“PISAPIA FA RIMA CON UN SACCO DI MALATTIE” (Brainstorming post-natalizio pre-befanico)

è con malcelato entusiasmo che sono ad annunciare che (nonostante la riluttanza dello staff e di alcuni hater non ben identificati) Bastonate procede a gonfie vele ed è diventato il blog di musica più letto, importante ed influente d’Italia. Questo incredibile risultato si deve alla dedizione dello staff, ad un’azzeccatissima politica editoriale di lungo periodo, all’alacre dedizione della nostra fanbase (siamo l’unica cosa al mondo la cui esistenza è riconosciuta su internet ma non ha una fanpage su facebook, per dire) e soprattutto all’elaborazione di una teoria culturale volta a squalificare qualsiasi altro blog musicale più letto/importante/influente di Bastonate in quanto FAKE o incentrato su musica FAKE e quindi in via d’estinzione. Detto questo, siete davvero UN SACCO a chiedere delucidazioni a Google in merito agli argomenti disparati, e questo ci consente di glissare una volta di più sulla nostra mancanza di argomenti in cambio di un post fluviale in cui celebriamo la nascita di Cristo e del nuovo anno rispondendo ad alcuni dei vostri quesiti più significativi.

AMORE BLOG “TI AMO” PASSIONE “ANNI FA” “IN MACCHINA” GIAPPONE MOGLIE
Ti invio i pdf via mail. 15 dolla uno.

AMPLIFICATORI BONSON
Non conosco la marca, a quanto ne so Marshall è migliore.

ANDATE TUTTI A FANCULO
(riceviamo e volentieri pubblichiamo)

BASTONATE MARIA ANTONIETTA
Oppure NON FATELO.

BLOG DA COLLEZIONISTA DI DISCHI
Suggerisco di evitare nodata.tv

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STREAMO: Le Forbici di Manitù – Preti Pedofili (Sussidiaria)

Mai troppo il disprezzo per i beccamorti ingrifati e i maiali che li coprono, a costo di scadere nel qualunquismo più becero una bestia in palandrana resta una bestia, stupisce piuttosto che Manitù Rossi, uno che per usare le sue stesse parole ha sempre ed esclusivamente coltivato due interessi: la musica e Dio (nei loro aspetti più scabrosi), si sia soffermato sull’argomento soltanto ora – ma potrei sbagliarmi, ammetto di essermi perso negli anni qualche passaggio della ramificata discografia de Le Forbici di Manitù, peraltro non esattamente agevole in termini di reperibilità. Preti Pedofili non smentisce il modus operandi: cinquanta copie numerate in cartonato spartano ma austero, e per fortuna che per il cinquantunesimo (e tutti gli altri) c’è Bandcamp. Perché il pezzo (che non rientra nei MATTONI per via della durata di “soli” sedici minuti) è al solito un’altra, ennesima, perturbante dimostrazione di schiacciante superiorità. Dopo essersi confrontato praticamente con qualunque genere musicale, stile e suono sulla faccia della Terra a parte il metal, ripristinata per l’occasione l’associazione a delinquere con Satana Cianciulli (assente in pianta stabile dal 1990 per motivi psichiatrici e incompatibilità caratteriali), Rossi lancia il suo personale anatema – che non contiene parole cantate o recitate, ma solo suoni “vocali” o più propriamente respiri pesanti, grugniti e altre tonalità gutturali – partendo da un pulsare analogico che ricorda in molestia e pervicacia i Pan Sonic degli anni belli, qualcosa di molto vicino al suono delle pale di un elicottero in ricognizione, sopra cui si snoda una glaciale teoria di synth stile John Carpenter di Fuga da New York che presto sfocia in una serie di deframmentazioni sempre più invasive e diabolici arricciamenti via via più ossessivi e inquietanti, il tutto punteggiato da rantoli osceni che lasciano presagire le peggio cose; all’ottavo minuto, quando la tensione ha raggiunto il suo apice, il brano si interrompe per un secondo di salvifico silenzio salvo poi riformarsi in un ventaglio di luccicanze moroderiane che sono solo il preludio per la tregenda finale, beat implacabile e arcigni vortici analogici e grugniti animaleschi e tutto il resto, in mezzo anche un loop che pare la via di mezzo tra un videogioco di astronavi impallato un attimo prima del mostro finale e una slot-machine guasta, un crescendo ipnotico allucinante che piacerebbe a Padre Oliver O’Grady. Ancora una volta roba che non la trovi da nessun’altra parte, e capisci perché questa roba qui può uscire solo da Reggio Emilia. In un mondo perfetto Le Forbici di Manitù avrebbero venduto più dischi di Michael Jackson; ma in un mondo perfetto non esisterebbero nemmeno preti pedofili.

