100 canzoni italiane #11: LUPIN

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Prima che tutto cominciasse qualcuno metteva un disco nell’impianto e le coppie aspettavano pazienti al bordo della pista. Finivano il bicchiere di vino e le patatine fritte e mangiavano la ciambella e si fumavano una sigaretta. La ciambella in Romagna è un dolce a forma di lingua, zucchero uovo e poco altro, si squaglia appena la metti in bocca, una cosa divina. Poi sarebbe arrivata l’orchestra e si sarebbe cominciato a ballare. La pista era un quadrato di grandi dimensioni, spesso fatto di lastre metalliche che suonavano un po’ sotto i passi, a volte assi di legno una accanto all’altra, un bel lavoro quasi sempre. Mentre il disco suonava c’era un ragazzo down che occupava tutta la pista. Ballava come un pazzo, fingendo di avere una ballerina, e andava avanti per mezz’ora buona da solo. C’è sempre stato questo legame non scritto tra ballo e scarsa lucidità mentale: ballano molti matti del paese, ballano i ragazzi con problemi, la gente faceva ballare gli storpi nel medioevo, le donne possedute da Satana ballavano al chiaro di luna, o quel che è. Anche adesso la gente balla solo nei locali pieni e trova giustificazioni per farlo –ubriachezza, politica e cose così. Personalmente mi piace ballare, mi piace che la musica mi scuota il corpo, è una bella sensazione. Non lo faccio per non dare troppo nell’occhio, ma mi dispiace. Non ho mai preso lezioni.

Penso nemmeno mio padre e mia madre, autodidatti del walzer all’epoca dei fatti che andiamo narrando. Il ballo organizzato è tutta un’altra storia: accettato come rituale di accoppiamento a patto di rispettare una serie di regole. Nella Romagna del novecento, per ballare, dovevi prima avere imparato i passi. Il prof di fisica del liceo ci raccontò una storia su Enrico Fermi. Una sera, ai tempi del Progetto Manhattan, qualcuna lo invitò a ballare. Lui non sapeva farlo e declinò: si sedette a un lato della pista e osservò gli altri scienziati ballare con le ragazze, segnò su un taccuino i passi e la sera successiva potè accettare l’invito. Legnoso ma performante, secondo la descrizione del mio prof di fisica (non ho trovato l’aneddoto online ma lui lo raccontava come fosse stato lì). Il ragazzo down invece pareva volare sulla pista: passi cortissimi e perfetti, la mano destra sul cuore, la sinistra ad accompagnare una ballerina che non c’era. Quasi tutti lo compativano e sussurravano poverino, ma in questo paese la maggioranza è stata quasi sempre un problema.

Se ce l’aveva fatta un impostatissimo fisico scacciafiga come Fermi, comunque, figuriamoci mio babbo e mia mamma. Non succedeva spesso, ma di tanto in tanto mi prendevano su e dicevano che si andava a ballare. Succedeva d’estate, quando la Romagna diventava un parco dei divertimenti con feste organizzate in ogni paesino. Per la maggior parte erano feste dell’unità, roba a cui i miei genitori partecipavano senza troppa convinzione, ma negli anni belli anche il Partito Repubblicano organizzava dei party di tutto rispetto. La formula era sempre la stessa: orchestra e stand gastronomico. L’orchestra partiva e suonava i pezzi, la gente in pista roteava come se non ci fosse un domani (e comunque si iniziava sulle nove, il domani non era un vero e proprio problema). Sul palco c’erano un basso, una batteria, una chitarra, la fisarmonica, il clarinetto, spesso una tastiera. C’era una ragazza non più di primo pelo e cantava pezzi tradizionali con un trucco pesantissimo che mi spaventava un po’. Prima di fare partire un pezzo lo annunciavano, ma non tanto il titolo quanto che genere sarebbe stato –valzer, mazurka, polka e tutte quelle cose. Io non ho mai capito le differenze.

Magari per la generazione di mio babbo e mia mamma era facile. La musica che ascoltavano era quella, i pezzi erano perlopiù degli standard e venivano interpretati da quasi tutte le orchestre; per chi era nato negli anni quaranta c’era ancora possibilità di praticare il rito collettivo dell’orchestra, poi è arrivata la modernità. Per la mia generazione, nata alla fine degli anni settanta, c’è stato UN SOLO valzer importante, ed è la sigla di un cartone animato.

