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La rubrica pop di Bastonate si tinge di bianco e cerca di analizzare Suor Cristina senza aver visto il talent nè avere ascoltato il disco.

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AS Sister Cristina è la suora vincitrice dell’ultima edizione di The Voice Of Italy che ad un certo punto del mese di novembre se ne è uscita con un disco di cover con due inediti. Sarebbe doveroso chiudere qui, ma torna in ballo il discorso fatto dal mio riferimento culturale Alberto Tomba (“quanti dei partecipanti ad X Factor sono in grado di scriversi da soli un pezzo o al limite il testo di una canzone? Quanto conta una bella voce se poi la usi per cantare robaccia che ha deciso per te la produzione?“), che anche se era riferito ad X Factor e non a Voice Of Italy va bene uguale, tanto son cantanti che esistono solo in quei talent show e nella testa di chi li segue e non nella vita reale. Sister Cristina ora è nota ma in fondo non è nessuno, sarà diventata davvero famosa il giorno in cui nessuno si ricorderà più di lei ed in un freddo venerdì di novembre Cirilli farà Sister Cristina al Tale e Quale Show.

FF Parlando in linea di principio, hai ragione e torto. Dicono che il Blasco, mentre stava presentando il suo disco al Medimex, sia stato interrogato su una questione di rilievo, tipo “perché dopo il Blasco non c’è più nulla?” e abbia risposto che “i cantanti di oggi sono tutti già conosciuti, nessuno ha fatto la gavetta”. Che concetto assurdo è la gavetta? Chi cazzo se ne frega della gavetta? Jovanotti è andato in hit parade a vent’anni facendo il coglione e ora si circonda di gente tipo Bombino e fa dischi per Luaka Bop, non che sia un merito in sé, ma è stato imitato da Amadeus al Tale e Quale Show e questo è un merito in sè. Suor Cristina trollata da Madonna su instagram, la cosa più normcore dai tempi del governo Monti, tutto fuori asse, tutto già esistente. J-Ax che la benedice e si fa benedire in tempo per venir ripescato come massimo esponente del pop contemporaneo, hardcore (parrebbe) scritto da Bucknasty e ripensato come caposcuola di una scena rap di artisti che hanno scientemente svilito il concetto di rispettabile fino a poter essere definiti –giustappunto- rispettabili. La messinscena è il punto. Suor Cristina in realtà si sta trollando da sola, di base. Una sera di queste la vedremo benedire Marilyn Manson in maniera bonaria come quando la Carrà disse di aver parlato con Eminem prima dell’apparizione a Sanremo ed avere appurato in privata sede che in fondo Em era un bravo ragazzo, mentre Pasolini continua a morire in maniera equa e solidale e a venire quotato da anonime frasi su FB che commentano la situazione politica italiana di questi mesi (non ce n’è una). Comunque Nathalie Giannitrapani, per dire, era una sontuosa autrice di canzoni-ripoff di gentaglia tipo Tori Amos, e ha fatto la carriera che doveva. Mi preoccupa di più, parlando di gavetta e credibilità generale, apprendere che nel nuovo disco di Marina Rei c’è un guest-starring di Zona MC. Non me lo sto inventando. Nel nuovo disco di Marina Rei c’è un guest-starring di Zona MC.

