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STREAMO: ▼▼▲▲ – Future B▲ss (Soul J▲zz)

La cattiva notizia è che io di musica elettronica non ne capisco un cazzo e che la maggior parte dei nomi di cui sento parlare non ho la più pallida idea di che cosa facciano nella loro vita, sia in generale che limitatamente alla musica che producono. L’elettronica di cui mi occupo è quella che serve a stare a galla e che rappresenta al meglio la gabbia tenebrosa dello straniamento di questo primo decennio ormai conclusosi in un lampo di freddezza malefica, cioè di tanto in tanto mi faccio consigliare un disco da qualcuno del Collettivo Carmine e magari a volte lo ascolto pure. Dall’altra parte mi sparo le compilation di Soul Jazz quando si prende il disturbo di farne uscire, come se fosse qualcosa di importante. Oggi un appartenente al Collettivo Carmine spiattella in giro una compilation- capolavoro chiamata Witch House, della quale copiamo una copiosa parte della presentazione perché essendo copiosa non puoi far altro che copiarla,  ed è comunque la cosa più bella e importante detta sull’internet da ore e ore:

su tutto questo ovviamente regna chiaramente il mortifero technicolor e dei joy division più che ian curtis interessa l’estetica di martin hannett, e più della musica interessa la fine della musica: la miniaturizzazione del linguaggio (dai forum, ai blog siamo arrivati a twitter, poi ai tumblr, e via via più concisi e meno umani) ha portato da una miniaturizzazione dei contenuti allo sfogo più crust possibile – che si può rivedere nella brevità dei caratteri di tastiera simbolici come i triangoletti piramidali.
il suono haunta di brutto e smixa rave music con ricordi di un 1988 inesistente, shoegaze, shitgaze, la ghostbox meno elitaria, chillwave, psychdrone e altre stronzate da hipsters come l’esistenza di una frangia goth della world music, taglia e incolla da vecchie vhs con sovraincisi gli mtv music awards del 2007 ma in definitiva basta che ci sia un triangolo e che la gente stia male o abbia quantomeno problemi neurologici.

(Ikke)

è davvero tutto ciò che si può dire della faccenda, qualunque sia la faccenda. È un’ottima occasione per introdurre a questo punto lo streaming giustappunto della nuova compilation Soul Jazz che contiene giustappunto un triangoletto piramidale ENORME in copertina e si fa chiamare Future Bass che non so come descrivere se non “raccolta di pezzi minimal fatti da gente che non conosco, con la significativa eccezione di Fourtet. Gli unici altri due punti sono che il disco mi sembra bellissimo, ma magari è il mio umore in questo momento ad essere bellissimo, e che volenti o nolenti il Future Bass somiglia un sacco –in qualche modo- al Past Bass. Naturalmente questa non è una teoria dimostrabile e io non ho MAI frecce al mio arco, di nessun tipo. quindi se pensate il contrario vi prego di andare in culo o quantomeno non farmi sentire troppo ignorante. Il mio prossimo post parlerà di M E T A L, me lo prometto e in qualche modo disattendo non appena ci ripenso su.