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DISCONE: ANAAL NATHRAKH (con due A) “In The Constellation Of The Black Widow”

Alla fine, morto e sepolto il metal come lo conoscevamo, l’unico lascito del circuito che continua a mostrare di aver capito la regola numero uno del genere (pestare sodo) sono questi due inglesi. Casino assortito tra bordate grind e passaggi death/grind (con putridume a tratti quasi black), batteria elettronica sparata a 200, urla belluine ma – e qui sta il bello – infarcito di sfumature(una per tutte: cori pulitiAnaal Nathrakh) qui e lì e mantenendo viva l’unica regola che abbia senso: bastonare selvaggiamente. Qui poi il delicato equilibrio tra potenza e tiro raggiunge (come sempre, nel loro caso) un punto prossimo alla perfezione. E’ sempre il loro stesso disco (giusto un tantino più marcio), ma loro sono tra quei tre-quattro gruppi al mondo che possono anche permettersi di fotocopiare i loro CD e nonostante questo fare dischi della Madonna. Ci sarebbe da chiarire bene il concetto di sfumature detto prima, ma limitiamoci a dire che riescono, nei limiti del possibile, a rendere un casino così persino vario. Insomma, difficilmente si può trovare miglior modo di inaugurare la categoria DISCONE (maiuscolo) in un sito che si chiama BASTONATE.