AS SPOILER: tanto per cambiare sto per andare fuori tema. Parliamo di Fedez, che ad X Factor se ne vien fuori con battute preparatissime/aforismi telefonatissimi proprio come faceva J-Ax a Voice Of Italy, una cosa talmente spontanea che vien da pensare che non appena X Factor sarà finito uscirà il libro degli aforismi di Fedez. Non è che c’è Bucknasty dietro anche a lui? Per me è un sì. Sto solo rosicando, anche perché Fedez ha fatto pochissima gavetta (e non ha fatto la gavetta per fare la gavetta, quindi un gavettone – tanto per citare una delle simpatiche e spontanee battute che Fedez ha sfoderato ad X Factor) ed è talmente famoso da aver vinto il disco d’oro – che comunque ad oggi in Italia te lo danno se vendi almeno 25000 copie, della serie può vincerlo anche Sister Cristina se il suo disco viene acquistato da almeno un 30% delle persone che l’hanno votata a Voice Of Italy. Se non fosse stata una suora, Sister Cristina non avrebbe nemmeno passato le selezioni (e magari avrebbe fatto una figura come la tizia dei Jalisse, che ha tentato di entrare a Voice Of Italy e non è stata riconosciuta da nessuno), invece dato che è una suora ed in Italia oggi il fatto di essere suora è visto come strano ed esotico è stata selezionata, ha avuto successo puntata dopo puntata ed ha trionfato. Fuori dalla trasmissione comunque non esiste, esiste solo nella testa di chi la seguiva/di chi l’ha votata e dunque vincerà il disco d’oro. Ed in tutto questo non ho ancora avuto il coraggio di ascoltare Like a Virgin coverizzata da Suor Cristina, figurati se riuscirò ad ascoltare un intero suo album.

FF Ecco, i gavettoni sono molto più utili della gavetta. Fedez che scrive l’inno dei 5 stelle schierandosi come già Jova vent’anni fa e come del resto Fibra quattro o cinque anni fa andando a suonare a woodstock 5 stelle a Cesena, tutti a sostegno di una certa non sinistra straconvintadi essere una certa sinistra, quindi COLLUSI, ma non solo in questo quanto soprattutto COLLUSI tra loro perché tutti e tre hanno un pezzo feat. Gianna Nannini, Gianna Nannini che mi piace sempre ricordare per la leggenda metropolitana secondo cui sia andata a farsi produrre un disco da Steve Albini e lui abbia rifiutato, cosa che per dire non ha fatto con gente tipo i 24 Grana (ma ho trovato or ora la versione della storia di Gianna Nannini). Da questo punto di vista almeno J-Ax è un rapper molto migliore, ha il coraggio di stringere la mano a Satana e a Gesù nello stesso momento -che almeno si torna ai gloriosi tempi del compromesso storico e alla speranza che arrivi un Berlinguer del rap a fare piazza pulita. Ecco.

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AS Il Berlinguer del rap potrebbe essere Dargen D’Amico – se solo volesse, se solo si decidesse a fare cassa davvero. Ma torniamo a bomba sull’argomento principe (anzi, a Bomba – nel senso di Matteo Renzi detto “il Bomba”, tanto per rimanere in tema-Berlinguer del Trap), ossia Suor Cristina: si trova già il suo disco in streaming? Noisey ha mai pensato di farcelo ascoltare in anteprima esclusiva? Son cose importanti, queste, e bisognerebbe dar loro il giusto rilievo che meritano. Voglio una recensione del disco di Suor Cristina/Sister Morphine sulla falsariga dei report settimanali sulle puntate di X Factor che vengono fatti da Noisey ora, ADESSO! – sono un rabdomante, io, apprezzo molto certe cose anche se a volte mentre le leggo penso “ma chi glielo fa fare ogni giovedì di mettersi davanti alla tv a scattare foto e a scrivere di X Factor? Non potrebbe guardarlo seduta comoda come fanno tutti? E io? Chi me lo fa fare ogni giovedì di guardare X Factor live quando su Sky lo replicano almeno tre volte al giorno? Sono forse io uno di quelli quelli che su Twitter seguono determinati programmi non perché sono davvero interessati ma solo per farne la tweet-cronaca in chiave umoristico-divertentona? NO!”. Mi sono perso, non capisco più da dove sono venuto e dove voglio arrivare però sono un rabdomante ed alla fine di tutto ritrovo sempre il filo del discorso.
Sister Cristina, dicevo. Sister Cristina Scabbia, ma non è quella dei Lacuna Coil? Ah no, è la suora che ha vinto Voice Of Italy e che – ad occhio e croce – tra un paio di anni abbandonerà la tonaca per abbracciare il Gin Tonic (questa me l’ha scritta il ghost-writer di Fedez, purtroppo non è mia). Comincio quasi a pensare che sul discorso della gavetta c’abbia ragione il Blasco, poi penso al testo di Delusa e a come era trombone già nel 1993 quando se la prendeva con Non è la Rai e finisco per dargli torto a prescindere perché in fondo il Blasco non è in grado di capire come cambia la società.

