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Tanto se ribeccamo (speciale crossover): WILL HAVEN

Alla fine degli anni novanta la new school (la branca dell’accacì più brutalmente sporcata di metal) è in una fase di stanca. L’intellighenzia dello straight-edge slayeriano formatasi sotto l’egida di Victory verso metà decennio si sta avviando alla conclusione: gli Earth Crisis passano a Roadrunner e pubblicano un disco orribile*, gli Strife si sciolgono nel ’99, gli Snapcase aspettano tre anni per dare un seguito a Progression Through Unlearning. Dall’altra parte della barricata, vicinissimo in termini musicali, c’è una cosa che potremmo chiamare groove-metal: si tratta di una specie di derivazione accacì dei Pantera su cui in questo periodo stanno lavorando i Machine Head del secondo disco ma anche gente tipo Skinlab, senza contare legioni di beccamorti con contratti anche decenti e nomi tipo Pissing Razors (tolto il death metal, non c’è un genere che in questi anni abbia una forbice qualitativa tra cose buone e merda di cane quanto questa roba tra metal e accacì) e persino qualche padrino tra cui gli Slayer di Diabolus e per altri versi gli Entombed dell’anthemico Same Difference (uno dei dischi trattati peggio della storia del metal, e chiedo scusa alla fascia di ascolto per avere scritto anthemico: non lo penso davvero). Il punto è che sono moltissimi a mettere le due cose sullo stesso piano, e quindi c’è più o meno il sentore che manchi giusto un anello di congiunzione.

I Will Haven non sono quell’anello, ma forse avrebbero voluto esserlo. Fanno parte di una serie di gruppi che è spuntata fuori in quel periodo e che ha figliato un sottogenere nuovo di zecca, per il quale nessuno s’è voluto sbattere a cercare il nome: impianto new school basilare con chitarre più distorte e sferraglianti, meno slayeriane possibile e virate piuttosto su influenze che annoverano Neurosis (e quindi primi Swans) o anche certa roba southern metal, il tutto mentre il cantante sputa fuori versi depressi e sembra sul punto di far collassare un polmone. Vision of Disorder, Bloodlet, Coalesce, Botch e davvero molti altri, tra cui appunto Will Haven. La prima botta di popolarità del gruppo viene dal fatto che sono amichetti dei Deftones, i quali se li portano in giro durante il tour trionfale di Around the Fur: il gruppo c’è, quel che manca è probabilmente l’adattabilità a dei palchi che son già troppo grandi per loro. Il punto di forza è il cantante Grady Avenell, uno che non ha mai provato neanche per scherzo a cantare una nota ma butta fuori urla strozzate a getto continuo da dare l’impressione d’essere sul punto di morire ad ogni parola. Va avanti senza variazioni per tutta la durata della storia della band, che comprende un lustro di attività (dal 1997 al 2002), tre dischi uno più bello dell’altro e qualche problema con la formazione. Nel 2002 questa roba qui non serve più a nessuno, in ogni caso: l’accacì moderno si è inevitabilmente reinventato in versione post, il groove-metal prova a pigliarsi una fettina dei soldi che stanno grandinando addosso al crossover, i gruppi a metà strada diventano tutti roba per palestre, supermercati e negozi di parrucchiera. Entro il 2003 quasi tutte le band di cui sopra sono sciolte o male in arnese. I Will Haven si auto-pensionano dopo la dipartita di Grady Avenell, il quale –secondo la versione ufficiale- vuole provare ad avere una vita vera.

Nel 2005 la band ci riprova, si riunisce e inizia a provare con l’ultima formazione. Tra il 2006 e il 2007 cerca di registrare un EP di materiale inedito, poi decide di allungarlo a un disco intero e inizia a girare dal vivo. Grady Avenell decide di mollare ancora a fine anno, viene sostituito da un tizio di nome Jeff Jaworski e con questa formazione il gruppo rientra in studio dando alle stampe un disco di nome The Hierophant (non più per Music For Nations). Non un brutto disco, ma già era difficile distinguere i pezzi dei dischi prima. Per altri due anni i Will Haven continuano a esistere con questa formazione (l’unico membro originario è il chitarrista Jeff Irwin). Grady Avenell torna a bazzicare la band all’indomani dell’incidente di Chi Cheng, per qualche benefit. Segue annuncio ufficiale della reunion. Al contempo il bassista se n’è andato ed è stato rimpiazzato da un percussionista degli Slipknot. Il prossimo album si chiamerà Voir Dire: per ora si conosce etichetta (Bieler Bros, quella di Hierophant), copertina (ignobile), tracklist e una traccia di nome Mida’s Secret che non sembra avere abbassato il tiro di un cazzo rispetto agli anni migliori. Probabilmente non sono proprio il cavallo più sicuro su cui puntare quest’anno, ma hai visto mai che.

*che poi una delle cose più brutte del mio 2011 è stata realizzare che in realtà i dischi orribili degli Earth Crisis sono TUTTI. Li ho riascoltati dopo una decina d’anni che non li toccavo ed è davvero difficile accettare di essere stato, in qualche modo, un fan.