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per noi dev’essere croccante.

Qualche mese fa simone rossi mi scrive una mail, chiedendomi se voglio illustrare il suo nuovo libro.

simone è un tizio di Forlì che scrive, abbastanza spesso, e pubblica libri. Il suo libro precedente si chiama sbriciolu(na)glio. simone scrive perlopiù di musica ma senza scrivere di musica. il suo trucco prediletto è che è tutto minuscolo.

gli rispondo di sì. qualche giorno fa è uscito il libro. si chiama croccantissima, e prendendo il titolo a prestito da dj gruff è una lettura obbligatoria a prescindere. le illustrazioni ci sono davvero e sono davvero mie.

oggi ne è uscita anche una versione digitale gratuita (pdf o epub) a cura di Barabba.

ne esistono anche copie fisiche e bellissime. si ordinano linkandosi QUI o mandando un’email a silkeyfoot@gmail.com. alle prime settantacinquemila persone che lo compreranno, verrà inviato su richiesta un jpeg hi-res dell’immagine che trovate in testa a questo post, che non c’entra nulla col libro ma qualcosa con questo blog forse sì. sono i fugazi in una foto di glen friedman ridisegnata. tutto minuscolo. alcuni disegni realizzati per il libro e scartati li troverete qua.

QUATTRO CANZONI IS THE NEW QUATTRO MINUTI

Al ventisettesimo secondo del settimo pezzo dice shut the fuck up in quello stesso modo lì. Per me è un fake. Per me sono cinque peruviani dell’autogrill che hanno messo su un generatore automatico. Dice here we go again / right now / let’s go / me and you, sembra Jovanotti. Dice three two one go. Dice knock knock knockin’ on heaven’s door e apocalypse now e altre mille citazioni tutte a caso per far rima. Dopo due ritornelli c’è il bridge melodico a due voci – che è sempre lui – tutto in crescendo e poi entra la voce rappusa – che è sempre lui – e dice I’m a crack addict! Fred Durst è un bianco ciccione miliardario che ha appena detto I’m a crack addict! Here we go again! Right now! Let’s go! Come on! Poi dice I don’t give a fuck. Questa era la prima canzone. Dai no, stanno scherzando.

La seconda è uguale solo che il ritornello dice Take a walk on the wild side. Poi dice stay away from Fred Durst, parla di se stesso in prima persona, poi dice you don’t even know me, voi non sapete chi è Fred Durst. Non sai quanto è vero, Fred.

Cosa devo dire delle chitarre? Le chitarre fanno giuga giuga come al solito.

No scusate, nella terza canzone c’è un effetto di tastiera che avevo nella Roland in prima superiore.

Non avevo una Roland in seconda superiore, avevo la Gem che era più figa, ma non la conosce nessuno, tutti pensano alle Ologram, ain’t that a bitch? who da fuck you think you are, bitch? leave your ass burnin’ e tutto il resto, potrebbe tranquillamente essere un mash-up di tracce vocali a caso dei Limp Bizkit montate su basi di altre canzoni a caso dei Limp Bizkit, tanto Fred Durst è bianco e il flusso non ce l’ha mai avuto.

L’unica cosa più triste dei bianchi che fanno il rap sono i bianchi che ascoltano i bianchi che fanno il rap“, ha detto una volta STOCAZZO, so just drop dead.

Davvero, mancheranno quaranta minuti alla fine di questo disco e non credo di avere quaranta minuti per i Limp Bizkit nel 2010, oltre tutto questo disco ha questo titolo e questa copertina, e invece mi dice Farabegoli che il nuovo dei Limp Bizkit si chiamerà Golden Cobra, che sembra una pratica sessuale pure quella, boh.

Simone Rossi è una specie di zecca forlivese capace di scrivere. Contrariamente alla maggior parte delle persone capaci di scrivere che conosco, lui scrive. Così oggi pomeriggio gli ho chiesto di farmi un pezzo per Bastonate che parli del fatto che i System Of A Down suonano in Italia a giugno col biglietto a settanta euro, lui se n’è uscito un minuto dopo con un pezzo sui Bizkit e il nuovo disco, che si chiamerà Smelly Beaver o più probabilmente Golden Cobra. Smelly Beaver è il leak.