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Tutta la vita è una grassa bugia // Le grandi falsità che si dicono sulla musica, parte I – nn. 1-5

All the truth in the world adds up to one big lie
(Bob Dylan)

1) Il rock non è morto, c’è ancora musica interessante e valida quanto quella del passato

Di tutte le schifose bugie ripetute allo sfinimento dagli appassionati di musica, ci sembra svettare sulle altre l’affermazione che, al giorno d’oggi, esca ancora musica degna dei classici del passato, contro i quali ci siamo tutti scagliati nella nostra troppo prolungata adolescenza.

Diciamoci la verità: è tutto falso. Quali dischi sono usciti negli ultimi dieci anni che abbiano avuto la stessa dirompente importanza* (sull’importanza: vedi n. 2) dei vecchi classici? Nessuno. Voglio sperperare: facciamo negli ultimi 15. Ok, Kid A. 20? Kid A, Nevermind, In Utero. New Adventures in Hi-Fi, Mellon Collie… Esageriamo, ci mettiamo anche qualche nome minore grunge (Pearl Jam), qualche piccolezza misconosciuta (D’Angelo, Slint)? Ecco una selezione di album usciti nel solo 1967: The Doors, omonimo; Rolling Stones, Between the Buttons, Miles Davis, Miles Smiles (gennaio); The Byrds, Younger Than Yesterday; Jefferson Airplane, Surrealistic Pillow (febbraio); Aretha Franklin, I Never Loved a Man the Way I Love You; The Velvet Underground & Nico, omonimo (marzo); John Coltrane, Expression; The Electric Prunes, omonimo; Nina Simone, Sings the Blues (aprile); The Jimi Hendrix Experience, Are You Experienced (maggio); The Beatles, Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band; The Small Faces, omonimo (giugno); Pink Floyd, The Piper at the Gates of Dawn; Frank Zappa, Lumpy Gravy; Tim Buckley, Goodbye and Hello (agosto); The Beach Boys, Smiley Smile; The Kinks, Something Else; Captain Beefheart, Safe as Milk (settembre); Buffalo Springfield, Again; Nico, Chelsea Girl; Pearls Before Swine, One Nation Underground; Nina Simone, Silk & Soul (ottobre); Cream, Disraeli Gears; The Beatles, Magical Mystery Tour; Love, Forever Changes (novembre); The Jimi Hendrix Experience, Axis: Bold as Love; Rolling Stones, Their Satanic Majesties Request; The Beach Boys, Wild Honey; The Who, Sell Out; Bob Dylan, John Wesley Harding; Leonard Cohen; Songs of Leonard Cohen (dicembre).

Nello stesso anno sono usciti album inediti di Elvis, Stevie Wonder, Grateful Dead, David Bowie, Frank Sinatra, Roy Orbison, James Brown, Johnny Cash e Chuck Berry. Non ho voluto approfondire la questione jazz (oggi ci attacchiamo ai Supersilent). La lista, puramente esemplificativa, di cui sopra, prova insindacabilmente che quanto esce oggi è lo spettro di una traccia di una pallida imitazione dell’epoca in cui il rock ancora esisteva.

*2) La musica è importante. Quello che fanno i gruppi rock è importante.

D’accordo, non parliamo di importanza sul piano personale (per me sono rilevanti le cose fatte da dimenticati re assiri, ad esempio, e le feste che mi fa il mio cane quando torno a casa), ma quante volte, davvero, quello che ha suonato, scritto o detto un musicista ha in effetti avuto una qualche influenza sulla società? Quante volte, tra queste, c’era di mezzo la morte? Quanto questioni non legate alla musica? Vostra mamma sa chi è Kurt Cobain? E Marilyn Manson? La musica che dà senso alla vostra vita è pressoché irrilevante.