Franco Migliacci è un autore teatrale convinto da Modugno a scrivergli il testo di una canzone, che verrà presentata a Sanremo col titolo Nel blu dipinto di blu (poi ribattezzata Volare). Da lì in poi diventa uno dei parolieri italiani più importanti di sempre: Tintarella di luna, Il cuore è uno zingaro, tutta la roba migliore di Morandi, l’elenco è infinito. Nei primissimi anni ottanta inizia a scrivere testi per le sigle dei cartoni animati. Franco Micalizzi invece è un compositore, e scrive colonne sonore: quello che ha fatto lo score di Lo chiamavano Trinità, per capirci. Insieme vengono scritturati per la sigla de Le nuove avventure di Lupin III; Micalizzi ci tira fuori un valzer. C’è anche un’altra sigla composta dai Cavalieri del Re, ma per il cartone animato verrà usata quella di Migliacci e Micalizzi: l’esecuzione è affidata all’orchestra Castellina-Pasi e come titolo viene scelto un laconico Lupin.

Un immaginario fatto di valzer, polke e mazurke, anzitutto, e poi di balere di provincia, dancing rivieraschi, clarinetti in do, ridenti panorami da cartolina anni ’60, casolari bucolici, belle “burdele fresche e campagnole”, galli da rimorchio, imprese erotiche tra i filari delle vigne e vernacolare nostalgia di casa. Il segreto, probabilmente, è che il liscio – per chi lo guarda da fuori – è prima di tutto un immaginario, conservatore e in parte anche falsato, ma poi divenuto realmente carne e sangue di un popolo.” Gennaio 2014: nel numero di Blow Up in edicola, Manuel Gottsching in copertina, c’è un focus di sedici pagine sul liscio romagnolo. È scritto da un tizio di Russi (RA) che avrà più o meno la mia età, si chiama Federico Savini e fa il giornalista per alcune pubblicazioni locali. Da quando è uscito, per quanto mi riguarda, è il miglior approfondimento di cui si sia potuto godere nella stampa musicale italiana. Racconta una storia di intuizioni, successi, sconfitte, continue prevaricazioni, giochi di potere; un racconto alla Ellroy di personaggi minori le cui azioni sono destinate ad influire nel grande insieme degli eventi. Tutto affogato nelle paludi di una terra, la Romagna, fatta di ex-sudditi del papa in perenne rivolta, indefessi lavoratori di campi fissati con la figa e le feste di paese. Il Partito Comunista inizia a macinare numeri fuori da ogni logica, il Partito Repubblicano con percentuali dieci-venti volte più grandi rispetto al resto d’Italia, un po’ di Fellini qua, un po’ di Tonino Guerra là. Una terra dove tutto viaggia con il suo passo: fino ai primi anni ottanta la Romagna è soprattutto il racconto di se stessa, il vino che si beve e la musica che si suona entro i suoi confini. Ama dipingersi allo stesso modo fuori di qui: la poesia dialettale, Amarcord, le caricature degli imprenditori rampanti con la esse piallata. Se sei cresciuto dentro questa terra hai ciucciato la tetta di quell’immaginario, e ci torni regolarmente. Non è nemmeno tanto possibile nasconderlo quando sei in giro per l’Italia, anche oltre la pronuncia devastante che ti montano addosso in età prescolare: ospitalità, ragazze, guardare ai soldi, fare attenzione a quel che penserà la gente.

Roberto Giraldi era un fisarmonicista. Era nato nel 1920 in una frazioncina del comune di Brisighella (una ventina di Km sopra Faenza: è famosa per le feste medievali e i ristoranti) che si chiamava Castellina, da cui il suo nome d’arte. Prende in mano la fisarmonica da bambino e inizia prestissimo a suonare alle feste di paese. Fonda l’orchestra Castellina-Pasi (Pasi è un clarinetto) a metà degli anni sessanta e arriva al successo planetario. Lupin è soprattutto il suo riff di fisarmonica. Non so niente di teoria musicale ma credo che la fisarmonica sia uno strumento difficile, estremamente musicale, su cui quelli bravi costruiscono progressioni melodiche inafferrabili così fitte di note che canticchiarle è impossibile. (Uno dei personaggi chiave di Ellroy suona la fisarmonica, Dick Contino) Castellina è uno bravo, ha un tocco nervoso, precisissimo e disarmante. La sigla del cartone animato viene rimane in carica dal 1981 al 1987, per venire rimpiazzata da un’altra canzone, Lupin l’incorreggibile Lupin (neanche bruttissima), probabilmente per dare un vento di modernità. L’originale è comunque imbattibile. Viene accompagnato da immagini di colori caldi e tramonti in spiaggia (Tramonto, di Secondo Casadei, è forse lo strumentale romagnolo più famoso di sempre), come un film di Sergio Leone, o come all’inizio di Trinità. A riguardarlo oggi è una cosa fuori dal tempo che stringe la gola a mani nude. Il testo è un po’ fasullo (“ruba i soldi solo a chi ce ne ha di più per darli a chi non ne ha”, suppongo fosse difficile giustificare un ladro ai tempi), ma la voce di Irene Vioni è liscio istantaneo.