FF Infatti in questo non saper cogliere i tempi il Blasco diventa il vero artista PD e non a caso ossessione di PJ Bersani, unico KOMANDANTE del PD con un briciolo di street cred per quanto mi riguarda. Personalmente ho un debole anche per Rosalbo Pippo Civati, che non solo ha endorsato pubblicamente lo Stato Sociale ma ha con il nomignolo CIV ha cantato nei Gorilla Biscuits e in un progetto solista uguale identico ai Gorilla Biscuits. Gli altri partecipanti a questo gioco purtroppo non influiscono, un po’ perché quelli dei talent non hanno fatto la gavetta (ma Suor Cristina ad occhio ha detto molti più avemaria di Schubert e Jovanotti, anche se il babbo di Jova faceva il gendarme in vaticano quando ancora il segretario del PD era Giovanni XXIII, e probabilmente di avemaria ai tempi in casa Cherubini ne stracciavano sei o sette al giorno) un po’ perché ho perso il treno dei pensieri. Devo ammettere comunque che alla fine della fiera lo sport di telecommentare x-factor su Twitter mi lascia freddo, intendo, non so se lo farei manco se avessi Sky o anche solo una TV o anche solo un giovedì sera libero -e se lo facessi sarei comunque fuori dal giro se non mi metto a commentare anche gli EMA, Pechino Express, Storie maledette, Chi l’ha visto, Report, Gazebo, il Grande fratello, Ballando con le stelle, Masterchef, Masterpiece e via di questo passo, cosa che mi impone di fissare due concetti di base: uno, commentare i reality/talent su twitter is the new spoilerare le serie TV su twitter (cioè stando a una percezione di massa i talent italiani hanno lo stesso valore artistico delle serie TV statunitensi, cosa tutto sommato verissima); due, la cosa costa tanto tempo e tanta fatica che tanto vale fare la figura dello scorreggione e boicottare tutto a prescindere). Però un giorno voglio provare una cosa di performance art in cui mi ascolterò The X-Factor degli Iron Maiden (quello con Blaze Bayley alla voce, la suor Cristina Scuccia del metal osservante) e farò la twitcronaca durante X-factor 8. Virginia di Noisey comunque è intoccabile, la Marco de Dominicis della sua generazione, se la tocchi ti do fuoco.

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AS Ti dico solo che se a suo tempo mi fossi giocato meglio le mie carte ora ci sarei io a scrivere gli aforismi di Fedez. Detto questo – ed appurato che Vasco Rossi è il PJ Bersani della musica italiana e chi vuol capire capisca – andiamo avanti dicendo che ho letto su Noisey che Gel (ex Truceklan ed un sacco di altre cose) si è recentemente ritirato dalle scene e ci sono rimasto parecchio male. Gel era (anzi, è – perché è ancora vivo e dunque è) un genio per il solo fatto di aver osato sfidare una certa sinistra benpensante con la rima sul piccolo Tommaso al 2 The Beat 2006 (gli è andata bene che non l’hanno preso a sberle) e più in generale per il fatto che scriveva rime semplici che parevano roba da terza media ma che in realtà funzionavano alla grande (vedi quando entra a gamba tesa bestemmiando sulla traccia In The Panchina). Se solo avesse voluto anche lui avrebbe potuto essere il Berlinguer del rap italiano, ma conto sempre in una reunion di Gel prossima ventura in grado di regolare i conti col passato, col presente e col futuro. Ed in tutto questo sto continuando a chiedermi come ho fatto ad arrivare a parlare di Gel partendo da Suor Cristina, forse perché Morgan ad X Factor voleva assegnare a due concorrenti un pezzo di Gel ma alla fine ha optato per la più prudenziale Come Undone dei Duran Duran.

