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QUATTRO MINUTI: Fucked Up – David Comes to Life (Matador/Rough Trade)

VIA
È stato facile lasciarmi prendere dall’entusiasmo la prima volta che ho sentito i Fucked Up: disco scannatissimo prodotto da dio, un impianto che stava allo standard nu-shoegaze (deerhunter, serena maneesh e un milione di cagnacci tipo a place to bury strangers) più o meno come i Dinosaur Jr stavano ai My Bloody Valentine, un cantante ciccione che urlava nel microfono come se lo dovessero mettere in galera il giorno dopo e dal vivo cantava nudo e si spolpava a forza di sudate. Era una cosa figa, funzionava. Il loro disco lungo precedente l’ho letteralmente CONSUMATO la prima settimana, poi è rimasto lì a prender muffa, perché OK l’impianto ma siamo quelli che siamo e ci piace la musica che ci piace (nella fattispecie invece di un gruppo sh**gaze con pesanti influenze hardcore preferisco ascoltarmi un disco hardcore con pesanti influenze hardcore, già che ultimamente ne sento pochissimo). il nuovo disco dura tipo novanta minuti, si chiama David Comes to Life e contiene la stessa identica musica in suite più o meno simili. Non è che non sia buono, ma già arrivare alla fine dello streaming gratuito su NPR è faticosissimo: sembra un samurai senza padrone del pop, un disco che si arrabatta come un pazzo in un’area libera da impedimenti morali e troppo fine a se
STOP

piccoli fans + download illegali: HAVAH – Adriatic Sea No Surf

L’ideale sarebbe avere un nome un po’ storto, così quando lo cerchi su Google esce fuori subito e non si devono sbattere” (cit.)

Havah è un progetto sh^^gaze che fa capo a Michele Camorani, che sarebbe il batterista de La Quiete e il tenutario di Serimal, oltre che coinvolto a vario titolo in cose tipo Raein e/o insomma, quasi tutto quello che è esistito di figo nel postpunk italiano dal 2000 in poi. Havah è la sua cosa pop, ed è fatta di una serie di riverberi devastanti su canzoni appena abbozzate che sembrano la versione sh^^gaze dei Fuckemos, i quali se non lo sapete sono il miglior gruppo mai esistito. Nel senso di voce impastata bassissima, forse un po’ più funebre. Le uniche due cose che si trovano in rete al momento sembrano essere il myspace del gruppo e un bel post-fiume di Jacopo FBYC. Sia nell’uno che nell’altro caso viene postato il link al mediafire del primo disco, registrazione casalinga autoprodotta e gratuita -che è l’unico modo di fare queste cose, o magari siete fan dell’ultimo Wavves e io non voglio avere a che fare con voi- intitolato Adriatic Sea No Surf, che riporta le lancette indietro di un paio d’anni (o di decenni, a seconda di quale prospettiva vogliamo usare) ad un’epoca in cui tutto era puro incontaminato e sembrava che queste cose le avessero potute fare tutti. Fermo restando che qualcuno le fa meglio di altri, che Adriatic Sea No Surf è un disco FIGO. Che v’aspettavate, abbiamo pure citato i Fuckemos. Altre cose che potremmo citare sono Sisters Of Mercy, Banjo Or Freakout, Joy Division, Descendents, Evan Dando, persino certo Doug P, i Mats e svariati altri nomi a casaccio. L’altra settimana ha suonato a Forlì e me lo sono perso per cose di lavoro. Speriamo torni alla carica a breve. Lo farà.