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Uccidiamo politicamente Mariano Apicella

Intanto Berlusconi è la rockstar dell’anno, e su questo non ci piove. Feste, casini, Casini, gente oscura, droghe, ragazze, strafottenza, io non pago, ragazzine e quant’altro. Apicella come chitarrista fa schifo, ma la rockstar dell’anno, in attesa di rockstar che suonino rock, è Berlusconi.

Naturalmente a nessuno gli frega un cazzo di chi è o non è una rockstar fino a che non arriva il numero di Rolling Stone di dicembre. Il senso della cosa è che nessuno ha più voglia di vivere il sogno del debosciato strapieno di soldi per interposta persona, e come cosa ha un senso -naturalmente. La maggior parte di noi ci prova ancora, tassativamente attraverso la pedestre idea di un gruppo musicale -invece di iniziare a comprare titoli ed ingrossare il capitale l’uccello e il giro di alleanze. Sia quel che sia di questi giorni è uso comune piazzare un bello sgambetto bloggy alla malsana idea di Rolling Stone, colpevole -a quanto pare- di avere preso un simbolo estremamente facile e bistrattato e averlo buttato in copertina per vendere più copie, manifestando implicito apprezzamento per la figura del presidente del Consiglio.

  • Ma vedi che la cover l’ha fatto quello che faceva i manifesti di Obama, ma vedi che strappa la bandiera italiana.
  • Sì ma vedi che le TV e i giornali oggi ne han parlato in senso positivo.
  • Ma vedi che gli articoli dentro sono molto critici.
  • Ma vedi che non tutti li leggono, alcuni guardano solo la copertina

(il tasso di analfabeti tra gli elettori del PdL è incredibile, usano questa tecnica ipnotica che ti spinge a mettere la croce sul simbolo più azzurro che c’è, NdR)
eccetera

Ora, lungi da noi gente dura e servaggia glorificare Rolling Stone per partito preso. Il punto è che sembra roba cucita addosso a questa sorta di antagonismo peloso e slavato su cui manco Serj Tankian riuscirebbe a farci su un pezzo. La questione cardine della vicenda è puramente semantica: ROCKSTAR è una parola di fortissimo impatto emotivo, richiama un immaginario positivo e sinistrorso in sè -e non per quello che racconta. Son parole che contengono un giudizio morale di serie, tipo ninfomane o bidimensionale o tweepopper o pedofilo. Ecco, voglio dire, in giro sarà pieno di pedofili non praticanti, non fanno male a nessuno e si limitano a masturbarsi violentemente in camera loro pensando al culo del figlio di mia cugina (sette anni, grazie per la domanda). Il problema della copertina, fatto salvo che ho dovuto comprare una copia e leggere i pezzi dentro (che sono diocristo perfino scritti bene. un autentico affronto per la critica rock contemporanea) è l’associazione in sè, Silvio Berlusconi Rockstar sbattuto in copertina senza nessun LOAL a caratteri cubitali come disclaimer. Con tutto il culo che s’è fatto per stare sui coglioni ai punkabbestia. Eccetera. E poi insomma, ogni volta che lo nomini mette altri due voti in cassa, gli fai campagna elettorale solo a mettere il suo nome in copertina (tipo Voldemort, ma nel caso Harry Potter sarebbe femmina e bionda). Comunque noi qui ci sentiamo di rassicurare gli scettici in merito alla cosa peggiore che potrebbe succedere da oggi in poi: Berlusconi e Apicella non suoneranno da headliner al prossimo Heineken Jammin’. Contenti?