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Somiglianze.

William Fowler Collins – Enter the Host (2010)

 

Alan Licht & Loren Connors – Into the Night Sky (2010)

 

Verme – Un Verme Resta un Verme (2010)

 

Germs – (GI) (1979)

la gigantesca scritta LOAL: il concerto nei cerchi nel grano dei KORN

Neanche noi.

 
Tanto per alimentare l’insensatezza generale che ammanta tutto quel che riguarda l’uscita del nuovo Korn III, qualche executive pieno di cocaina fino alle orecchie qualche settimana fa se ne è uscito con l’idea geniale: perchè non tempestiamo la Rete di una serie di video “virali” in cui si vedono tanti tanti cerchi nel grano realizzati appositamente? Così, per sport: a quanto pare oggi le cazzate sui marziani sono tornate di moda. E poi tanto, peggio di Untitled non può andare, giusto? Detto, fatto: viene ingaggiato un plotone di “esperti” a deturpare una serie di incolpevoli campi di cereali. Il disco esce, ed è a quel punto che qualche altro executive farcito di amfe fin sopra la punta dei capelli deve aver partorito l’idea geniale: facciamoceli suonare dentro uno dei cerchi. Scommetto che Shyamalan non ci avrebbe mai pensato. Questo è il risultato: un’ora e venti di concerto dei Korn dentro un cerchio nel grano. Per aggiungere componenti ritualistiche a random il concerto è stato registrato durante il solstizio d’estate. A vedersi è anche divertente: con tutti quegli elicotteri in volo radente, pare un reboot di Apocalypse Now. Mancano giusto la Cavalcata delle Valchirie e Robert Duvall che dice stronzate sul surf. A un certo punto Jonathan Davis piange. Se poi nei prossimi giorni arrivano gli alieni e cominciano a distruggere tutto il mondo (a partire dalla Casa Bianca) a sparaflashate di raggi laser, perlomeno sapremo con chi prendercela. Nel frattempo, ecco il concerto:

KORN LIVE: THE ENCOUNTER Video di Korn – Video MySpace.

Pan Sonic – GRAVITONI (un post T O N D O)

(di dj Pikkio)

Come già sapranno tutti i possessori più sgamati di Atari Lynx (con cui si può scrutare il futuro), questo 2010 è l’anno dei dischi T O N D I, su tutti bastano tre dischi “elettronici” hype come quelli di Four Tet (pieno di tondi), Caribou (un bel tondo) e Flying Lotus (un bel tondo astroblack), o il ritorno degli Autechre (Oversteps e le sue strutture a tornio, e l’ep di compendio Move Of Ten anch’esso tondo).

Vorrei inserire tra questi dischi TONDI anche GRAVITONI, pur non presentando copertina con tondi. Basta sapere che è il disco che chiude un cerchio perfetto, quello della carriera dei Pan Sonic (di cui ricordo il colossale quadruplo cd Kesto che parte superscranno e finisce supersilente), dove più che prodromi, pietre angolari e altre cose quadrate spigolose e poco tonde a contare è stato il suono che fa WUUUUZZZ o fiiiiiii (a livelli impercettibili) e con percussioni tracatacboumwoutac boumtracatac woumtac tutte sinuose sinusoidi irrimediabilmente circolari.

Nei Pan Sonic c’ho sempre visto una musica elettronica fredda e incomprensibile, ma organica e viva come l’universo che ci circonda. Quindi capite c’è tutto lo stordimento e l’angoscia di saperi scientifici più grandi di noi e che inquietano. Vedendoli dal vivo però ho capito che le sfuriate di frequenze che fendevano l’aria e bucavano la pancia le producevano due finlandesi spesso ubriachi, financo matti. In un loro concerto storico al Brancaleone (tour di Aaltopiiri se non sbaglio) uno di loro sbroccò e finirono per lanciarsi pezzi di synth (pesanti e fatti a mano, mica coriandoli e barbiturici!) addosso e così fini il concerto. E’ da quest’esperienza fisica live che ho capito che il caos freddo e scientifico dei Pan Sonic poteva anche rappresentare l’incomprensibile follia dell’essere umano.

Perché vi dico tutte ste fregnacce? Perché Gravitoni si basa tutto su due pezzi contrapposti e chiamati come due personaggi italiani: Fermi e Corona. Se Fermi (Enrico Fermi nucleare, nuculare.als etc.) è rappresentato da una traccia gelida affascinante e al contempo inquietante, pura ricerca scientifica che ti fa svarionare e pensare ai Gravitoni del titolo, in Corona i Pan Sonic lasciano ogni distacco e si buttano ad esaminare l’uomo più contradditorio e gretto che potevano esaminare: Fabrizio Corona. Personaggio che ha catturato l’attenzione dei due Finlandesi quando hanno ascoltato per caso “Corona Non Perdona” mentre erano in tour in Italia. Notando l’assurdità del personaggio hanno chiesto subito una spiegazione sul fenomeno e hanno pure visto il famigerato Videocracy, film troppo freddo che non entrava per davvero dentro gli inferi grotteschi, poveri e gretti di Fabrizio Corona come poi hanno fatto i due finandesi nella traccia Corona che fa veramente cacare sotto. Ecco quindi che i Pan Sonic contrappongono esplicitamente l’orrore cosmico dello scoprire leggi fisiche imprevedibili e più grandi di noi con l’orrore ben peggiore del venire a sapere che dentro di noi (esplorando la persona di Corona) ci possa essere più caos che nell’universo intero!

Pan Finale.