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L’agendina dei concerti Bologna e dintorni – 6-12 dicembre

la mia mente dopo gli Swans

 
Ancora tramortiti dal punitivo concerto degli Swans (oltre due ore di dolore e sopraffazione in quel forno crematorio legalizzato che è il Locomotiv) iniziamo la settimana in pesante debito di ossigeno, di sali minerali e di voglia di vivere; la seguente sarà dunque un’agendina ad alto coefficiente di disfattismo.
Se riusciremo a schiodare il culo dalla poltrona su cui restiamo per ore spalmati a fissare le pareti, questa sera dalle 21 al Nuovo Lazzaretto si prepara una bella infornata di punk’n’roll degli incapaci in compagnia della provocante Texas Terri, dei madrileni Tokyo Sex Destruction più altra robaccia sconosciuta di cui mi fa fatica cercare i link. Cinque-sei euro e tanta simpatia da parte del vicinato. Martedì 7 se gli Swans non vi sono bastati e volete farvi un’altra pera di allegria ecco gli Elf Power in funeraria commemorazione pre-anniversario della morte di Vic Chesnutt, al Covo dalle 22 (il prezzo come al solito non è dato saperlo se non previa telefonate astiose alla direzione il giorno stesso del concerto); altrimenti, visto che poi il giorno dopo è festa e quindi bisogna divertirsi, al Ruvido c’è Rexanthony (per un amarcord peso di quando eravamo giovani, belli e felici e l’ecstasy che spacciavano fuori dal Cocoricò era di buona qualità), mentre per gli irriducibili del cucchiaino l’appuntamento da non mancare è con Paul Kalkbrenner al Link, ma solo per i più previdenti: le prevendite sono infatti già esaurite da quel po’, e senza non si entra. Ah, per i necrofili ci sono i Sonics a Cesena.
Mercoledì 8 per i rockettari che non si rassegnano a restare in casa a cercare di smaltire il down al Nuovo Lazzaretto arriva l’indomito Kevin K con la sua bella paccata di reducismo decadentista; ad accompagnarlo gli inossidabili Titbits. Altimenti, Assalti canta e non manda in letargo le menti al Bartleby (per ora non ne so niente, ve la vendo come l’ho comprata). Giovedì riposo, non c’è un cazzo di niente di decente in giro anche ad andare a scandagliare l’intera regione.
In compenso venerdì 10 è il delirio: all’Estragon dalle 21.30 Massimo Volume + Bachi da Pietra GRATIS, al Voodoo Club di Comacchio il sovrano assoluto del death-rap Necro (più alcune prescindibilissime e fiacchissime crew italiane che per senso della decenza evito di nominare, dalle 21.30, non so il prezzo), al Circolo Onirica a Parma i Saint Vitus freschi di trapasso del povero Armando Acosta + altri quattro gruppi ultradoom (nello specifico, Swallow the Sun, Mar de Grises, Solstafir e Graviators, per sapere quanto cazzo spaccano chiedete a Reje, sempre se riuscite a risvegliarlo dal suo sonno millenario), e al Teatro Rasi a Ravenna gli elitari e sulfurei Æthenor (dalle 21, abbastanza euri). Troppa roba, considerando poi che sabato è ad esclusivo appannaggio di highlanders della keta (Onur Ozer al Kindergarten, quindici euro) e saltimbanchi da avanspettacolo (Bloody Beetroots al Link, ventisette euro); in compenso domenica all’Estragon gli High On Fire suonano di spalla ai Fear Factory. L’unico problema è il prezzo del biglietto: trentadue euro.

MATTONI issue #3 e Dischi stupidi: Radu Malfatti

 

Beinhaltung (due pezzi rispettivamente di ventinove e venticinque minuti) e Dach (un unico pezzo di cinquantasei minuti suddiviso per assurde ragioni di praticità sul CD in quattro tranche distinte) catturano tre diverse esibizioni del trio composto da Phil Durrant (violino), Thomas Lehn (sintetizzatore analogico) e Radu Malfatti (trombone) rispettivamente a Graz (Beinhaltung 1), Bremen (Beinhaltung 2) e Ulrichsberg (Dach) tra il 1996 e il 1999. Il problema è che, nei suddetti CD, non è inciso praticamente niente: un sibilo, uno sbuffo quasi impercettibile, uno scricchiolio probabilmente ottenuto dallo sfregamento infinitesimale dell’archetto su una corda a caso, una scarichetta di onde radio praticamente inudibile (a questo dunque servivano i sintetizzatori analogici), il tutto intervallato da lunghissimi minuti di silenzio assoluto. “Dach” in tedesco significa tetto, infatti il CD si apre con la registrazione della pioggia che batte – per l’appunto – su un tetto. Ma è questione di attimi, e di nuovo si torna al silenzio quasi totale (in effetti a un certo momento qualcuno tra il pubblico tossisce, qualcun altro – forse alzandosi – fa scricchiolare la sedia) tra un soffietto, uno sfrigolio, ogni tanto un fruscio. (Leggi tutto)