Era comunque inevitabile che la Romagna diventasse anonima come il resto d’Italia. Abbiamo accolto a braccia aperte il vento del berlusconismo, come del resto tutti gli altri: eravamo già pronti a cambiare, ad uniformarci, forse persino a raggiungere in questo una coscienza nazionale posticcia. Volevamo tutti le stesse cose: benessere, automobile, vestiti, feste giganti, mal di testa del giorno successivo, musica dance, epica alla Miami Vice: per un certo periodo nella Romagna del sud ne è arrivata persino un po’, di quella roba, e ha fatto scuola -Baia degli Angeli, Cocoricò etcetera- ma erano sbocchi imprenditoriali. Si basavano sull’importazione, un po’ rivista, di un modello che non era nostro ma funzionava molto di più e molto meglio, e su un’oculata politica di investimenti a pioggia che hanno trasformato le spiagge in una bolgia dantesca improvvisata. Da lì in poi ognuno ha camminato con le proprie gambe sotto la bandiera di una diversificazione (latino, afro, rock, punk etcetera) che era di fatto uniformazione. Oggi vieni in Romagna e a parte pranzo e cena non è che sia tanto diverso da Milano o Roma. Nel cambio ci abbiamo guadagnato molto, ma a riascoltare Lupin viene da chiedersi se non sia più quello che abbiamo perso.

Il liscio veniva dalle piazze di paese. Le donne facevan da mangiare, qualcuno portava una fisarmonica, il babbo agguantava la mamma e zoppicava una mazurka alla meno peggio. Nove mesi dopo nasceva il settimo figlio, le piazze erano più piene, qualcuno organizzava una festa vera e propria. Il liscio ha creato la domanda e ha accolto la domanda, fino a diventare un modello imprenditoriale stratificato con nomi di riferimento che facevano girare montagne di soldi. Le cose erano già squallide, ma quando il liscio è andato in pensione era comunque una versione con più lustrini di quel che era quando è nato: gli stessi ritmi, la stessa musica, qualche concessione al cattivo gusto, la gente vestita più informale.

Le feste della Voce Repubblicana a un certo punto smisero di venire organizzate, per ovvi motivi. Le orchestre di liscio continuarono ad esistere a voltaggio sempre più ridotto. I programmi delle feste dell’unità e delle sagre di paese mantennero lo stand gastronomico e sostituirono le orchestre con le cover band e certi cantanti italiani caduti un po’ in disgrazia. Di quello che è rimasto ha scritto lo stesso Federico Savini, e su queste stesse pagine. Qualcuno nel giro indie ha provato a ricreare in vitro la musica delle orchestrine di liscio, il solito vizio di cacare sopra ad una cosa di cui semplicemente non ci sono più gli strumenti cognitivi per darne una versione decente, giusto per il gusto di mungere una vacca e farne un’altra delle nostre. Mia mamma e mio babbo smisero di andare a ballare un po’ prima che finisse tutto: non era passata del tutto la voglia, ma si odiavano cordialmente. Si separarono nel 2000, lo stesso anno si spense Castellina. Le sigle dei cartoni animati anni ottanta diventarono un oggetto di culto della prima retromania su internet, poi arrivarono il cosplay e tutto il resto. Quit The Doner, tornato da Lucca, scriveva:

(…) non credo che Holly e Benji potrà influenzare l’immaginario delle prossime generazioni come ha influenzato la mia, ma al tempo stesso ha rappresentato per le persone della mia età un substrato condiviso e immediatamente riconoscibile, provvisto di una trasversalità tale da essere assimilabile per molti aspetti alle tradizioni propriamente dette.

