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Il nuovo disco dei Soil (evento cruciale del 2013 da noi perso in tempo reale)

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Ai tempi sembrò una specie di sabotaggio a freddo del genere e il processo di rimozione collettiva è stato immediato e brutale, ma c’è stato un periodo in cui il nu-metal ha smesso per un attimo di essere la festa del jump the fuck up ed è andato a finire in mano a un branco di tristoni. Ve lo ricordate? Un attimo prima era una questione legata ai soli Deftones, i quali comunque sono un gruppo figo dal primo disco a oggi e questa cosa dei Korn mica la puoi dire; dopo è diventata appannaggio di una nuova schiera di gruppi, probabilmente preesistenti e costretti a calci a ribassare le chitarre.

(Tra l’altro girava una storia, confermata da Wiki, secondo la quale nella seconda metà degli anni novanta un tizio si comprò l’etichetta degli Wrens e offrì al gruppo un contratto megamilionario a patto di rivedere il suono e pompare le canzoni. Il gruppo mandò l’etichetta in culo, l’etichetta mandò i dischi del gruppo fuori catalogo e si concentrò sul rendere i Creed delle rockstar)

(Un paio di volte tra l’altro scrissi articoli nei primi anni duemila sul fatto che nei Korn e quindi nel primo nu-metal l’influenza degli Alice In Chains era drammaticamente sottovalutata, e poi insomma iniziarono ad uscire queste copie carbone bruttissime e mi vergognai come un cagnaccio. E poi uscirono i dischi degli Alice in Chains e insomma, questa cosa di dichiarare di avere scritto qualcosa dieci anni fa mi rende l’Andrea Scanzi dei blogger musicali, ammesso e non concesso che l’Andrea Scanzi dei blogger musicali non sia lo stesso Andrea Scanzi, il che farebbe sì che io non rischi di venire pestato da gruppi come i grandi Negrita. Il pestaggio Negrita/Scanzi, tra l’altro, è davvero il più patetico della storia dei pestaggi rock in Italia a parte forse l’aggressione al grande Max Collini da parte del grande Dario Parisini nel backstage dei grandi Massimo Volume.)

(da un punto di vista etico mi sento costretto ad avvertire che nel 2014 userò spesso e a caso l’appellativo “il grande” parlando di musicisti, artisti, giornalisti, blogger e fornai)

Dicevo, il primo segnale appunto furono i grandi Creed, una copia dei Pearl Jam con le chitarre basse, e i secondo se non sbaglio furono i Godsmack dei quali ancor oggi (sbagliando) penso che quei dischi non fossero poi male, e poi arrivarono tutti gli altri. Sicuramente avete sentito parlare di gruppi tipo i grandi Nickelback, i grandi Staind, i grandi Days of the New, e probabilmente di qualcuno possedete i dischi. Ecco, io non so esattamente perché ma lego anche i grandi Soil a questo periodo, anche se i Soil erano un gruppo più metal con gli urloni e la depressione, ma non era proprio la classica depressione Alice in Chains mimata da qualcuno che non ha mai considerato di farsi di eroina, era una depressione un po’ più metal-anselmiana, se capite cosa intendo.

(la cosa peggiore di quel periodo fu che a un certo punto, completamente a buffo, le riviste metal smisero anche in Italia di portare avanti con l’orgoglio quell’attitudine fascista da rivista metal secondo la quale la musica di Iron Maiden e Metallica (fino a Master) era pura e qualsiasi evoluzione delle stesse fosse per definizione impura. La maggior parte di queste persone iniziarono a paventare svolte ed evoluzioni e apocalissi -questo ammesso e non concesso che il plurale di apocalisse sia apocalissi e già di per sè sto usando apocalisse/i nell’improprio significato di fine del mondo- senza avere gli strumenti culturali e alcuna idea di cosa stessero cianciando, con il risultato che l’anno prima gruppi tipo Crisis venivano snobbati come brodaglia insignificante e l’anno dopo qualunque disco depresso con una chitarra ribassata aveva composto il disco più eccitante e pericoloso dell’anno)

