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L’agendina dei concerti Bologna e dintorni – 31 gennaio-6 febbraio 2011

una rarissima immagine di Mark Kozelek durante una giornata buona

 

Bologna e nevica. Tra sabato e domenica 22 ore non-stop di nevicata poi a seguire pioggia a secchiate che pareva di stare in India durante la stagione dei monsoni, ma ora è tutto finito e per stasera garantite strade percorribili e circolazione agevole almeno fino al Clandestino, dove suona il dissociato francese Bud McMuffin; uno spettacolo vero, gratis, dalle 22.30. Martedì 1 febbraio arrivano Thin Lizzy e Supersuckers all’Estragon (dalle 21); per ovvie ragioni manca lo storico frontman Phil Lynott (ha lasciato questa valle di lacrime venticinque anni fa), ma la notizia quantomeno bizzarra è che in questa occasione il suo ruolo verrà ricoperto da Ricky Warwick, l’isterico leader degli Almighty (ve li ricordate o avete avuto un’adolescenza felice?) nonché tra le ugole migliori dell’Irlanda del Nord, e alla seconda chitarra c’è Vivian Campbell dei Def Leppard. Un karaoke coi controcazzi per una delle più grandi band mai esistite sulla faccia della Terra. Unico inconveniente il prezzo: trentacinque euro non opere di bene. Per una serata più low-budget ma sempre pilotata da reducismo peso con vecchie carcasse barcollanti ai controlli, ecco i Members al Nuovo Lazzaretto; di spalla Rotten Boi!s e altri simpatici compagni di merende. Dalle 22, gradite creste da moicano, giubbotti di pelle lerci, pantaloni strappati e ascelle non lavate da almeno una settimana.
Mercoledì continua la rassegna MeryXM all’XM24 (gratis, da orario aperitivo ad oltranza) con la presentazione di un libro che farà molto piacere a Steve Jobs e in coda un concerto che si preannuncia particolarmente molesto (date un’occhiata a nomi, organico e foto…). Altrimenti Meteors (che ancora rompono culi dopo 30 anni) con annesso festivalino psychobilly all’Onirica a Parma (dalle 21, venti euro più tessera obbligatoria altri cinque euro), o il Doc Trio di Simone Zanchini al ristorante Zingarò a Faenza (dalle 22, gratis già mangiati oppure menù-concerto a venti euro tutto incluso). Giovedì non c’è niente fuori, non c’è niente fuori, credimi, non c’è niente fuori, tranne i Massimo Volume a Cadelbosco di Sopra (dalle 21.30. Per i non emiliani, per arrivarci bisogna passare per una frazione di nome Sesso, nel caso non dimenticate la macchina fotografica per tante tante pose stupide davanti al cartello).
Venerdì la bella notizia per chi andava al liceo negli anni novanta è che ci sono i Pennywise all’Estragon; la notizia perfino migliore per chiunque sia vivo è che di spalla suonano i Real McKenzies (purtroppo vista la posizione in scaletta non potranno deliziarci con un set eterno, ma non si può avere tutto dalla vita). Esserci diventa a questo punto una questione cruciale (dalle 20.30, ventidue euro – la stessa cifra chiesta dai Godspeed You Black Emperor! e ugualmente ben spesa se volete sapere la mia). Sabato l’overdose: festival devastante all’XM24 (dalle 23 a oltranza, ingresso sotto ai cinque euro), Gay Beast al Covo (dalle 22, prezzo ignoto), Mombu al Voodoo Club a Comacchio, Nile e Melechesch al Temporock a Gualtieri (poco dopo Cadelbosco di Sopra, il prezzo non lo so ma qualcosa mi dice che non sarà a buon mercato), festivalino noise al Grottarossa, e last but not least Goldie al Velvet (dalle 23). Comunque vada, è fondamentale arrivare vivi a domenica per Mark Kozelek alla chiesa di sant’Ambrogio di Villanova, ovvero qualcosa di molto vicino alla manifestazione di Dio in terra, ma con la chitarra al collo.