3) Hai abbastanza ragione, ma la musica è importante in quanto ha una qualche influenza su altra musica che ha una qualche influenza su quanto venuto dopo

Basterebbe il devastante trittico in sequenza innegabilmente diretta Dr. John -> Tom Waits -> Capossela per mostrare che il gioco delle influenze è in effetti un disfacimento. Ma, se questo non basta, aggiungete pure Mannarino alla catena. E, se non basta ancora, fottetevi! Davvero, ragazzi: vedete qualche merito nel fatto che i Velvet Underground abbiano influenzato i Sonic Youth e i Sonic Youth i Liars e i Liars alcuni gruppi della provincia italiana? E, se avessero saputo dei Mars Volta, i Can avrebbero forse continuato a suonare? Ok, i Can hanno saputo dei Mars Volta, e li hanno apprezzati: ma erano vecchi, e drogati, e in ogni caso, c’è bisogno di aggiungere qualcosa a Halleluwah? Se potessi tornare indietro nel tempo, e scegliere una persona una da uccidere, tra Hitler, Stalin ed Ivan il Terribile sceglierei senz’altro Neil Young, in sostanza primo colpevole – con le sue stonature e le chitarre rozze – dei Pavement, a loro volta condannabili per tutto l’indie rock, ossia per tutti quelli che, dei Pavement, hanno colto solo il: “wow, ma allora si può anche non saper suonare!”, e da lì il diluvio. L’influenza più devastante della storia della musica, e la seconda peggiore della storia dell’arte (Fellini e il cinema non si battono; manco Warhol ha fatto peggio). Amate dire, citando chissà chi, che in pochi hanno comprato l’esordio dei Velvet Underground, ma tutti quei pochi hanno formato un gruppo. Ed ecco il più grande demerito di Lou Reed.

4) Scaricare dischi si può ed è bello

No, è vietato dalla legge ed è abbrutente, e

4b) Scaricare dischi è uguale a comprarli

Voi ragazzini di merda mi fate girare i coglioni come nessun altro. Il tempo cambia, le persone cambiano: ma voialtri illetterati nativi digitali, nativi nel senso di indigeni, ossia negri, e con la sveglia (rotta) al collo, non mi convincerete mai che nelle vostre radioline in streaming ci sia la stessa raggiante virtù di un giradischi, o lettore cd, mi accontento, che riempie di Altri Valori il grigiore della vostra casa e, rompendo i coglioni ai vostri vicini, uccide il dolore, con Coltrane ®. Ho scaricato dischi quando ero stupido, e quando sono arrivato a un milione di dischi – mai ascoltati – li ho cancellati tutti, e con cinquanta euro ho comprato quelli usciti nel ’67 (v. punto 1). D’accordo, potreste obiettare, ma vuoi che non valutiamo i dischi prima di comprarli?, e la risposta è no, illiberali pirati dei caraibi – non Johnny Depp, ma quelli veri, brutti e somali e sparati dai marò -, perché al ristorante si paga anche se la pasta era scotta. L’unica vera alternativa che esiste a comprare un disco dei Pontiak è non comprare un disco dei Pontiak, l’unica alternativa, intendo, che sia logica ed etica, voi illogici seguitori di Croce (complimentone: probabilmente, l’unico libro che abbiate mai comprato è Bananas di Travaglio, e manco l’avete finito – o lo avete scaricato?), amorali spettatori di Santoro, usufruttuari di megaupload, emule, library e correi dei loro disonesti guadagni; siete come le scimmie di Gibilterra, ladre di patatine, ma molto peggio, in quanto primati non innocenti: siete leghisti, siete lusi, siete gli affamatori dell’editoria e i ributtanti ladri dei poveri, siete scippatori da autobus, tassisti che modificano il tassametro, feccia mp3. Spazzatura scaricata da internet, senza manco il sacchetto nero.