FF Comunque io lo disprezzo, Morgan. Mi sta sul cazzo la sua musica e questo dagli anni novanta, mi stavano sul cazzo le sue opinioni quando potevano essere definite tali, mi stanno sul cazzo le sue wannabe-opinioni attuali, mi sta sul cazzo la diffusa convinzione di una certa sinistra culturale che ascoltare Tenco ci salverà, nonostante non abbia salvato manco Tenco. Che poi la mia paura è più che Morgan in realtà abbia gli strumenti culturali per capire il truceklan nel senso di capire battiato, Shock in my Town nonostante a me tutto sommato Roma stia sulle palle e su Ravenna non farmi neanche cominciare. Suor Cristina in quest’ottica è un outsider, non gliene frega un cazzo, canta i pezzi che le vengono dati da personaggi sadici che mirano come dicevo a trollarla e/o farla trollare dalla madre di Cristo su Instagram. Davvero, non ha nessun senso, e non ha neanche quella tristissima voglia di senso alla Morgan Bluvertigo: GLI ARTISTI, ecco chi è il crumiro qua dentro. Gli imbucati vogliono solo imbucarsi, succhiare il cazzo di Satana, essere riconosciuti per strada e scopare, tutte cose che voglio fare anche io tutto sommato. Gli ARTISTI vogliono essere riconosciuti come tali e/o vanno ancora in giro per i network a raccontare la stronzata di sovvertire il sistema entrandoci dentro, come Hitler (coprofago, ricordiamolo); e quando va bene riescono a venire amati dal pubblico tipo Morandi che fa il nonnino giramondo su Facebook.

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AS La cosa più triste (e se vogliamo più illuminante / o comunque la gag) di Morgan è che oramai nessuno si ricorda più di Morgan cantante perché per tutti lui è quello di X Factor. Il giudice che sa tutto e pontifica su tutto ma non fa un disco di inediti dal 2004 e va avanti a colpi di cover, rielaborazioni e raccolte. Io con Morgan ho un rapporto strano: mai cagato i Bluvertigo all’epoca perché mi stava sul cazzo lui, li ho rivalutati molto dopo (tre/quattro anni fa) non so nemmeno per quale motivo. Sono invecchiati bene a parte Acidi e Basi e li ascolto sempre volentieri, anche se a questo punto non so quale senso abbia ascoltare i Bluvertigo nel 2014 quando si sono sputtanati con dei live in cui Morgan non ce la fa più (e sentirlo giudicare cantanti ultimamente mi fa lo stesso effetto che mi faceva Noemi che si giudicava Danny Losito e pretendeva di dargli consigli) (Danny Losito per la cronaca era il cantante dei Double Dee, ossia venti e passa anni di carriera ed un inno immortale come Found Love, storia della house music)(roba che Noemi andava all’asilo e Losito era primo in classifica nel Regno Unito). Tanto vale buttarsi su Battiato-Pinaxa senza capirli oppure virare come rapaci sull’ultimo Vasco, che in futuro molto probabilmente recensiró come un falco a metadone.

