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Altro – Sparso

Qualche giorno dopo lo stesso tizio mi fa sentire in auto un disco di registrazioni cazzerecce di un gruppo che si chiama Altro e che fa un baccano terrificante. La cassetta ha già qualcosa. Sono i primi anni duemila, direi, quindi la passione per l’indie e il pop e il punk registrati di traverso ce l’ho da un pezzo. Il nome gira già un po’ tra internet e webzine. Il primo disco degli Altro, uscito per la Love Boat di Andrea Pomini, lo trovo tra i dischi in offerta di una distro online. Di solito non compro dischi online, ma spulciando il catalogo di questa (si chiama Heroine, è un’etichetta che pubblica roba tipo To The Ansaphone, Anna Karina, With Love e simili) scopro che il tizio è di Cesena. Gli scrivo e gli dico “vediamoci, ti compro questo questo e questo disco”. Yaphet Kotto, forse, e credo Caliban e un gruppo che si chiamava Blueprint e questo disco degli Altro e qualcos’altro, non so. Ci diamo appuntamento a un bar, gli pago i dischi, mi paga un bicchiere di vino. Lui beve una tisana. Gli parlo delle cose che faccio, lui mi dice le cose che fa, ci sentiamo qualche altra volta, gli compro altri dischi, me ne dà qualcuno per le recensioni. Mesi dopo andiamo a un festival, lui ci suona col suo gruppo (La Quiete), porta dischi da vendere. Il festival si chiama Musica nelle Valli ed è organizzato da un veteranissimo dell’indie che sta già suonando in giro a nome Bob Corn. C’ero stato anche l’anno prima. Quest’anno tra gli altri suonano gli Altro: è la prima volta che li vedo, fanno un baccano tremendo, il bassista tiene un po’ assieme il suono ma perlopiù il suono se ne va via per conto suo. Uno spettacolo meraviglioso. Nelle parole del mio compagno di viaggio, l’unica musica per cui puoi permetterti di non saper suonare. A questo punto della loro storia credo che gli Altro abbiano già fatto uscire il loro secondo disco, che io recupero più tardi. È prodotto da Bugo.

Gli Altro sono un guppo indie-rock, nel senso tradizionale del termine. Si potrebbe dire anche che gli Altro sono un gruppo punk o un gruppo emo, sempre nel senso tradizionale del termine. I dischi sono raccolte di canzoni da un minuto e mezzo suonate con poca precisione e moltissima botta. Il cantante/chitarrista urla come un pazzo e ha una voce sgraziatissima e fastidiosissima, non finto-fastidiosa, davvero fastidiosa. Il plus degli Altro, a parte la musica in sé, è che il chitarrista disegna anche le copertine e i flyer del gruppo; il plus di questo plus è che il chitarrista degli Altro è un illustratore bravissimo. Nel periodo storico in cui gli Altro iniziano a far ascoltare i loro dischi, la musica indipendente italiana è in uno dei suoi momenti più eccitanti; se dovessi scegliere un singolo pezzo che mi parla di quegli anni sceglierei Pitagora. O quella canzone dei With Love con la chitarra che fa il verso del pollo (forse si chiama Selfportrait as a Chicken ma non sono del tutto sicuro).

Gli Altro piacciono a un sacco di gente e non me lo sono mai spiegato: do la colpa al modo in cui va la moda dalle mie parti e ai disegni del chitarrista. Cosa c’è di più bello di un gruppo punk che si fa fare tutte le grafiche da un singolo disegnatore? Difficile a dirsi. Da Pettibon in giù, con Pettibon ancora sul gradino più alto del podio.

(A qualcuno interessa fare illustrare da me tutte le copertine e i volantini del proprio gruppo? Farei un buon lavoro, credo.)

è stato un sacco di tempo fa. Andrea Pomini non fa uscire più dischi ma il sito di Love Boat è ancora attivo. Musica nelle Valli continua a tenersi ogni anno, in tarda primavera. Il tizio di Heroine ha chiuso Heroine, aperto un’altra etichetta, chiuso l’altra etichetta. Continuiamo a uscire assieme ogni volta che possiamo, lui continua a bere vino, io ho quasi smesso. Qualcuno di quei gruppi è rimasto, cambiato qualche componente e via di queste. Il chitarrista degli Altro è molto più famoso come illustratore e fumettista che come chitarrista degli Altro. Se lo merita. Gli Altro hanno pubblicato un altro disco di inediti, uno di remix e dei sette pollici. Dieci giorni fa è uscito il loro ultimo disco lungo. Si chiama Sparso, consta di una ventina di pezzi in una mezz’ora, ti gratta via sette anni di dosso.