5) La musica rumorista e d’avanguardia e non basata su canzoni è meglio di quella basata su canzoni

Se Nick Cave nei suoi primi tre dischi non avesse messo delle cover, in quei dischi non ci sarebbe neanche un pezzo. Ok, vi faccio passare Tupelo, anche se non è vero. Ciò che è vero è che quando vado all’Init ed è pieno di ragazze che fanno ondeggiare la testa al non-ritmo del frastuono più atroce, assumo ciò come prova (le donne non capiscono di musica) che tutta la questione del noise riguarda aggregazione giovanile, accoppiamento, forse, senz’altro estetica di borgata (quei borgatari estromessi dal branco, intendo) o universitaria, ma non ha niente e ancora niente a che fare con la musica. When I feel so broke up/I wanna go home. Che poi questa gente finga di apprezzare anche i Pere Ubu, bè, è appunto una finta: buttano tutto nel mucchio del rumore, e si aggregano nelle pretestuose occasioni dei concerti. Ed ecco spiegato il perché di certi dischi hardcore, o dei side-projects di Alec Empire: sono solo pretesti e bugie. Il noise è un pretesto, ed è una bugia.

La seconda parte di questo astuto saggio sarà pubblicata non si sa quando, forse mai

MANCARONE (dal mondo della moda) – Struggente appello per JOHN GALLIANO libero!

"Mm, io farei la maglia celeste e i calzoncini bianchi" - John Galliano all'epoca della sua consulenza per la Lazio (courtesy of Fotomontaggi Fatti Male - fotomontaggifattimale.wordpress.com)

D’accordo, questa volta parliamo di musica. No, non è vero: guarda tu se l’insopportabile esponente di una genia malvagia e arrogante, vestito in un modo che renderebbe intollerante Cristo e ragionevole uno studente universitario (non so se l’abito faccia il monaco, ma di certo fa il pirla, e anche voialtri gaypride e ballerini alla fine della fiera – “fiera” nel senso di “animale feroce” – preferireste essere tratti in salvo dal Generale Stanley McChrystal in alta uniforme che da Morgan. Almeno questo è ciò che penso e spero, nella mia mente reazionaria e consapevole di essere nel giusto), guarda tu – dicevo – se questo pagliaccione, diciamo le cose come stanno, debba muoverci a compassione.

Cosa è successo? E’ successo che il gran pirla, vestito come il pirata Mazzucco, ha pensato bene di dare della “maledetta ebrea” a una tizia dell’establishment in un elegante caffè dell’establishment parigino, e non pago ha aggiunto (dopo essersi accertato di essere ripreso. Perché, se non fosse stato ripreso la cosa sarebbe stata meno grave? Bè, Cristo (tollerante), no, cari tifosi delle intercettazioni, ma porco cazzo. Sì, la frase finisce così, ed è proprio quanto volevo esprimere) di amare Hitler e di detestare anche quel cinese bastardo che si accompagnava alla tizia in questione. Che poi me la immagino la scena. Lei elegante e raffinata, forte e fiera. Il suo compagno elegante e raffinato, colto e fragile. Galliano fuori di sé, ubriaco e drogato. La urta, le rovescia addosso il mojito. Lei dice ma insomma. Lui non se la incula. Lei dice almeno si scusi. Lui dice ma vaffanculo. Lei dice lei è un cafone. Lui dice ma muori ebrea di merda. Lei fa IIIIHHH tirando il fiato. Il suo compagno le dice vieni andiamo. Lei è forte e fiera e femmina, fuori controllo, urla al compagno ma non hai sentito che ha detto. Il compagno dice dai calmati è solo ubriaco. Galliano intanto sale su un tavolo, rovescia altro mojito, canta Hitler has only got one ball. Lei urla scenda, Galliano ride. Lei urla al compagno fai qualcosa, E che devo fa’?, lei urla ancora di più, si impone sul compagno. E’ una donna cazzo. “E una donna EBREA”, interviene Galliano, ridendo. Il compagno allora cerca di fare l’uomo – come faremmo noi quando sosteniamo le insostenibili e irragionevoli cause delle nostre donne contro altri poveracci come noi dagli occhi buoni, stanchi, che ci mandano affanculo solo per mostrarsi protettivi al cospetto da quella tigre dagli occhi di fuoco che hanno a fianco e che ci odia, ODIA – solo le donne sono davvero capaci di odiare -, mentre loro preferirebbero dirci, ahò e daje, e noi ahò, ma sì, e poi faremmo pace e giocheremmo a calcio, ecco la palla, facciamo ebrei contro nazisti, ahhaah me fai tajà, porco due. Il compagno cerca di fare l’uomo e dice tipo SCUSI a Galliano, ma non si disturba mai un attore sul palcoscenico, o lui sarà obbligato a seguire il copione e, inevitabilmente, a dirti: ma vaffanculo, CINESE. La fine.

