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Tanto se ribeccamo: THE POP GROUP

Lungimiranza.

 

Il Pop Group si riforma e passa pure dall’Italia per due concerti a settembre. Ora, sulla statura e l’importanza anche attuale di un personaggio come Mark Stewart credo sia inutile discutere, considerato che – a differenza della maggior parte delle vecchie scoregge che oggi tornano alla ribalta senza un perchè – negli anni ha continuato a fare album mantenendo peraltro altissima la soglia della qualità (senza dover andare troppo in là, l’ultimo Edit. è un capolavoro che qualsiasi altro artista/gruppo di ogni tempo può solo continuare a sperare di potere un giorno arrivare a comprenderne parte della grandezza). Piuttosto, quel che ci fa aprioristicamente girare le palle è il senso alla base dell’operazione;  loro hanno diffuso un delirante comunicato stampa in cui si autodefiniscono “the new Banalists” e tentano di nobilitare il tutto mascherando la reunion dietro cazzate situazioniste di quarta mano. Rimane il fatto, e questo niente potrà cambiarlo, che riesumare una sigla inattiva praticamente da trenta anni – per quanto radicale e necessaria sia stata nei tempi belli – difficilmente potrà avere motivazioni di base che vadano oltre il pagare la bolletta del gas; è pur vero che di questi tempi un’ultima galoppata prima del tristo pascolo che prelude alla morte non si nega a nessuno, e se può farlo David Thomas non vedo perchè non possa il Pop Group. L’appuntamento è dunque fissato a settembre per un altro karaoke per gonzi.