Cose assurde che succedono.

CaveIn_Cover

Una cosa che -così, a caso- ci riconcilia con il mondo della musica è che l’uscita n.13 dell’etichetta degli Unsane (Coextinction,  già dato) è una registrazione nientemeno che dei Cave In, risalente tra l’altro al 2002: due pezzi finiti su Antenna e uno di Tides of Tomorrow, la fase prog-melodico-malcagata del gruppo di Boston che amiamo più o meno da sempre e che da adesso in poi è endorsata da Chris Spencer in persona.

Basta poco a farmi contento. Il disco non l’ho ancora sentito, l’ho comprato in digitale a scatola chiusa -solita trafila di sempre- e ora lo piazzo in auto. Ci sono cose peggiori da comprare con tre euro.

Leviatani e Locuste (due recensioni gratis al prezzo di una recensione gratis)

C’è un nuovo disco dei Mastodon. Non è niente di che, opinione intercambiabile in merito ai dischi dei Mastodon da Blood Mountain a esser buoni. Ma il gruppo è figo, piace a tutti e dal vivo spacca. E il batterista, non mi fare manco iniziare sul batterista dei Mastodon etcetera. Il problema che hanno i Mastodon è che come gruppo non traboccano proprio di pezzi, per così dire: si sono inventati una buona linea di condotta (tipo facciamo heavy metal normale però suonato come se suonare heavy metal normale avesse un senso, il che tutto sommato all’epoca era pure un concetto innovativo) e l’han portata avanti con tanta fierezza e tanto incazzo, buttando in mezzo tanti di quei riffoni che ancora quando metti Remission e al limite Leviathan i vicini vengono a bussare con una roncola in mano*. Va bene, insomma. Però non hanno i pezzi. Nel disco precedente, quello dove cantava Paperino, era un problema drammatico perché se NON hai i pezzi e uno di quelli che cantano ha quella voce lì sembra che lo stai facendo per il LOAL e/o per vedere quante sono disposte a prenderne su i tuoi fan. Questo disco qua corregge il tiro ma non guadagna in tiro. Non molto. Un po’. Per dire, lo stesso giorno esce un disco nuovo dei Machine Head. I Machine Head fanno tristezza da Through The Ashes of Empires, e hanno rincarato la dose con The Blackening (nessuno dei due fa proprio VOMITARE, diciamoci la verità, ma sentire i Machine Head ributtarsi su roba alla Burn My Eyes dopo aver fatto Supercharger e quello prima fu davvero una cosa che sgonfiava le palle). Oggi stanno provando a uscire dall’impasse senza che nessuno si aspetti più nulla da loro, eccezion fatta per quelli che li vedono dal vivo (sono ancora bestiali, Robb Flynn continua a urlare anche nelle pause tra una canzone e l’altra) e certi osservanti del metal che ancora pensano Roadrunner possa fare uscire dischi fighi. Paradossalmente, il nuovo disco dei Machine Head è una roba che li mette in fila. Davvero, non c’è piaggeria in questa cosa che dico –ammesso e non concesso che io sappia cosa dico quando dico “piaggeria”. Il nuovo dei Machine Head è una sborrata, un DISCONE. Avete presente i dischi fighi dei Machine Head? Guardano a cosa butta nel mercato in quel momento e ne danno una loro versione abbastanza ragionevole. Ora quindi han deciso di fare un disco un po’ mastodoniano mischiato a cose thrash metal slayeriane osservanti e ovviamente al modo in cui scrive Robb Flynn, che tutto sommato non è così differente da quel che era in Burn My Eyes e The More Things Change. Quello che rende Unto The Locust** un disco della madonna, in ogni caso, è il mondo che gli sta attorno: magari nel 2005 potevamo essere ancora schizzinosi e fare le pulci all’ideologia, oggi bisogna aggrapparsi a qualsiasi cosa PESTONA venga buttata sul mercato. E in più i gruppi con i pezzi sono sempre meno. Quindi dicevo appunto VAFFANCULO, il nuovo Machine Head è un disco PESTONE e c’ha I PEZZI. Il nuovo Mastodon, per dire, no. (al momento sto pensando tipo che non c’è niente di più suicida per un blog peso che dire che i Machine Head fanno il culo ai Mastodon).

*che è una cosa che non capita quasi più, praticamente ormai è pura nostalgia anni novanta. Ah, le musicassette. Ah, il festivalbar. Ah, i vicini che ti vogliono menare.

**l’abbiam detto in tempi non sospetti, nel 2011 arrivano le locuste e puliscono il melo.