Scusate la paratassi delle righe precedenti, ma la trovavo adatta (e poi tutti sanno la mia derivazione McCarthiana) (Ma vaffanculo EBREO). Bè, insomma. Galliano è cacciato con ignominia da Dior, dall’atelier, dalle piccole mani e dalle grandi aziende della moda che, com’è normale, non possono accollarsi la responsabilità di un pirla la cui pirlata gli costerà miliardi. Galliano non ha più un cazzo da fare, è distrutto, piangono le Veneri e i Cupidi che vivono nel suo appartamento. Non è un modo di dire veterolatinista, è proprio così: paperelle gonfiabili alate, gnomi, amorini e fanciulle rinascimentali adesso si riuniscono in triste silenzio attorno al baldacchino crisoelefantino di John, a cui è rimasta amica solo Kate “Respect” Moss, pare, e che, senza un lavoro, si è ridotto a tagliare tutte le spese extra (pane, condominio, un completo di Valentino per carnevale) e con quanto ha sul conto non riesce a permettersi altro che il milione di euro mensile in cocaina, i settecentotrentamila euro settimanali di tigre bianca acrobatica in giardino, i quotidiani 60.000,00 euro in perle, di cui si nutre sciogliendole in poco aceto ogni mattina e quel poco di irrinunciabile benzina (per i rifornimenti al mangiafuoco che abita le cucine di casa sua, ovviamente. John non ha una macchina ma quarantasette unicorni nutriti a rose nere e gigli, che da mesi ormai devono accontentarsi di banali peonie).

Il mio non è, brutti malpensanti, l’invidioso e crudele sdegno del poveraccio con le pezze al culo che si gode la rovina di uno che ha miliardi di soldi e strafantastiliardi di talento più di lui. Il mio è solo il sentimento di tenerezza che mi ha suscitato l’immagine di Galliano, pentito e forse ancor più spaventato, che si è presentato l’altro giorno in tribunale vestito serio per una volta, cioè con un elegante, assurdo cravattone a pois allentato sul colletto perché John avrebbe stile anche durante l’Armageddon; ed è il sentimento di tenerezza che accomuna il sentire di John, uomo di successo e perciò ragazzino di tredici anni per sempre (affanculo, la crescita la lasciamo a voialtri stronzi privi di capacità che per questo vi riducete a fare gli account manager, John, Elton e io non vogliamo manco sapé che significa), perciò capace di atroci stronzate, e incapace suo malgrado di avere il perdono e la compassione di una (ricca) Erinni offesa.

Liberate il soldato Galliano! E, per favore, giudici, se anche voi siete maschi e prima di vincere il concorso avreste voluto fare gli astronauti, abbiate per stavolta, solo per stavolta, un po’ di compassione per il diavolo.

P.S.: A proposito di “gente famosa che ama Hitler”. Lars von Trier, che ha dichiarato più o meno lo stesso ma per fare il fico, e per fare il fico ci ammannisce la sua depressione in tremendi orrendi scabrosi osceni film, per girare uno dei quali ha avuto coraggio di uccidere un asinello indifeso (è successo per Dogville), può andare a farsi fottere e morire, ma morire sul serio, acciocché il realismo filmico non abbia di che patirne.