Ciao, Nevermind. Hai vent’anni. Non li dimostri.

In occasione del ventennale di Nevermind (che cade il 24 settembre) è uscito uno specialone di Spin che fa più o meno il punto della situazione. Non l’ho letto ma ho ascoltato –disgraziatamente- la compilation in download gratuito con cui la rivista ha accompagnato il numero in uscita: si tratta probabilmente del disco più sbagliato dell’anno in corso, il quale già di suo potrebbe passare alla storia come l’anno dei dischi sbagliati.
La cosa, con Nevermind, è che è davvero un disco di cui la gente parla avendolo ascoltato. Di solito la gente parla a vanvera, mentre in questo caso ci sono persone che senza sforzo l’hanno comprato un paio di mesi dopo l’uscita e continuano a sentirselo settimanalmente da allora. Non fa proprio parte delle verità assolute della nostra generazione, ma quasi. Se hai davanti una persona che ha comprato dischi in vita sua E ha più o meno trent’anni, non può dire sinceramente una cosa tipo “non ho mai ascoltato Nevermind da cima a fondo”, il che per qualsiasi altro disco probabilmente non vale –anche per i Beatles. Che so, io posso tranquillamente dire di non avere MAI ascoltato Revolver dalla prima all’ultima canzone, e anzi ringrazio il pubblico di avermi fornito la sponda per poterlo dire ora: non ho mai ascoltato Revolver dalla prima all’ultima canzone. Invece, non so bene quale sia il motivo (o forse sì), NON puoi fare a gara a chi si è sentito più volte Nevermind, perché a volte ti trovi contro dei pazzi furiosi che hanno in carnet sedici milioni di ascolti e ancora stanno lì a periziare i singoli passaggi come se fosse l’unica cosa che abbia senso risentire. Quello che abbiamo fatto (un po’ per celebrazione e un po’ per scrivere “Nirvana” sul nostro blog e un po’ per ricordarvi che c’è un disco-compilation messo in download gratuito da Spin che si chiama Newermind e come si può desumere dal titolo È IL FIGLIO DELLA MERDA) è stato raccogliere pezzi dagli amici nostri e metterli qui sotto. Ad ognuno è stato chiesto “scrivimi tre righe in cui mi dici la prima e l’ultima volta che hai ascoltato Nevermind”. Il concetto di “prima volta”, di “ultima volta”, di “ascoltare un disco” e soprattutto di “tre righe” variano a seconda della sensibilità dei singoli. È venuta fuori una cosa molto lunga, per la quale i prossimi giorni ci prenderemo due minuti e raccoglieremo in una sorta di ebook collettivo. Nel ringraziare chi ha partecipato, Qualora vogliate partecipare all’ebook, mandateci un contributo all’usuale disappunto(at)gmail.com.
Non credo di essere il più adatto a tirare le somme, ma credo che alla fine di tutto ci sia una morale. Un grazie speciale a tutti quelli che stanno qui sotto.  Continue reading