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CRUCIAL BLAST – 10th Anniversary Compilation

Crucial Blast Compilation
Crucial Blast Compilation
Ci sono case discografiche che ricevono sempre meno di quanto meriterebbero, di solito restano patrimonio di ultra-appassionati e difficilmente nel mercato attuale possono sperare di arrivare a distribuzioni come si deve. Nel panorama musicale di oggi poi è quasi impossibile rivedere fenomeni simili a quello che toccò ad esempio alla Relapse, prima marchio per appassionati e poi, a furia di dischi immensi, indie label di primissima categoria. Tra le etichette più meritevoli e che meno hanno riscosso degli ultimi tempi mi preme citare la Profound Lore ma anche l’eccellente Crucial Blast, che sembra trovare nei generi trattati qui a Bastonate il proprio habitat naturale, tra sludge peso, drone, ambient, postcore, ultra-doom, industrial e mix dei precedenti in quantità variabili.

Orbene, dopo 10 anni di durissimo underground, questa label ci regala una compilation con oltre quattro ore di musica da scaricare liberamente sul loro sito, con tanto di copertina e booklet. Capirete benissimo che da noi non può che venire un accorato appello ad ascoltarvi questa cinquantina di pezzi, se bazzicate da queste parti sicuramente ne apprezzerete parecchi. Tra i tanti nomi ci piace rimarcare la presenza dei Weedeater ( oggi sotto Southern Lord, eccellente gruppo sludge/stoner acido nato dalle ceneri dei mai troppo rimpianti buzzov°en – se non li conoscete : siete sicuri di stare nel posto giusto?),dei prolifici Nadja di Aidan Baker (drone/ambient/doom di primissima categoria, con uscite su Hydra Head e Profound Lore oltre che ovviamente Crucial Blast), degli Across Tundras (quello che avrebbero dovuto fare i Neurosis dopo “a sun that never sets”), dei Luasa Raelon (eccezionale dark ambient con all’attivo anche un disco su Eibon, scusate se è poco), dei Souvenir’s Young America (autori di uno dei migliori album degli ultimi anni, “An ocean without water”, tra drone con sfumature folk e Neurosis), dei The Mass (valido sludge), degli Skullflower di Matthew Bower (con più di 20 anni di carriera alle spalle spesi soprattutto -ma non solo- tra psichedelia, industrial noise e drone) dei Grey Daturas (uno degli sludge più pesanti e sporchi di sempre), degli Gnaw Their Tongues (l’apocalisse in musica), dei geniali Subarachnoid Space e di altri gruppi che poi – tanto per ribadire il concetto- hanno recenti uscite su Relapse, come Genghis Tron e Unearthly Trance. Certo, su oltre cinquanta pezzi qualcuno è dozzinale (di quelli più vicini all’hardcore standard qualcuno è trascurabile), ma alla fine, come dire, a caval donato non si guarda in bocca. E speriamo che in futuro label come queste abbiano finalmente quello che meritano.

DISCONE: ANAAL NATHRAKH (con due A) “In The Constellation Of The Black Widow”

Alla fine, morto e sepolto il metal come lo conoscevamo, l’unico lascito del circuito che continua a mostrare di aver capito la regola numero uno del genere (pestare sodo) sono questi due inglesi. Casino assortito tra bordate grind e passaggi death/grind (con putridume a tratti quasi black), batteria elettronica sparata a 200, urla belluine ma – e qui sta il bello – infarcito di sfumature(una per tutte: cori pulitiAnaal Nathrakh) qui e lì e mantenendo viva l’unica regola che abbia senso: bastonare selvaggiamente. Qui poi il delicato equilibrio tra potenza e tiro raggiunge (come sempre, nel loro caso) un punto prossimo alla perfezione. E’ sempre il loro stesso disco (giusto un tantino più marcio), ma loro sono tra quei tre-quattro gruppi al mondo che possono anche permettersi di fotocopiare i loro CD e nonostante questo fare dischi della Madonna. Ci sarebbe da chiarire bene il concetto di sfumature detto prima, ma limitiamoci a dire che riescono, nei limiti del possibile, a rendere un casino così persino vario. Insomma, difficilmente si può trovare miglior modo di inaugurare la categoria DISCONE (maiuscolo) in un sito che si chiama BASTONATE.