Questo immaginario è il patrimonio condiviso che ci ha cresciuto, la balia collettiva delle ultime generazioni di italiani, molto più della religione, della politica e degli sceneggiati televisivi nostrani troppo piegati alle esigenze politiche per entrare in risonanza con il mondo reale.

È strano avere la testimonianza registrata di un momento in cui due immaginari così pesanti per la mia esistenza, liscio romagnolo e cartoni giapponesi, siano confluiti in un unico formato e ne abbiano dato una versione ibrida che tutto sommato sulle orecchie di un 37enne di Cesena, nel 2015, ha un effetto devastante. Il primo CD di canzoni dei cartoni animati lo masterizzai nel giugno del 2013, per una serata-djset a Milano. Ascoltai le canzoni nel viaggio d’andata, finii su Lupin all’altezza di Modena. La fisarmonica di Castellina mi sfasciò all’istante: ha il sapore della piadina e delle cantarelle con la saba sotto carnevale, la leggerezza dei passi del ragazzo che ballava sotto gli occhi pietosi delle coppie in attesa dell’orchestra alla festa dei Repubblicani a Sant’Egidio, il nervosismo violento dei discorsi sulla figa al bar Sport di Calisese. Continuavo a riascoltarla e la facevo ripartire dall’inizio. Pensavo ad altre cose. Tengo sempre il CD nei paraggi, sia mai che mi serva di fare una lacrima.

Pikkio Music Awards 2k13 (parte 2)

L’intro è nella prima parte leggetevelo se volete capire il 2k13 in musica!!! E ora ecco le 18 categorie delle cose musicali 2k13! Ricordatevi la terza parte sarà quella in cui ci saranno i DISCHI DIO quelli proprio DIO.

"2k13" (opera d'arte di https://soundcloud.com/ragazzodiperiferia )

“2k13” (opera d’arte di https://soundcloud.com/ragazzodiperiferia )

SGRAKKIO (il vero suono del 2013 è stato lo SGRAKKIO, ne noise skranno ne sgrattoa rusty, ma proprio quel suono de sgrakkio alla gola in rigoroso ordine alfabetico)

Kyle Hall – The Boat Party LP (Prendi la house sgrakkiala male, dentro 10 cassette sgrakkianti e hai il boat party di Kyle Hall)
Deerhunter – Monomania (tutto Monomania sgrakkia male già dal primo pezzo, ma lo fanno un po’ tutti i dischi garage rock (anche se non con sto suono skrotale), il fatto è che in Monomania c’è il primo esempio di assolo di SGRAKKIO DE CATARRO (escluso tom waits) nel pezzo T.H.M.)
Kanye West – Yeezus (Kanye West è uno JEZU’ COGLIONE perché con Yeezus ha creato il primo esempio di SGRAKKIO HD tipo che ne so ricostruire con 300miliardi delle rovine scrause però con materiali pregiati. Senza motivo. Unico disco che mi piace veramente di Kanye West e poi infatti ho scoperto che al mitico Lou Reed (RIP) piaceva per gli stessi motivi miei. Quindi c’ho ragione io e mi metto a cantare HEAVENLY ARMS REACH OUT TO HOoOOOLD MEEeE con il fantasma di Lou evocandolo nella mia casa in un cortocircuito con la prima canzone “my house” di Blue Mask dove Lou evoca lo spirito del suo mentore cortocircuito triplo visto che invece heavenly arms è l’ultima canzone di blue mask!! ahahah quanto sono POSTMODERN(O))) RETROMANIA REVENANT IL FANTASMA EL PHANTASMO HD SOLDI FINANZA etc.)