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L’agendina dei concerti emiliana – 6-12 settembre

Certo.

 
Le feste dell’unità (o feste democratiche, o salcazzo come vogliono chiamarle adesso) impazzano in lungo e in largo un po’ ovunque, con conseguenti indigestioni di tigelle farcite coi salumi più malsani e nocivi in circolazione, gran sbornie di vinaccio orribile e fluviali comizi sulle “riforme condivise” da orchite fulminante e morte cerebrale praticamente certa (tranne quando invitano relatori mafiosi, almeno lì c’è un po’ di cagnara). Chi non è già stato colpito da trombosi coronarica per overdose di ciccioli e gnocco fritto, questa sera potrà tentare di battere il record mondiale al campionato di sauna che si terrà a partire dalle 21 dentro il Nuovo Lazzaretto al suono dei leggendari bostoniani The Freeze, con Postalmarket BabiesHowling Machines di spalla. Martedì 7 i metallari in vena di lazzi potranno farsi due ghigne all’Estragon con gli Atroci (anche solo leggendo il prezzo del biglietto: 10 euro), mentre mercoledì c’è Neffa gratis alla festa dell’unità di Reggio Emilia, a ricordarci che prima dell’abominio con lo spinellato J.Ax ha avuto anche una carriera.
Giovedì 9, problemone per gli indie kids: il ribollito Pop Group nel forno crematorio-Locomotiv  o gli auto-riesumati dEUS gratis alla festa dell’unità di Modena? Comunque vada sarà una fiera di zombi, ma tra tutti Mark Stewart (incrociato in via Matteotti  a fare lo slalom tra i maghrebini mentre andavo a morire al concerto dei Suicide) probabilmente è l’unico arzillo.
Venerdì tutti a sorseggiare cocktail stilosi e a darsi arie da grande artista all’Estragon coi The Field (dieci euro, direi abbastanza onesto visto che ci saranno anche i visuals – loro si limiteranno a schiacciare due pulsanti); è comunque solo un aperitivo per il bagno di sangue di sabato 11. Uno dietro l’altro, in nessun ordine particolare:  Abe Duque al Cassero (dieci euro), Villalobos e amici a Reggio Emilia (dovrebbe stare sui venticinque euro, ma con le prevendite differenziate a seconda di quando compri il biglietto non ci ho capito un cazzo), il September to Dismember a Modena (cinque euro) poi ancora a Bologna il ritorno del marchio Starfuckers (non il gruppo) dopo anni di vuoto, questa volta nella doppia venue Kindergarten-Redrum con un programma veramente arrogante (trentacinque dj smistati in cinque sale, visuals malsani, laser, lanciafiamme e zona chill-out il tutto a venti euro) preannunciato da un flyer bisogna dire di gran gusto.
Per chi sopravvive poi domenica 12 ci sono i Last Days of Humanity al Nuovo Lazzaretto, o i Uochi Toki allo Zuni.

Dark medieval times: festival metal annullato per colpa dei preti.


Il Sikelian Hell, coraggioso e meritorio tentativo di portare la musica metal in una terra – la Sicilia – notoriamente avarissima di concerti in tal senso (l’ultimo evento di una certa rilevanza che ricordo sono stati gli Iron Maiden… nel 1995!), è stato annullato a causa delle pressioni esercitate dalla Chiesa locale all’amministrazione di Alcamo, che ha prontamente revocato i permessi per l’utilizzo della location (lo Stadio Comunale L. Catella) lasciando gli organizzatori in braghe di tela a otto giorni dall’inizio, previsto per il 22 luglio. Il festival (il primo in ambito metal in Sicilia) sarebbe stato articolato nel corso di tre giornate e avrebbe previsto la presenza di gruppi quali Napalm Death, The Ocean, War from a Harlots Mouth, Eldritch, Caliban ed Extrema (più una ventina di band locali e non). La notizia del repentino annullamento arriva in seguito a una raccolta di firme della Chiesa locale, che avrebbe anche minacciato un corteo contro “una manifestazione satanica”. Aggiungono gli organizzatori: Nei giorni scorsi, a causa di queste pressioni, era stata depennata dalla scaletta del festival la band Necrodeath per il contenuto dei brani reputati anti cristiani. Come dire, oltre al danno la beffa. C’è una petizione da firmare, nella speranza che serva se non altro a sollevare almeno un minimo di sdegno verso l’ennesima porcata repressiva completamente ad minchiam  dei depravati in gonnella e babbucce di Prada più ricchi del mondo. Resistere, resistere, resistere.