, pregiudizio a qualcuno e abbiate poi a pentirvi di quel che avrete fatto) e tutta una sequela di stronzate smontabile in pochi minuti:

“Brondi merda, il secondo disco è uguale al primo!” – De Andrè ne ha fatti 180 uguali


Fermi!

“Brondi merda, non è musica!” – Sempre più elaborata di De Andrè

“Brondi merda, i testi sono ridicoli!” – Segue un estratto di un testo di De Andrè:

“Falegname col martello

perché fai den den?

Con la pialla su quel legno

perché fai fren fren?

“Brondi merda, piace alla gente sbagliata!” – Dovreste vedere la lista dei fan di De Andrè.

“Brondi merda, è una moda!” – Anche i Sex Pistols, i Nirvana, e De Andrè. E questo peraltro non è un difetto.

E così all’infinito, e usando solo il monocorde argomento-De Andrè

Seguono considerazioni sparse sul fatto che la musica pop non ha nessuna importanza, mai, a nessuna latitudine, a nessun’ora del giorno o della notte, in nessun angolo di questa terra nei secoli dei secoli e così via, e questa mia superiore consapevolezza adulta rende vani gli eventuali contro argomenti di chiunque. Amen.

Ettore Majorana (1905-2008)