#CIVOTI (quei dischi che dici “ammazza belli!”, ma poi pure sticazzi nonostante tu li apprezzi come artisti e il disco è piacevole. in rigoroso ordine alfabetico)

Machinedrum – Vapor City (Bravo Machinedrum! un bel piano liquido una ritmica fooworkjungle tutto perfetto, pare sempre tutto perfetto, ma poi rimetti su Room(s) che essendo uscito su Planet Mu e non su Ninjatune era più dritto e aerodinamico senza lo spauracchio del dire/fare/ammorbidire)
Matmos – The Marriage of True Minds (I Matmos li amo poi quest’album ha titoli e intenzioni bellissime, sviluppo electro malato bello, psicoterapie e mentalismi, ma poi metti su la musica di Ape Escape 3 e te lo dimentichi. Credo sia un capolavoro ma lo riaggancerò nel futuro. Per ora #CIVOTA)
MGMT – MGMT (MGMT video e canzone loop sgrakkio2k13 con your life is a lie, ma poi l’album m’ha rotto li coglioni mica ho capito perché visto che è pure più pazzo degli altri dischi. Gli ho pure dato tante chance! Sarà perché #CIVOTA)

SO HD IT HURTS (quei dischi così HD che ti fanno spaccare la faccia contro il muro dei 1440p)

Rustie – Triadzz/Slasherr ep (Rustie continua imperterrito il suo trip fatto di Sonic Generations, ITALIA…. UNO!!!! e pasticche HD)
Jackson and His Computerband – Vista *Hudson Mohawke Remix* (MINCHIE IN AMORE/CAZZI TAGLIATI per il pacchian-francese Jackson che si unisce con l’HDGOLENBOY e TwitterStar scozzese HudMo in questo remix che è ai limiti del 1440p)
Atom™ – HD (album intellettual/politico sul POP in HD, che però è cazzismo come dev’esse l’HD e in più da un senso agli scassamenti di palle techno brutta spacciata per arte dell’ultima Raster-Noton)

BonusKanye West – BOUND 2 (il video! perché contiene cose non descrivibili per il genere umano in quanto oltre il 1440p oltre il muro della megalomania e dell’universo riproducibile)

SNAZZICACHANNEL (dischi per snazzicare a casa, in disco o in auto)

Thundercat – Apocalypse (Thundercat già noto bassista di Flying Lotus migliora la sua formula fusionphuturo diventando più aeroso e funky, per snazzicare in scioltezza ho scelto il pezzo più classic dedicato ai suoi amici Lotus e Jondy!)
Syclops – A Blink of an Eye (Maurice Fulton aka Syclops aka ER FRONTE ci fa saltare tipo insetti in Jump Bugs! IN generale il disco è Gran Snazzicamento in uno SkrotoClub Houzz)
Omar-s – Thank You For Letting Be Myself (Omar-S ci ringrazia che l’abbiamo lasciato esse se stesso e ci fa snazzicare da Detroit in stile Out-Run!)

INSTICCHIAMENTO (i dischi di ritorno verso l’utero/la morte-la vita eternity loop)

Boards of Canada – Tomorrow’s Harvest (nothign is real. i boards of canada ci dicono che nulla è reale se non l’insticchiamento mummia per sfuggire all’apocalisse dei semi della morte)
Flaming Lips – The Terror (il terrore di una vita senza amore, ma tanto ti devi insticchiare lo stesso)
Daft Punk – Random Access Memory (vitamortevitamorte pacchian hd insticchiamento opera’70 sbagliati. give me something real.)

DISCHI GAMING (dischi con cui ho giocato bene ai videogiochi in rigoroso ordine alfabetico)

Kenobit – Kenobit (se volete correre più veloci di tutti a Trackmania2 dovete assolutamente mettervi in loop l’album di Kenobit come faccio sempre io. TURBOTUTTO8BITBLASTO ULTRAMODE ON)
Knx. – Anthology (se volete fare più trick maledetti e sfidare la morte con la vostra motocross a Trials Evolution togliete la sua orrida colonna sonora e mettetevi l’antologia di Knxwledge! Swaggherete rombando e sarete un tutt’uno con gli ammortizzatori!)
Polysick – Daydream (Se volete giocare 52 ore di seguito a Civilization mettetevi in loop Daydream di Polysick vi terrà in stato di lucido sogno di conquista del mondo!)