L’agendina dei concerti (Bologna e dintorni) – Maggio (parte 1)

Ricomincia Angelica, e già sai che non ve n’è. Nel frattempo, lunedì il Nuovo Lazzaretto ospiterà la bizzarra miscela di dark punk e rockabilly delle australiane Brigitte Handley & the Dark Shadows, di spalla RigurgitOi!, Los Ratos e Lucky Strikes; si comincia a orari antelucani per non fare girare le palle agli irascibili dirimpettai, quindi se non volete perdervi nemmeno un minuto abbiate cura di scapicollarvi fin lì col boccone ancora in bocca o saltando direttamente la cena. Per chi martedì non avesse voglia di farsi innalzare il QI di diversi punti in compagnia di Bernard Parmegiani all’aula magna di Santa Lucia, l’appuntamento è al Blogos con gli incazzosi e buzzurri Lionheart a dispensare badilate di ignoranza in piena faccia con il loro hardcore metal spaccaossa da bulletti del Bronx. Mercoledì improvvisazione jazz all’XM24 con un trio d’eccezione composto da Luigi Mosso (contrabbasso), Pasquale Innarella (corno) e Daniele Bova (batteria); il concerto è all’interno della rassegna MeryXM per cui prima ci sarà la presentazione di qualche libercolo o spettacolo teatrale muy impegnato. Venerdì tutti ai NoMeansNo all’Estragon, poi di nuovo all’XM24 a bruciare neuroni con Up Arte, due giorni di artistoidi allo sbaraglio, mezzi videomaker, poetastri di passaggio e vernissage molesti che però veicola una serie di dj set fetidi che attirano la crème de la crème del marciume punkabbestia D.O.C.. L’anno scorso ci ho incontrato Metal Carter. Tra gli spettatori. Abbiamo parlato dei Dark Angel. Sabato ancora Up Arte, mentre domenica bagno di sudore sotto il ponte di via Libia a fare del reducismo peso grazie agli ormai definitivamente mummificati Vice Squad; poi tutti a casa a menarselo sulle vecchie foto di Beki Bondage dei tempi d’oro.
Ricapitolando:

Lunedì 3 maggio: Brigitte Handley & the Dark Shadows @ Nuovo Lazzaretto
Martedì 4 maggio: Bernard Parmegiani @ Aula Magna di Santa Lucia
Lionheart @ Blogos
Mercoledì 5 maggio:  Liuwe Tamminga @ Basilica di S. Antonio da Padova
Mosso/Innarella/Bova @ XM24
Giovedì 6 maggio: Henry Threadgill @ Teatro San Leonardo
Venerdì 7 maggio: Charles Curtis + Carol Robinson + Bruno Martinez @ MAMbo
NoMeansNo @ Estragon
Sabato 8 maggio: Jon Rose @ Teatro San Leonardo
Domenica 9 maggio: Vice Squad @ sotto il ponte di via Libia

Dalla Romagna è necessario fare alcune segnalazioni aggiuntive:

Il 7 maggio al Bronson (Ravenna) suonano A Place To Bury Strangers, gloriosa compagine newyorkese con all’attivo un disco d’esordio terribile e un secondo episodio che miracolosamente inizia a risollevarne le sorti.

Il 7 maggio, se siete dei bruciati veri, suonano anche gli Uriah Heep al Velvet di Rimini.

Il 13 maggio c’è The Oh-Sees al Sidro Club di Savignano, roba In The Red.

Il 14 maggio nientepopodimenochè Wolves In The Throne Room al Rock Planet (Pinarella). Black metal catìvo di nuova scuola americana (boh, io non riesco a entrarci in sintonia).

Il 14 maggio ci sono anche i Liars al Bronson. Papabile concerto dell’anno.

(Kekko)