Il primo disco dei Soil che ho sentito si chiama Scars ed è uscito nel 2002; bruttino. Il secondo disco dei Soil che ho sentito si chiama Whole ed è uscito qualche mese fa. Non ho davvero qualcosa da dire sul disco (è brutto ma c’è di peggio), ci sono inciampato l’altro giorno, ma mi fa piacere che in qualche modo esistano in una qualche forma il panda, le api, la democrazia, il dugongo, i negozi di dischi, le filarmoniche, il torrone morbido, i grandi Soil, i dischi bruttini ma votati album dell’anno in epoca non sospetta da altrettanto non-sospette riviste di settore che l’anno prima probabilmente avrebbero votato Whitesnake, la pittura, l’università. C’è pure di peggio, voglio dire, tipo i grandi Staind. Ecco, gli Staind ho anche paura di cercarli su google per dire.

DISCONE – The Spindle Sect – Is Your Planet Safe?

Gli anni ’90 sono finiti da un sacco di tempo, ma agli Spindle Sect non è fregato un cazzo e hanno continuato a rockeggiare sempre, SEMPRE, fino ad arrivare oggi a pubblicare quello che si può a ragion veduta considerare il loro esordio, Is Your Planet Safe? [Casket Music]. Se fate parte di quei tizi dotati di ragione attorno al ‘97 ma che tuttavia oggi vivono come una liberazione la fine di quelle belle distorsioni PIENE con sopra un MC piuttosto che un vocalist, e sciacquano i panni nell’Arno di merda dei Baustelle o di altre sensazionali band futuristiche tipo i Franz Ferdinand, bè, sappiate che quello che davvero manca a questo decennio infame è un LA SEXORCISTO e che no, questo periodo non troverà mai la redenzione in un punto di fine paragrafo.

Ecco il punto ed ecco, sono un bugiardo ora, così come è bugiardo il rock’n’roll e soprattutto l’indie rock’n’roll d’oggigiorno che flirta con l’alta moda – altro che Sex Pistols -, ma se qualcuno di sincero qui c’è, non possono che essere gli spudorati londinesi Spindle Sect (nome dal significato ignoto: ho chiesto ai componenti del gruppo, non lo sanno, se lo rimpallano l’un l’altro) e le loro chitarre elettriche che, tra Jane’s Addiction, Beastie Boys, Faith No More e Vanilla Ice, sono più che altro chitarroni, e poi i capelli lunghi, la faccia magra e truce, il batterista che picchia duro ed è anche tecnico perché RECUPERIAMOLA questa capacità di suonare.

(RUTTO – pausa – RIPRESA).

Al cinema ci sono gli Expendables e di colonna sonora cosa vogliamo metterci, i Gang Gang Dance? Scherziamo o siamo seri? Se i Belle and Sebastian scrivono d’amore con le modelle morte (di noia) in copertina, gli Spindle Sect e quelli come loro, dalle copertine nere ingrugnite e i ganci nel ritornello e nel furgone (alcuni sono macellai nel tempo libero), suonano ol’-metal, Stallone-rock’n’roll in piccoli locali, sperando che i piccoli locali diventino locali grandi o addirittura FESTIVAL ROCK di quelli con fiumi di tedeschi e di birra e le corna fatte con le dita, e sul palco per sempre i Korn (ma ventottenni), Rob Zombie (come leader di una band) e un side project degli Slipknot.

Ricordate quando il nu metal si chiamava rap metal?

A Brixton! Rimangono bicchieri di plastica rotti a terra, l’aria calda irrespirabile, i roadie con le Reebok che smontano il palco. Pura nostàlgia, con l’accento sulla a.

Se solo Fred Durst fosse vivo oggi.

Ten fucking stars.

www.thespindlesect.com