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QUATTRO MINUTI: il nuovo disco dei Korn, del quale non sono sicuro nè del titolo nè dell’uscita.

(immagine rubata al link di cui all'immagine rubata)

Non è proprio come dire “immonda cagata”, è qualcosa di peggiore e più subdolo ed infame, è qualcosa di cui i Padri Fondatori, cioè sostanzialmente i Korn di quindici anni fa, si sarebbero vergognati fino alle lacrime. Un disco metal brutto senza nemmeno il metal brutto dentro, mascherato da evoluzione stilistica (peraltro inesistente) ed affidato alle cure di una serie di dj a caso quasi tutti senza vergogna e stile. Non che io abbia dimestichezza coi nomi coinvolti, ma è intrinseco nel fatto che abbiano voluto lavorare ai pezzi e fare uscire cose come quella di cui stiamo parlando. La cosa più brutta e sbagliata è rendersi conto del fatto che questa cosa non viene fuori né dal nulla né dagli anni duemila della band: è una cosa che ha le sue origini ALMENO nello sbagliatissimo “esperimento” di metal meets old skool sulla colonna sonora di Spawn, una cosa che si protrae nel corso degli anni e ha seminato zizzania in quasi tutto il materiale da Issues in poi, per svelarsi in tutta la sua bruttura nefasta e brutale nel disco presente. Che poi anche tutto sommato cose legate tipo Cradle of Thorns o LAPD non è che fossero esenti dal discorso. MERDA DI CANE. No, peggio. Aridatece le tute di lustrini fatte dai bambini menomati del Cile.

la gigantesca scritta LOAL: il concerto nei cerchi nel grano dei KORN

Neanche noi.

 
Tanto per alimentare l’insensatezza generale che ammanta tutto quel che riguarda l’uscita del nuovo Korn III, qualche executive pieno di cocaina fino alle orecchie qualche settimana fa se ne è uscito con l’idea geniale: perchè non tempestiamo la Rete di una serie di video “virali” in cui si vedono tanti tanti cerchi nel grano realizzati appositamente? Così, per sport: a quanto pare oggi le cazzate sui marziani sono tornate di moda. E poi tanto, peggio di Untitled non può andare, giusto? Detto, fatto: viene ingaggiato un plotone di “esperti” a deturpare una serie di incolpevoli campi di cereali. Il disco esce, ed è a quel punto che qualche altro executive farcito di amfe fin sopra la punta dei capelli deve aver partorito l’idea geniale: facciamoceli suonare dentro uno dei cerchi. Scommetto che Shyamalan non ci avrebbe mai pensato. Questo è il risultato: un’ora e venti di concerto dei Korn dentro un cerchio nel grano. Per aggiungere componenti ritualistiche a random il concerto è stato registrato durante il solstizio d’estate. A vedersi è anche divertente: con tutti quegli elicotteri in volo radente, pare un reboot di Apocalypse Now. Mancano giusto la Cavalcata delle Valchirie e Robert Duvall che dice stronzate sul surf. A un certo punto Jonathan Davis piange. Se poi nei prossimi giorni arrivano gli alieni e cominciano a distruggere tutto il mondo (a partire dalla Casa Bianca) a sparaflashate di raggi laser, perlomeno sapremo con chi prendercela. Nel frattempo, ecco il concerto:

KORN LIVE: THE ENCOUNTER Video di Korn – Video MySpace.