Bonus: Parallax & Shaders (compilation gratise di cover di musiche di videogiochi superpsychodeludica e dentro c’è pure la mia band Rainbow Island che rifà Cannon Fodder, SPAM)

BLAST FROM THE PAST (le RISTAMPE i REMAKE i CAPOLAVORI NASCOSTI il PASSATO)

Psyche BFC ‎– Elements 1989 – 1990 (che gran phuturo che vedeva l’allora giovane maestro della techno Carl Craig nell’89/’90! Capolavori detroitiani che finalmente hanno una loro raccolta!)
Alessandro Alessandroni – I Cantori Moderni Di A. Alessandroni (Alessandro Alessandroni aka Mr Fischio ci portava nell’infinito delle voci italo’70, ovviamente ristampa da avere nell’edizione vinilica fetish!)
Piero Pelù – Identikit (Piero Pelù si re-inventa più STRAROCK che mai e ritorna come un maldito boomerango!!! E quanto è TUTTO2kMORTE che pure Pelù ti torna remake ROCK (una volta i remake erano boh acustici al massimo elettronici) tipo bumerango dietro la clavicola?!?)

Bonus: Rainbow Island – Road To Mirapuri (ristampa fondamentale di questa band krautdarkdub polacca dell’79 rimasta sconosciuta fino ad oggi)

PHUTURO (i dischi che ti comunicano quella sensazione di fantascienza phuturo urbana extra urbana o aliena. in rigoroso ordine verdeo!)

Mu-Ziq – XTEP ep (µ-Ziq non ha fatto solo il disco PHUTURO dell’anno ma anche l’ep più bello dell’anno. E il viaggio di MONJ2 che vi ho linkato ne è solo un esempio. Il disco intero Chewed Corners merita, ma non quanto questo EP.)
Roly Porter – Life Cycle of a Massive Star lp (Roly Porter ci porta oltre i bastioni d’orione a veder balenare raggi gamma, nel disco più gravity/frontier: elite 2 di sempre!!)
Mark Pritchard – Ghosts / 1234 / Make A Livin’ Eps (Mark Pritchard sbaraglia qualsiasi bass turbo phuturo muzik con tre ep di cristo per ballare in un Wipeout5040)

Bonus: Buromaschinen – Welcome to Buromaschinen (Buromaschinen purtroppo incastrato tra 2012 e 2013, ma tutt’ora il miglior disco electro phuturo possibile in questo 2k13 ! ED E’ GRATISE)

SMORFINAMENTO COMFY (i dischi che agevolano lo scivolo nel piumone, quella musica che ti coccola e anestetizza dolcemente piano piano. Ordine alfabetico!)

Terekke – Yyyyyyyyyy ep (ah che dolce scivolare in una glassa galassia piuminosa con l’ep di Terekke! tipo quando c’hai la febbra e prendi lo sciroppo glocconico)
TM404 – tm404 lp (un’orchestrina techno che ti coccola e ipnotizza a dovere, bravo TM404 se proprio dobbiamo basic channelare allora channeliamoci nel letto)
Raajmahal ‎– Raajmahal lp (Raajmahal sono i capi del COMFYCON2k13 alla faccia della regina Grouper, seguiteli nel loro bandcamp buttatevi sul letto e poi provate a rialzarvi, non ci riuscirete rimarrete immobili con la bava alla bocca in overdose di comfyness oppiacea.)

IKKEHAUNTING (la musica phantasmo che ti haunta di stramaledetto)

Actress – Silver Cloud ep (La nuvola argentea di Actress è stata la cosa più hauntante del 2k13 inizia con uno sgrakkio e finisce con uno SPECIAL DREAM VOODOO POSSE CHRONIC ILLUSION)
L VIS 1990 – Ballads ep (Un rolex che ti perseguita nella notte, una ferrari che non ti appartiene, un incubo in HD. Tutto questo è Ballad 4D di L VIS 1990)
Mazzy Star – Seasons of your day (ogni tanto è bello anche farsi perseguitare da dolcezza noir e porporina dreamy come fanno i Mazzy Star!)

BIAGY SNACK (l’ora della merenda, quei dischi gustosi che ti fanno scivolare bene la giornata)

Four Tet – Beautiful Rewind (disco BIAGY SNACK per eccellenza alterna puccyoserie tipo Unicorn a momenti movimento phessi tipo Buchla. Four Tet malcagatissimo da chi lo osannava perché non più in Domino fa in bel concept audiolibro sui ritmi che gli piace ballare, che secondo il mio disonesto parere è l’album più completo che ha fatto insieme a Rounds e Everything Ecstatic. BRAVO FOUR TET!)
Blondes – Swisher (Swisher dei Blondes è quel momento di snack sulla scrivania alle sei di sera, hypno nebbioso e melodia crunchy)
Ducktails – Flower Lane (ogni canzone dell’altrimenti prescindibile Flower Lane di Ducktails è un momento di jingle janglo snack feel good con infiltrazioni di momenti nostalgia per non farci mancare niente. E grazie a sto disco ho scoperto la fusion autostradale jappo)

FIRE MUSIC (dischi di fuoco improvvisativo che vi scuotono dal torpore !!!)