L’agendina dei concerti Bologna e dintorni – 17-23 gennaio 2011

 

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A dar retta alle voci fattesi via via sempre più insistenti nei mesi scorsi, pare che questa edizione del Netmage sia l’ultima; sperando fino in fondo che alla fine si tratti di cazzate prive di fondamento o di deliri apocalittici messi in giro da qualche insider preso male in vena di profezie da Cassandra degli incapaci (o che, più realisticamente, il festival “rinasca” magari con un altro nome e altre motivazioni ma continuando di fatto a esistere) non riusciamo comunque a reprimere una fitta di tristezza per un altro pezzo della nostra storia che (forse)  scompare, oltre che una botta micidiale di nostalgia di tempi irripetibili e mai abbastanza rimpianti (basti dire che l’intero progetto-Netmage nacque e si sviluppò tra le pareti del Link, il miglior locale della storia dell’umanità), che mai come ora sembrano lontani anni luce. Personalmente le edizioni del Netmage me le sono sucate tutte – tranne quella spettacolare del 2009 con Keiji Haino, Emeralds e Growing tra gli altri (ero bloccato a letto con 40.5 di febbre tipo Tim Robbins in Allucinazione Perversa, mi sono sentito tagliato fuori dal più grande party del secolo) – e anche se negli ultimi tempi più che un festival dedicato agli incroci fra arti elettroniche, visive, musicali e performative era diventato piuttosto un pascolo per fighetti impresentabili e etichette orribili che pubblicano solo su vinile e musicassetta in tiratura limitata e numerata, in cartellone non mancavano mai nomi più che meritevoli che giustificassero in pieno il prezzo del biglietto e poi insomma, andare a farsi sfondare i timpani nei lussuosissimi saloni di Palazzo Re Enzo è qualcosa che ha sempre il suo fascino…
La settimana concertistica per il resto comincia domani al Nuovo Lazzaretto con una scarica di NYHC bullistico e spaccaossa alla vecchia ad opera dei mitici Supertouch (di spalla i bandana-thrashers Ed e Postalmarket Babies); inizio tassativo alle 22, prezzi politici e incazzatura dei vicini garantita. Ancora Lazzaretto mercoledì per le teste metal più esigenti: arrivano gli E-Force, ovvero la band di Eric Forrest dopo essere stato cacciato a calcioni dai Voivod per motivi che tuttora ignoro, di spalla Howling Machines e Catacumbas, stesso orario stessi prezzi. Se del metal non potrebbe fregarvene di meno l’alternativa è tra un bel concerto jazz al Bartleby (gratis dalle 19.30) o il delirio free-math-punk all’XM24 con la seconda installazione del ciclo MeryXM: cena, dibattito, concerti, stare bene. Gratis, dalle 20.30.
Giovedì inizia il Netmage; per gli appassionati del karaoke cadaverico ci sono i T.S.O.L. all’Onirica a Parma (purtroppo hanno rinnegato la loro fase hair metal). Venerdì l’overdose: al Modo Infoshop dalle 18.30 reading di Giovanni Succi, quindi al Locomotiv dalle 22 Bachi da Pietra + Uochi Toki (set Legno) (otto euro + tessera AICS obbligatoria). Oppure, al Covo c’è Damo Suzuki che improvvisa cose a caso con musicisti random (dalle 22, ingresso ? euro); il concerto può essere una sòla megagalattica come un trip senza ritorno (parlo per esperienza personale), dipende in gran parte dalla statura dei musicisti coinvolti visto che il gnomesco Damo si limita a strillare mantra incomprensibili di tanto in tanto. A ‘sto giro ci sono Gabrielli e Iriondo quindi perlomeno al di sotto di un certo standard di decenza non si dovrebbe scendere. Oppure, un’overdose di progressive (nel senso più nobile e stimolante del termine) al Cinema Perla, di cui potete consultare programma orari e prezzi nel flyer qui sotto. Oppure, seconda giornata del Netmage. Comunque vada, dopo tutti al Kindergarten per Robert Hood.
Sabato serata conclusiva del Netmage; tra gli altri c’è Thomas Köner, che ho scoperto proprio grazie a questo festival (se la memoria non mi inganna suonò nella prima edizione: era il 2000…). Domenica ci si macera nella nostalgia, nel ricordo e nel rimpianto.