FF Non lo so, Acc. Davvero. Per me la rivalutazione di quelle cazzate adolescenziali straconvinte di essere cazzate post-adolescenziali, quelle di Bluvertigo e simili, ma pure la valutazione in tempo reale, ha a che fare con un senso storico che s’è perso o non c’è mai stato, superato peraltro dallo stesso Morgan che appena guadagnata la fama di Grande Autore presso un pubblico generalista è scappato a gambe levate e ha fatto un disco di cover del FABER. Il pubblico di appassionati, non so se solo italiani, sta sbracciandosi da anni nel disperato tentativo di far vedere che non si prende troppo sul serio nel momento in cui ascolta LA MUSICA, provando disperatamente a ibridarsi con la dance e il rap tranquillo, e dieci anni dopo stanno tutti lì ad apprezzare tanto la buona fattura di certo wave-pop di destra tipo Caribou/Disclosure, tanto quel fascismo sorridente pasoliniano delle Suor Cristina, tanto gli occasionali rigurgiti riot-wave di cantautorato muffoso ancora lontano discendente dei Tenco del caso. La Targa Tenco 2014, per dire, l’ha vinta il side-project di area infotainment dell’ex-MikyMix. Nella mia testa è tutto collegato e discende tutto dalla volontà di togliere il guilt ai guilty pleasures dei tardoni della cultura musicale (dopo i 24 anni dovrebbe essere proibito alle persone di voler dare un’idea di sè basata sui loro ascolti e sul loro modo di vestire), invece di fare qualcosa di sano e onesto per la nostra società e togliere il pleasure. In questo scenario di scavi oltre l’infimo basso è difficilissimo trovare roba che abbia un briciolo di cuore, è tutto finto noioso e decadente e allineato, lo sono per contrasto anche i gruppi di arcòr apocalittico, se spulci le liste degli utenti soulseek con la banda veloce trovi sempre i Keelhaul subito prima di Ke$ha.

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AS Andrea Pezzi. Andrea Pezzi che tra l’altro è di Ravenna e, risalendo ai tempi in cui lavorava ad Mtv (diciamo 97-98-99), è il vero colpevole riguardo all’affaire-Morgan. Andrea Pezzi che nei suoi anni d’oro spacciava Morgan come una specie di profeta generazionale, icona di una generazione che tra l’altro nemmeno esisteva davvero. Andrea Pezzi volto intellettuale di Mtv, se la menava un casino. Andrea Pezzi partito da Mtv, arrivato al Grande Pubblico e finito a lavorare con Dell’Utri ad una videoenciclopedia che si proponeva di riscrivere la storia. Andrea Pezzi che per questa cosa è finito in bancarotta ma ora è risorto e ci riprova. Andrea Pezzi che sta con Cristiana Capotondi ma non la scopa perché il sesso complica. La Capotondi candidata con Rutelli ai tempi in cui si è ripresentato candidato sindaco a Roma ed ha vinto Gianni Alemanno. I Sottotono presi a sassate all’Mtv Day ’99 perchè troppo in anticipo con i tempi (io c’ero ma non ho tirato sassi). Piotta che lo stesso giorno spaccò e ci rido ancora. Max Gazzé e poi il diluvio (non nel senso del rapper Diluvio che ha partecipato ad X Factor, ma nel senso di pioggia torrenziale). Un mio amico che quel giorno si era perso e l’abbiamo trovato mezz’ora dopo che si aggirava bestemmiando sotto il diluvio senza nemmeno una cerata a protegerlo, pareva impazzito ma forse era anch’egli troppo in anticipo sui tempi. Forse aveva già capito la deriva che avrebbero preso Pezzi, Morgan e tutto il resto della musica, passata da Cosa Duratura a mero oggetto che dura lo spazio di un singolo scritto da altri e poi sparito.

FF è difficile per me accettare questa cosa, soprattutto nelle sue inflessioni ravennati. Deserto Rosso, come Antonioni e Adriano Zanni che ha pubblicato un libro fotografico con lo stesso titolo. Comunque è vero, alla fine quello è uno snodo chiave, anche prima che MTV arrivasse in Italia e si decidesse once and for all che la cultura giovanilistica di quel periodo sarebbe stata la cultura giovanilistica e basta. Già di per sé fa schifo il concetto, figurarsi i casi concreti; uno dei casi concreti, tanto per dire, è che la Targa Tenco di quest’anno l’ha vinta un ex-vj (o almeno uno che conduceva Segnali di Fumo su Videomusic assieme alla Maugeri). Groundbreaking.

