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Prurito alle ghiandole inguinali

 

il nostro caporedattore si fuma una tromba con un giovin e disponibile virgulto

 

Faccia giù a rovistare in merda e subprodotti culturali, non manca né l’aria né il colore. Più di sessant’anni di classe diligente nell’essere falsamente sobria e realmente idiota ci hanno fatto il culo a tag e strisce; il mondo, intanto, andava avanti. Quindi bestemmi, per scoprire poi di avere ascoltato in un mese più la colonna sonora di Samurai Champloo che le mille musiche del dopo-qualcosa, farsi una porra su One Piece, o Naruto, o altra troiata del genere, uscendone fuori di testa e piangendo l’italica sorte. Sta gente è omericamente in grado di catalogare quello che produce nel senso del percorso esperienziale stesso del tipo protagonista, da imberbe impotente imbecille a modello di perfezione transumana da imitare: ognuna di queste narrazioni un’epica del 8===D da esportare, progettando universi, architettando psicologie e setting storico-psichici. Dunque perché fottere nel culo gente tipo Warren Ellis o Moon Wiring Club o Kentaro Miura in Berserk (che grazie a dio dopo le ultime troiate fantasy power metal è tornato a sburare orrori chtulhuiani) o Warhammer 4000 (ché ha i Noise Marines e il Kaos e i cloni genetici di colui che è l’incarnazione di tutti i mistici – e per! Bacco! è tutto vero – e ancora non ho capito il tipo d’aritmia psichica nel collezionare e dipingere miniature) o il Neonomicon di Alan Moore (lui, la divina sublimazione spirituale di ogni vero fattone di ogni tempo) con chili di sesso e Lovecraft o Boris Vian che pubblica post-mortem con Stampa Alternativa o Mattin che insieme ad altri si spara dalla terra Basca (per dire, eh..) pose escatologiche su noise e dintorni, risultando tipo in tafferugli e barricate mentali da esportare. E potremmo finirla qui, ma anche no, perché in Berserk esiste un capitolo nascosto, dove Dio risulta essere semplicemente l’aggregato di tutte le energie psichiche negative esistenti nell’esistente; l’entropia, il caos, il male informe e tutte quelle così lì, che è (Lui) letteralmente il motore oscuro immobile della faccenda, ecco. Poi ci sono i dischi nuovi o semi-nuovi o malcagati tipo Residents, Legendary Pink Dots, Ramleh, Grey Wolves, Foetus (e Manorexia da camera), The Ex, Brian Eno, The Body, Monte Cazazza (cfr qui), The Secret, Uochi Toki, LeLucidellaCentraleE (cfr qui), Meat Beat Manifesto, Circle, Pain Jerk e John Wiese, GZA (con Liquid Swords 2: The Return of the Shadowboxer che non so se farà cagare ma solo a sentire liquidswords), Zola Jesus, Arp, AA.VV. Future Bass, K-X-P, eccetera, etc. Ed essendo questione di intel-design tutto interno al costruire livelli e universi e  textures e colonne sonore che siano, ecco, belle colonne sonore, allora mi val la pena di pipponi su Miike Takashi che fa Sukiyaki Western Django [guardare qui per un cappello introduttivo che riassume lo Stivale tricolore  ndcazzaro] e mi ricorda perché cazzo l’ho amato in the first place, su Spore che non ho ancora giocato e Peter Molyneaux e fLOW o Bioshock o Inception che è il più bel videogioco che abbia giocato ultimamente. Rimane sul limite della scarsa coscienza che si è bloccata la lavastoviglie e ha quasi finito di girare The Mouse and the Mask, dunque cadere a pesce sugli Eterni di Kirby, un Chiarelettere a caso, C. Govoni, un Urania, D. F. Wallace, G. Genchi, i Tarocchi di Crowley o A. O. Spare è in ogni caso una scusa per poltrire. Quindi o continuiamo a ridere vedendo The Big Bang Theory (in originale, va da sé), congratulandoci con noi stessi per come abbiamo sdoganato bene il non sapere stare al mondo – al prossimo che si vanta di essere un nerd offro una cagata in bocca gratuita -, oppure pensiamo che in Francia brucia il culo a un sacco di persone, e lo danno a vedere, e a noi brucia giusto la monnezza a Terzigno. Non avendo io mai cominciato a radermi petto o sopracciglia, pur avendone bisogno, né tantomeno a profumare come una regina moldava del marciapiede, mi permetto di dire comunque che la soluzione quasi sicuramente non sta in quattro puntate di Vieni via con me (ché Saviano se conferma la retorica della comparsata berlinese via Annozero è questione di narcotici, piuttosto che di racconto di) né di Santoro, ma piuttosto in un LHC a caso, perché la risposta forse sta davvero nella outer-fisica dei quanti.

 

Il nostro squat redazionale assalito da uno squadrone Ultracorps