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Verrà un giorno in cui agli hipster piaceranno gli 808 State, le elucubrazioni mentali a base di Roland 303 ed il down da qualsiasi tipo di droghe sintetiche. Quel giorno verrà – eccome se verrà – e noi non potremo dire che non sapevamo, che non eravamo pronti.

Apostle of hustle: come e perché padre Antinori sconfigge le tenebre e l’irrazionalità

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"Ahò, too giuro, è vero!" "Sì, e se mi nonno c'aveva tre palle era n flìppere"

Che cosa fate voi delle vostre serate? Io le sprecavo con vino, canto e stupidi dischi finché l’altra sera il Signore, guidando la mia mano sperduta attraverso i pericoli del telecomando, mi ha fatto schivare Napoli-Inter (tanto fa schifo, è tutto finto, il calcioscommesse), Untouchables (alla fine lo prendono e l’alcool torna legale) e Vivere e morire a Los Angeles (noia profonda, ormai abbiamo Drive come nuovo standard di tensione uomo a uomo), e mi ha portato su Canale 5 dove veniva trasmessa la più avvincente, clamorosa, anticristica serie tv della storia italiana.

Il tredicesimo apostolo – Il prescelto (insensato doppio nome tipo albergo di lusso, frutto probabilmente di spaccatura insanabile tra due correnti del CdA) è la terrificante opera frutto della mente malata di Pietro Valsecchi (padre di Virginia Valsecchi, l’attrice che interpreta Camilla Pannone ne I liceali 3 e anche di Filippo Valsecchi – non so di cosa parlo, ho solo copiato da Wikipedia), che, presentandola sotto le mentite spoglie di una “fiction coi preti”, è riuscito a mandare su Canale 5 una parodia blasfema della cristianità, con un prete pazzo che va a donne e, sotto metadone, vede spettri nello speccchio, mentre studenti di teologia che si accoppiano tra loro tollerano che lui strumentalizzi la Bibbia che manco Pinotti, sostenendo l’esistenza dei dischi volanti con argomenti tipo “bè ahò, puro naa ggenesi se parla de cielo”.

A detta del TG5, il Vaticano approva benevolo tutto ciò, a dimostrazione del fatto che Oltretevere o bevono (bono er vin santo, eh, monsignò?), o non guardano gli spettacoli prima di mandare la gente al rogo o di benedirla ad aeternum (cosa che peraltro non facciamo manco noi coi dischi: il Papa è uno di noi, a questo punto è certo che passi il tempo sui forum di teologia dando voti-pitchfork ad opere che non ha mai letto, e aprendo ogni tanto topic-scandalo con voti bassi a San Tommaso, mentre gli altri cardinali con nick name tipo Apriti_Cielo o God o JohnHenryNewman38 o ancora Mary*Star^_^ – concupitissima, quest’ultima – si infuriano e non capendoci un cazzo di Dio si ostinano ad aprire discussioni quali “Vito Mancuso presentazione” nella sezione “Live”), o forse che al soglio di Pietro c’è salito Lucifero, ma questo da mò, e mò so cazzi nostri [una parentesi per spiegare ai non romani che “da mò”, letteralmente “da adesso”, per nessun motivo al mondo significa in effetti “da un sacco di tempo”, quindi “da mò e mò” significa “da un sacco di tempo e adesso”; ciò non toglie tuttavia che, volendo, “da mò” può assumere significato letterale, ad esempio in una minaccia come “sta strada è mia e da mò qui te n ce passi più”, come mi disse un barbone pazzo negli anni ’90 a Via Giustiniani, dove in effetti non passai per diversi anni, e già che ci stiamo aggiungiamo pure: li mortacci sua!].

