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IL LISTONE DEL MARTEDÌ: dieci foto di gruppi che giustificano da sole la deprecabile arte del fotografare i gruppi

Torna l’appuntamento con il listone del martedì. Questa settimana vorrebbe essere una cosa disimpegnata, ma forse anche boh. Dieci foto che danno un senso parziale ai duemila euro che avete speso per la reflex e il lomokino. E ovviamente la prima della lista è

QUALSIASI FOTO DI JASON NEWSTED
Questa cosa risale ai tempi dei forum e delle webzine metal, sarebbe troppo complicato spiegarla e spiegare come mai tra i più grandi rimpianti della nostra vita ci sia passare notti insonni al computer rompendo i coglioni ai moderatori del forum di metallus.it e derivati.

LA COPERTINA DI LONDON CALLING
Le biografie ufficiali raccontano che Paul Simonon è finito dentro ai Clash nonostante non sapesse suonare, perché era un figo e stava bene col basso a tracolla. Qualche anno dopo viene fotografato nell’atto di spaccare il basso a terra (oppure no) e sbattuto in una copertina che vorrebbe essere lo spoof di un disco di Elvis Presley. Non so se l’ho mai detto qui ma io odio tre o quattro gruppi al massimo quanto odio i Clash. La foto finisce dentro perché in qualche modo poi t’ascolti il disco e pensi diobono, se mi limitavo alla copertina. No, scherzo. No, non scherzo. (altro…)

Navigarella #4

fuck artsy fartsy fashion grindcore

IL FEEDREADER

Il tipo dei Pyramids di cui parlavo anche qua ha una nuova etichetta il cui primo disco è fatto da un tale Evan Caminiti (che si ispira a Loren Mazzacane Connors e Dylan Frescobaldi Carlson). A sentire la traccia su Stereogum sembra tutto molto noioso-con-stile, non dubitiamo lo sarà anche il resto dell’album.

Nuova traccia dei o degli Wrens o The Wrens. Ricordiamo che The Meadowlands era un DISCONE, e questa somiglia molto a certe robe di quel disco lì -non le migliori robe, ma tanto basta credo. Sono passati otto anni, è quasi ora che facciano un disco nuovo.

Il già da noi citato Castelli (noi citiamo sempre gli stessi perché non abbiamo tumblr sempre aperto) inveisce contro il caro-CD applicato ai libri digitali. In chiusura un pensiero piuttosto bello: Con i libri c’è l’occasione di partire in anticipo e sviluppare il mercato digitale prima dello scambio pirata (a differenza di quanto avvenuto nella musica e nei film). Invece, si stanno ripetendo – consapevolmente – gli stessi errori. Più che altro i dieci minuti al giorno che passo a leggere libri sono l’unico momento in cui tolgo gli occhi da un monitor, e se volete togliermi anche quelli FORSE dovreste abbattere il prezzo dell’ebook. Mezzeseghe.

Andreas Kisser andrà a coprire Scott Ian in alcune date del tour estivo degli Anthrax. Tu immaginati di andare a vedere gli Anthrax con Belladonna e Andreas Kisser. LAME.

Non so se avete sentito che i REM butteranno/hanno buttato fuori un video per ogni pezzo dell’ultimo disco –che a discapito delle mie riserve ai tempi delle prime anticipazioni è un DISCONE anche questo, ormai i dischi belli li fan solo i cinquantenni. Ok, in qualsiasi caso il video della canzone più bella dell’album è di Jem Cohen, quello che –per dire- ha fatto Instrument. Ciao ciao.

La prossima settimana c’è Transmissions, il festival della Romagna che ascolta roba che va ascoltata, e per me è soprattutto l’occasione in cui vedrò per l’ultima volta gli Zu in formazione originale.

Per chi non ama l’avant c’è una bella entrata a gamba tesa di Bucknasty sul Netmage.

LE FOTO

Mi son fatto mandare a casa il libro di foto dei Fugazi, ma non è giusto stressarvi all’infinito su questo punto. Ci sono i World Press Photo Awards e boh, più che altro sto a guardare foto di gattini per la maggior parte del tempo.

IL LEAK

Vorrei/non vorrei/ma se vuoi sul nuovo Explosions in the Sky. C’è un pezzo fuori ma non l’ho ancora ascoltato perché 1 la copertina è orribile, 2 non infilano un disco dai tempi del disco che hanno infilato, 3 ieri sera ho visto i Mogwai e mi hanno preso di merda e 4 l’unica volta che ho visto gli EITS mi avevano preso uguale pur suonando interamente il disco che hanno infilato.

IL MORTO
Mike Starr, il bassista originale degli Alice In Chains. Mi dispiace tantissimo, sia chiaro, ma gli Alice In Chains hanno pubblicato l’ultimo disco di inediti nel ’95 (se non erro) ed è quasi scandaloso che -tra unplugged, DVD, cofanetti, best of, live elettrici, best of the cofanetto, morte dei membri originali e reunion con tanto di disco nuovo perfino dignitoso- ogni anno o due salti fuori qualche motivo per cui è doveroso considerare gli AIC una cosa che sta succedendo ora. Quindi a questo giro ci risparmiamo il coccodrillo.

IL LOAL
Niente lolloni, a ‘sto giro. Avevo pensato ad aprire un tlog in cui mettere degli slogan in jpeg stronzissimi modellati su quei disclaimer che stanno nei pacchetti di sigarette, ma ho pensato che se l’avessi aperto davvero poi mi sarebbero venuti impulsi suicidi quindi niente, ciccia. Però qualche jpeg l’avevo fatto e vi tocca subirvelo.

ahi.

In tutto questo nugolo di legami l’uno all’altro naturalmente c’è sempre e solo –intrinsecamente- del marcio, e forse questa cosa fa parte del loro progetto -perchè il marcio è intrinsecamente punk, qualsiasi cosa significhi la parola. Non c’è un modo semplice per dirlo: tra gli ormai numerosissimi fan dei Bloody Beetroots c’è anche Glen Friedman. Qui una piccola storia dell’evento e della foto di cui sopra, scritta dall’autore di proprio pugno. A questo punto ci tocca accettarli come un mistero della fede. Vabbè. Se avesse sentito Rifoki suppongo avrebbe sborrato un mese a fila. A chi ci accusa di essere invidiosi e rosiconi, cristo di un dio, VERISSIMO. Voi non lo siete?