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ahi.

In tutto questo nugolo di legami l’uno all’altro naturalmente c’è sempre e solo –intrinsecamente- del marcio, e forse questa cosa fa parte del loro progetto -perchè il marcio è intrinsecamente punk, qualsiasi cosa significhi la parola. Non c’è un modo semplice per dirlo: tra gli ormai numerosissimi fan dei Bloody Beetroots c’è anche Glen Friedman. Qui una piccola storia dell’evento e della foto di cui sopra, scritta dall’autore di proprio pugno. A questo punto ci tocca accettarli come un mistero della fede. Vabbè. Se avesse sentito Rifoki suppongo avrebbe sborrato un mese a fila. A chi ci accusa di essere invidiosi e rosiconi, cristo di un dio, VERISSIMO. Voi non lo siete?

QUATTRO MINUTI: Refused – New Noise (The Bloody Beetroots Remix) (la casa discografica non la metto, troppa fatica cercarla)

VIA

Non l’ho nemmeno ascoltato per intero, tanto so già come suona e soprattutto so già che è un affronto insopportabile per noi che i Refused li abbiamo vissuti ai tempi e siamo rimasti segnati nel profondo del nostro cuore & della nostra anima. Il remix di New Noise ad opera dei Bloody Beetroots è del tutto inutile, perché suona come una versione all’ammorbidente dell’originale e non ne cattura neanche un po’ l’anima, se non per rovinarlo ad uso e consumo delle nuove generazioni che non sanno ma indossano i Wayfarer colorati e capi d’abbigliamento in vendita da American Apparel. Nel lombardo-veneto una truffa di tale portata può anche starci, ma appena su oltrepassa il Po e si torna in Italia la storia cambia di brutto e tutti i nodi vengono al pettine. Dannato cash, nel nome del quale vengono compiuti scempi come quello operato ai danni dei Refused.

 

STOP