L’agendina dei concerti Bologna e dintorni – 6-12 dicembre

la mia mente dopo gli Swans

 
Ancora tramortiti dal punitivo concerto degli Swans (oltre due ore di dolore e sopraffazione in quel forno crematorio legalizzato che è il Locomotiv) iniziamo la settimana in pesante debito di ossigeno, di sali minerali e di voglia di vivere; la seguente sarà dunque un’agendina ad alto coefficiente di disfattismo.
Se riusciremo a schiodare il culo dalla poltrona su cui restiamo per ore spalmati a fissare le pareti, questa sera dalle 21 al Nuovo Lazzaretto si prepara una bella infornata di punk’n’roll degli incapaci in compagnia della provocante Texas Terri, dei madrileni Tokyo Sex Destruction più altra robaccia sconosciuta di cui mi fa fatica cercare i link. Cinque-sei euro e tanta simpatia da parte del vicinato. Martedì 7 se gli Swans non vi sono bastati e volete farvi un’altra pera di allegria ecco gli Elf Power in funeraria commemorazione pre-anniversario della morte di Vic Chesnutt, al Covo dalle 22 (il prezzo come al solito non è dato saperlo se non previa telefonate astiose alla direzione il giorno stesso del concerto); altrimenti, visto che poi il giorno dopo è festa e quindi bisogna divertirsi, al Ruvido c’è Rexanthony (per un amarcord peso di quando eravamo giovani, belli e felici e l’ecstasy che spacciavano fuori dal Cocoricò era di buona qualità), mentre per gli irriducibili del cucchiaino l’appuntamento da non mancare è con Paul Kalkbrenner al Link, ma solo per i più previdenti: le prevendite sono infatti già esaurite da quel po’, e senza non si entra. Ah, per i necrofili ci sono i Sonics a Cesena.
Mercoledì 8 per i rockettari che non si rassegnano a restare in casa a cercare di smaltire il down al Nuovo Lazzaretto arriva l’indomito Kevin K con la sua bella paccata di reducismo decadentista; ad accompagnarlo gli inossidabili Titbits. Altimenti, Assalti canta e non manda in letargo le menti al Bartleby (per ora non ne so niente, ve la vendo come l’ho comprata). Giovedì riposo, non c’è un cazzo di niente di decente in giro anche ad andare a scandagliare l’intera regione.
In compenso venerdì 10 è il delirio: all’Estragon dalle 21.30 Massimo Volume + Bachi da Pietra GRATIS, al Voodoo Club di Comacchio il sovrano assoluto del death-rap Necro (più alcune prescindibilissime e fiacchissime crew italiane che per senso della decenza evito di nominare, dalle 21.30, non so il prezzo), al Circolo Onirica a Parma i Saint Vitus freschi di trapasso del povero Armando Acosta + altri quattro gruppi ultradoom (nello specifico, Swallow the Sun, Mar de Grises, Solstafir e Graviators, per sapere quanto cazzo spaccano chiedete a Reje, sempre se riuscite a risvegliarlo dal suo sonno millenario), e al Teatro Rasi a Ravenna gli elitari e sulfurei Æthenor (dalle 21, abbastanza euri). Troppa roba, considerando poi che sabato è ad esclusivo appannaggio di highlanders della keta (Onur Ozer al Kindergarten, quindici euro) e saltimbanchi da avanspettacolo (Bloody Beetroots al Link, ventisette euro); in compenso domenica all’Estragon gli High On Fire suonano di spalla ai Fear Factory. L’unico problema è il prezzo del biglietto: trentadue euro.