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La gigantesca scritta LOAL

L’unica cosa da dire sui Dillinger Escape Plan l’ha detta con una certa verve il nostro m.c. ai tempi dell’ultimo disco: “Fanno talmente schifo al cazzo i loro dischi che ormai si aspetta quello nuovo con la perversa curiosità di misurare quanto ancora avanti abbiano spostato l’asse del pessimo senza possibilità di redenzione, del paradossale, del tragicomico, del gratuito.” Da questo punto di vista c’era quantomeno da aspettarsi qualcosa di ORRENDO. Ma vederlo arrivare sotto forma di cover di Fight The Power, per giunta con Chuck D in persona a fare da guest-star, è davvero una cosa da non credere ai propri orecchi. Nondimeno.

PS: se dobbiamo essere brutalmente sinceri non è nemmeno un problema dei soli DEP. Il disco che la contiene, la OST di un videogame di cui non so nulla (andate a chiedere info a quelli di giocagiue, magari), consta di una manciata di inqualificabili cover a tema guerra, con aborti tipo gli As I Lay Dying che si permettono di riproporre War Ensemble in salsa pro-tools-core, anche se probabilmente è più dura da accettare la rendition di War Pigs firmata Acacia Strain. Da un punto di vista critico in certi casi è difficile riuscire a distinguere tra onestà intellettuale e quaranta righe di insulti alle madri dei musicisti.