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QUANTO ERAVAMO DISADATTATI: Nofx – The Longest EP (Fat Wreck Chords)

Una copertina originale, diversa dal solito.

Chiariamoci subito: ad insindacabile parere di chi scrive i Nofx sono una delle band più importanti degli anni novanta (favoloso iniziare utilizzando la formula magica “ad insindacabile parere”, dà un tono solenne al tutto anche se in realtà il tutto è niente). Hanno nel loro piccolo codificato le caratteristiche salienti di un genere – quell’hardcore punk melodico lì, pop ma non troppo, California California California, testi semplici ma che sono in grado di farti ridere dicendo cose importanti, con la batteria tututà tututà tututà tututà tutututu, le chitarre che grattano piripiri piripiri piripiri piripiripiripiripà, il basso che finalmente si sente ed occasionalmente la tromba – e lo hanno fatto amare a gran parte dei ragazzi dell’occidente civilizzato (ma credo anche a molti ragazzi del resto del mondo, anche se non ne sono poi così sicuro) senza nemmeno passare attraverso l’universo major discografiche e l’universo Mtv.

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QUATTRO MINUTI: Former Ghosts – New Love (Upset The Rhythm)

La roba bianca che si vede su un braccio non è sburra, sia chiaro, Ma se lo è non è colpa mia.

VIA

Cominciamo subito copiando: Former Ghosts is the project of L.A. based electronic music composer/producer Freddy Ruppert. The project also includes collaborations from a handful of individuals including Jamie Stewart of Xiu Xiu, Nika Roza of Zola Jesus, Yasmine Kittles of Tearist. Capito no? Un’altra riesumazione del cadavere di Ian Curtis – l’ennesima – solo che questa volta ci si mettono di mezzo anche atmosfere che stanno tra una ipotetica versione lo-fi dei New Order ed una ipotetica versione metrosexual di Trent Reznor. New Love suona bene, ci sono cose che sembrano buttate lì a caso eppure hanno una loro importanza nell’economia di ogni singola canzone (oddio, più che di canzoni in un caso come questo ha senso parlare di “abbozzi di canzoni, tentativi, idee non sviluppate ma che suonano così bene che sembrano talmente sviluppate da avere già le tette”) ed è davvero roba che gira alla grande. Gianfranco Zola Jesus c’è ma non si vede, Jamie Stewart idem, Yasmine Kittles un po’ di più, rimane Freddy Ruppert (il progetto essenzialmente è tutto suo) che se arriva a fare un altro disco è la volta buona che con questa roba ci fa il botto.

STOP