Fire Orchestra – Exit! lp (l’orchestra di Matts Gustaffson ci indica che l’uscita è DA QUELLA PARTEEEEEEEEEEE dove tutti fanno RParaprpiuapURPESKREEWE ma in modo bello !!!)
Rob Mazurek Octet – Skull Sessions lp (esplorazioni febbrili dentro le misteriose cave del teschio !!!)
Fabio Mancini – Noi Due youtube (focosa e struggente storia d’amore per un tripudio di emozioni free improv impareggiabili !!!)

SKRANNO DELL’ANNO (la musica SKRANNA quella dei RUMERI)

Pete Swanson – Punk Authority (Pete Swanson ci insegna che la vita finisce a 30, poi bisogna cercare di averne 10 in skrannostrobo techno loop!)
Wolf Eyes – No Answers: Lower Floor (classico disagio zombie del Michigan tagliando alberi a caso, belli pure hair police o quello di aaron dilloway non più wolf eyes)
Venta Protesix – Lolicon Noise Star (skranno manga video morte: un bel digestivo effervescente brioschi)

YOUTUBE LOOP (canzoni ascoltate in loop per 10kmila volte)

Beck – It won’t be long (non sarà lunga Beck e quindi l’ho dovuta mettere in loop per 20mila volte almeno. per me canzone pop dell’anno alla faccia de quella merda de pop lady gaga li porco dio o quelle cose popbegoli che non se ne può più !!20912012)
Fabio Mancini – Noi Due (FABIO MANCINI NON POTEVA NON VINCERE ALMENO DUE PREMI! NOI DUE IN LOOP PER 8 ORE DI LAVORO AL GIORNO SEMPRE!)
Mauro dj – GNOMO ROTTINCULO (Un pezzo straordinario e capellone, un avventura romantica in una cornice da sogno, ma anche un momento di grande trascuratezza personale e sciatteria. Un pezzo per stare insieme, ma anche un pezzo per stare male. Consigliato soprattutto a drogati e malfattori.)

Fuori classifica Ape Escape 3 – Happy Sensation Italian Version (non è del 2013 però E’ LA CANZONE PIU’ BELLA D ISEMPRE NON POTRERWEE FARNE A MAEONAON DOAJNT IUODCRISTOO!!!)

MINGHIIIEeeEE SWAG (turboswagga2k13)

DJ Rashad – I Don’t Give a Fuck ep / Double Cup lp (ai ai ai ai stis tisitstilll lll–lll-loove youuu)
RP Boo – Legacy (that’s what the speaker are for / what they do what they do what they do)
Traxman – Blow Your Whistle (oooo-o-o-o-o-oneone-oneone-twotwo-three-four)

DISCHI FAMMOCC (delusioni dischi rate cacca che la gente se magna)

Black Angels – Cascionata Futile Involuzione A Cui Voto CONTRO!!!! BASTA CON LE RADICI! (emmesà che i pontiak so i prossimi uff)
Forest Swords – Monnezza Finto Burial Coi Suoni Orribili E La Composizione Tipo Finto Darkettone Pretenzioso (questo è veramente non capibile il perché esista)
Fuck Buttons – Brillocchio Pretenzioso (e pure i live mo so a rischio fregna de pecora epic mogwai-style che palle)

PREMIO SPECIALE “COME UNA MINCHIA IN FACCIA”

Burial – Rival Dealer EP (Era difficile battere entità abnormi come Kanye West in questo matto matto 2k13, ma Burial si conferma outsider in tutto e per tutto e che fa? Si fa una foto del suo cazzo e la schiaffa sui desktop di tutto il mondo così, come regalo di natale! Abbiamo Rival Dealer che è Burial feat. Jean Alesi, c’è Hiders che è una cover degli WHAM!, e poi quel Come Down To Us tipo Final Fantasy XXVIII che nel mitico minuto 7:40 diventa Cheb Khaled – Aisha + Zucchero – Senza una donna = Pavarotti & Friends 2030 Veramente, non se l’aspettava proprio nessuno.)