Vabbè, tornando in tema, la storia è quella che segue e che traggo in parte da Wikipedia per guadagnare righe aggratis: Gabriel Antinori [nome palesemente fasullo di un attore dal nome altrettanto fasullo, gioè Claudio Gioè] è un giovane prete e professore universitario di teologia, laureatosi con Padre Mayer e una tesi sul valore allocativo della terminazione –um in dialetto assurdobabilonese. Padre Gioè è molto amato dai suoi studenti – lei ha gli occhiali, ma, a parte questo, lui è un ragazzo normale e sveglio, i due trombano e sono decisamente delle persone normali: e questo è il primo, forte elemento di irrealtà nella serie, e chiederei perciò al Valsecchi:  ma sei mai entrato in un Pontificio Istituto Qualunque? Molte suore, molti slavi, e a parte loro soltanto dei freak abnormi e reietti dal luminoso mondo esterno che studiano materie che sono praticamente malattie e che no, non dispongono di sofisticatissimi macchinari o passaggi segreti a lettura ottica della retina e no, non svolgono avvincenti ricerche sulla Gioconda o i templari, bensì si interrogano senza sosta sull’uso del congiuntivo futuro quale elemento del Logos in Geremia e lo fanno senza uso di computer, ipad o Kindle, e senza nemmeno consultare antichi, fichissimi volumi medievali pieni di illustrazioni inquietanti (quelli che, per dire, se sei inseguito da un demone enorme blu e mesopotamico che dà il tormento a te e a tutti i tuoi cari incendiando i loro letti mentre dormono, e tu scappi in una notte di tempesta e ti rifugi nella National Library – apertissima a mezzanotte – e tutto bagnato di pioggia corri nella sezione “Demoni blu mesopotamici dell’antichità o prima ancora”, dai un’occhiata al volo, trovi il tuo cazzo di Tractatus Daemonium et Alterae Subspeciae Horrorificae quotquot toto Burzum Coluntur et Malaeficaetur e lo apri tremante a metà, e guarda caso proprio su quella pagina – sulla successiva, se il film è d’autore – c’è la Spiegazione di Tutto ma è in Ebraico, Cristo Re, e perciò stringi il libro al petto e corri fuori dalla biblioteca, la signora in sala ti ha detto ehi, ma dove cazzo vai con l’incunabolo rarissimo maior?, e tu hai detto ma vaffanculo, VECCHIA, e di nuovo hai corso nella notte pioggia ecc. fino alla casa di Padre Mayer, tanto non dorme e comunque gli studi degli assiriologi sono aperti 24/7, che all’impronta, senza manco sedersi ma con una lente di ingrandimento – chi non la tiene nella vestaglia? – ti ha tradotto l’incantesimo giusto, ma proprio giusto, che comporterà un grande sacrificio ma anche l’arrivo del lieto fine. Ma siamo proprio sicuri che sia finita…?).

Padre Gioè, Antinori, cioè, è amato dai suoi studenti, ma all’insegnamento affianca l’attività da professionista, cioè cacciatore di fantasmi e stronzate random per la Congregazione della Verità, un’istituzione ecclesiastica che verifica eventi razionalmente inspiegabili quali possessioni diaboliche e esenzioni ICI (AHAHHA, te l’ho messa, la battuta), con a capo monsignor Demetrio Antinori, zio di Gabriel (che secondo me non ha mandato il curriculum), e con a fianco Claudia Munari (una Claudia Pandolfi al suo peggio), nipote del famoso designer  e vera Scully de noantri che non crede agli extraterrestri – in romano esdraterestri – manco il giorno che gli Avatar scendono dal loro cazzo di Saturno e le dicono, eccoce semo l’alieni, e lei, nun ce credo!, e loro, ma guardace, semo blé!, NUN.CE.CRE.DO!. Io pure sono così (adesso sto parlando di nuovo io, né la Pandolfi né gli avatar), in una casa di campagna che ho si sentono passi spettrali nel nulla e qualche settimana fa si è accesa la luce da sola, ma io non credo ai fantasmi, probabilmente per difesa, chiamerò padre Antinori.

E insomma, un cazzo. La storia come va a finire non lo so – perché stiamo a metà serie, tipo (pare certo un cammeo di Francesca Inaudi nuda, e si mormora di un Alessio Boni indemoniato che si butta dalla finestra) – ma i due si baciano e forse qualcosa in più, un vero scandalo ma la Chiesa insabbia tutto e seppellisce a Sant’Apollinare, perciò le speranze che Padre Antinori venga rimosso e la meritocrazia prenda il sopravvento sono purtroppo vane. Berlusconi se ne è andato, ma la stretta non molla e lo spread dei bund è sempre lì in agguato.

Ho sentito che i trasportatori sono ancora in sciopero: questo vuol dire che non mi arriveranno i dischi da Amazon? 🙁

A mercoledì!