AS Aggiungerei solo che Mtv ormai fa tutto fuorché musica, che su Sky c’è Mtv e c’è Mtv Music – due cose ben distinte, dove manca la musica ma ci sono gli Mtv European Music Awards con l’Italia rappresentata da Alessandra Amoroso a non vincere nemmeno lì. Sarebbe bellissimo se l’anno prossimo agli Mtv EMA che si terranno a Milano per l’Italia ci fosse pure Suor Cristina Scuccia, magari senza la tonaca ma con la maglia della nazionale in onore dell’Expo di Milano. Rivoglio Videomusic con la Maugeri con i capelli blu e Caparezza-non-ancora-Caparezza a far la parte dello sfigato pigliato per i fondelli dalla Maugeri, pretendo troppo ed allora mi accontento di parlare del nuovo disco di Suor Cristina senza nemmeno averlo ascoltato.

MANCARONE (dal mondo della moda) – Struggente appello per JOHN GALLIANO libero!

"Mm, io farei la maglia celeste e i calzoncini bianchi" - John Galliano all'epoca della sua consulenza per la Lazio (courtesy of Fotomontaggi Fatti Male - fotomontaggifattimale.wordpress.com)

D’accordo, questa volta parliamo di musica. No, non è vero: guarda tu se l’insopportabile esponente di una genia malvagia e arrogante, vestito in un modo che renderebbe intollerante Cristo e ragionevole uno studente universitario (non so se l’abito faccia il monaco, ma di certo fa il pirla, e anche voialtri gaypride e ballerini alla fine della fiera – “fiera” nel senso di “animale feroce” – preferireste essere tratti in salvo dal Generale Stanley McChrystal in alta uniforme che da Morgan. Almeno questo è ciò che penso e spero, nella mia mente reazionaria e consapevole di essere nel giusto), guarda tu – dicevo – se questo pagliaccione, diciamo le cose come stanno, debba muoverci a compassione.

Cosa è successo? E’ successo che il gran pirla, vestito come il pirata Mazzucco, ha pensato bene di dare della “maledetta ebrea” a una tizia dell’establishment in un elegante caffè dell’establishment parigino, e non pago ha aggiunto (dopo essersi accertato di essere ripreso. Perché, se non fosse stato ripreso la cosa sarebbe stata meno grave? Bè, Cristo (tollerante), no, cari tifosi delle intercettazioni, ma porco cazzo. Sì, la frase finisce così, ed è proprio quanto volevo esprimere) di amare Hitler e di detestare anche quel cinese bastardo che si accompagnava alla tizia in questione. Che poi me la immagino la scena. Lei elegante e raffinata, forte e fiera. Il suo compagno elegante e raffinato, colto e fragile. Galliano fuori di sé, ubriaco e drogato. La urta, le rovescia addosso il mojito. Lei dice ma insomma. Lui non se la incula. Lei dice almeno si scusi. Lui dice ma vaffanculo. Lei dice lei è un cafone. Lui dice ma muori ebrea di merda. Lei fa IIIIHHH tirando il fiato. Il suo compagno le dice vieni andiamo. Lei è forte e fiera e femmina, fuori controllo, urla al compagno ma non hai sentito che ha detto. Il compagno dice dai calmati è solo ubriaco. Galliano intanto sale su un tavolo, rovescia altro mojito, canta Hitler has only got one ball. Lei urla scenda, Galliano ride. Lei urla al compagno fai qualcosa, E che devo fa’?, lei urla ancora di più, si impone sul compagno. E’ una donna cazzo. “E una donna EBREA”, interviene Galliano, ridendo. Il compagno allora cerca di fare l’uomo – come faremmo noi quando sosteniamo le insostenibili e irragionevoli cause delle nostre donne contro altri poveracci come noi dagli occhi buoni, stanchi, che ci mandano affanculo solo per mostrarsi protettivi al cospetto da quella tigre dagli occhi di fuoco che hanno a fianco e che ci odia, ODIA – solo le donne sono davvero capaci di odiare -, mentre loro preferirebbero dirci, ahò e daje, e noi ahò, ma sì, e poi faremmo pace e giocheremmo a calcio, ecco la palla, facciamo ebrei contro nazisti, ahhaah me fai tajà, porco due. Il compagno cerca di fare l’uomo e dice tipo SCUSI a Galliano, ma non si disturba mai un attore sul palcoscenico, o lui sarà obbligato a seguire il copione e, inevitabilmente, a dirti: ma vaffanculo, CINESE. La fine.