Pikkio Music Awards 2k13 (parte 1)

CIAO IO SONO DJ PIKKIO E BENVENUTI ALLA PRIMA EDIZIONE DEI PIKKIO MUSIC AWARDS! SONO ONORATO CHE FRANCIKEKKOBEGOLI DI BASTONATE HA VOLUTO PUBBLICARE I MIEI AWARDS QUI SU BASTONATE !!!

per leggere questo articolo si consiglia questo sottofondo musicale

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Prima di spararvi banali classifiche ripercorriamo quest’anno 2k13 in musica, che ne vale proprio la pena! Voi penserete sicuramente “anno banale/le solite canzoni/ma che è/la mia giovinezza/bloating” invece è stato un anno specialissimo. Un anno di musica tipo cazzo all’indietro che si insticchia, cioè un cazzo che torna indietro e si rificca nello sticchio da dove era nato, forse per far morire tutti non riproducendosi più, oppure per generare una nuova vita nel mondo pre-vita che abbiamo sempre snobbato, ma che necessita ancora di tante scoperte e ascolti come dimostrano le tante troppe ristampe di cazzate tipo “mizzìo il prog cantautore italiano sconosicuto”. Attenzione questo cazzo insticchio2k13 non è retromaniaco piuttosto vuole rifugiarsi nel luogo della mente (che non ha spazio e tempo ma solamente KEK), questo si può anche evincere dalla forma caratteriale di 2013 che è molto “<==3” tipo aerodinamicità al contrario nel senso “sono aerodinamico solo dentro la mia mente non vi inculo de pezza CIAONE DOMANI” quindi si è proiettati verso il DOMANI da tanti ormai tragicamente disprezzato.

Guardatelo bene! <==3 è proprio lo specchio magico del più banale e volgare cazzo dritto 8==D  che invece va stupidamente diritto contro il muro dell’ottusità dell’oggi!!!!!

Il 2k13 musikale è un 2k13 che ci ha rivelato i segreti dell’HDLIFE, del post-apocalittico quello non sgothico orendo (che però non cessa di morire e condannandoci al living with sgothic, ma d’altronde la purezza e il bello assoluto non esistono e lo sgoth ce lo ricorda saggiamente), dello sgrattare la superficie del grattino, dell’esseri liberi da vincoli tipo “la glossa”, del potere mental, degli eccessi e irregolarità racchiusi in album pesanti (o leggeri) ma piuttosto megalomani e consapevoli del loro concetto di album dall’inizio alla fine. Questo avviene dopo anni in cui tutti si erano fissati con il “pop” o il formato “canzone singola” (compresi molti che leggono e scrivono qui dentro) o addirittura “la musica di genere” (tipo la famigerata musica AKTION) in un trip sbagliatissimo tutto loro, figlio magari di cacate sul mito dei 45 giri (cheppalle) o di youtube e la musica liquida. Sbagliatissimo perché mentre il 45 giri ti limita  a due canzonette, youtube soundcloud torrentz quel cazzo che vi pare non si limita per niente! il vostro limite è soltanto la banda larga e la vostra faaAntAasiAAA, anzi si presta a quelle operazioni qui già celebrate tipo “rumore di click del mouse per 2 ore in loop” o “la playlist infinita del mio amore gatto! <3 “. Certo è tosta racchiudere in un album intero (e non in una raccolta canzoni tipo le mie meglio canzoni 2006-13) la propria ispirazione che si diluisce in mille cazzatielle, per questo a fare il DISCO DIO ci sono riusciti in pochi (ma ci sono riusciti al contrario di anni scivolosi tipo il 2011) e gli altri però ci si sono avvicinati con album altrettanto notevoli.

Nothing Is Real

Nothing Is Real

Insomma la prima parte di questo gigantesco e verboso Pikkio Music Awards 2k13 si conclude qui, era solo un intro. La seconda parte vi mostrerà le ben 20 microcategorie che rappresentano la segmentazione del mio cervello (e non del mercato, che è roba che non conosco), mentre la terza vi raccoglierà i veri SETTE+DUE DISCHI DIO DEL 2k13 QUELLI PROPRIO GLI ALBUM DA ASCOLTARE INTERI (e no non ci sarà manco l’ombra di una roba metal o hc, quindi potreste non leggermi più) CIAO A TUTTI !!!!!