Scusate la paratassi delle righe precedenti, ma la trovavo adatta (e poi tutti sanno la mia derivazione McCarthiana) (Ma vaffanculo EBREO). Bè, insomma. Galliano è cacciato con ignominia da Dior, dall’atelier, dalle piccole mani e dalle grandi aziende della moda che, com’è normale, non possono accollarsi la responsabilità di un pirla la cui pirlata gli costerà miliardi. Galliano non ha più un cazzo da fare, è distrutto, piangono le Veneri e i Cupidi che vivono nel suo appartamento. Non è un modo di dire veterolatinista, è proprio così: paperelle gonfiabili alate, gnomi, amorini e fanciulle rinascimentali adesso si riuniscono in triste silenzio attorno al baldacchino crisoelefantino di John, a cui è rimasta amica solo Kate “Respect” Moss, pare, e che, senza un lavoro, si è ridotto a tagliare tutte le spese extra (pane, condominio, un completo di Valentino per carnevale) e con quanto ha sul conto non riesce a permettersi altro che il milione di euro mensile in cocaina, i settecentotrentamila euro settimanali di tigre bianca acrobatica in giardino, i quotidiani 60.000,00 euro in perle, di cui si nutre sciogliendole in poco aceto ogni mattina e quel poco di irrinunciabile benzina (per i rifornimenti al mangiafuoco che abita le cucine di casa sua, ovviamente. John non ha una macchina ma quarantasette unicorni nutriti a rose nere e gigli, che da mesi ormai devono accontentarsi di banali peonie).

Il mio non è, brutti malpensanti, l’invidioso e crudele sdegno del poveraccio con le pezze al culo che si gode la rovina di uno che ha miliardi di soldi e strafantastiliardi di talento più di lui. Il mio è solo il sentimento di tenerezza che mi ha suscitato l’immagine di Galliano, pentito e forse ancor più spaventato, che si è presentato l’altro giorno in tribunale vestito serio per una volta, cioè con un elegante, assurdo cravattone a pois allentato sul colletto perché John avrebbe stile anche durante l’Armageddon; ed è il sentimento di tenerezza che accomuna il sentire di John, uomo di successo e perciò ragazzino di tredici anni per sempre (affanculo, la crescita la lasciamo a voialtri stronzi privi di capacità che per questo vi riducete a fare gli account manager, John, Elton e io non vogliamo manco sapé che significa), perciò capace di atroci stronzate, e incapace suo malgrado di avere il perdono e la compassione di una (ricca) Erinni offesa.

Liberate il soldato Galliano! E, per favore, giudici, se anche voi siete maschi e prima di vincere il concorso avreste voluto fare gli astronauti, abbiate per stavolta, solo per stavolta, un po’ di compassione per il diavolo.

P.S.: A proposito di “gente famosa che ama Hitler”. Lars von Trier, che ha dichiarato più o meno lo stesso ma per fare il fico, e per fare il fico ci ammannisce la sua depressione in tremendi orrendi scabrosi osceni film, per girare uno dei quali ha avuto coraggio di uccidere un asinello indifeso (è successo per Dogville), può andare a farsi fottere e morire, ma morire sul serio, acciocché il realismo filmico non abbia di che patirne.